Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen Group ha approvato il Future Plan 2030, che porta a circa 100.000 la riduzione complessiva dell’organico entro il 2030: 50.000 posti erano già previsti, altri 50.000 vengono aggiunti ora. È una riduzione nell’ordine del 15% della forza lavoro del gruppo.
E SEAT?
C’è una graduale eliminazione del marchio, puntando su CUPRA, considerata il marchio con maggiori prospettive di crescita e redditività.
Il piano Volkswagen, in breve
- 100.000 posti di lavoro in meno entro il 2030
- circa 50.000 nuovi tagli aggiunti ai precedenti
- gamma di modelli ridotta di circa il 50%
- forte riduzione della complessità produttiva
- sovracapacità europea stimata in oltre 500.000 veicoli
- quattro stabilimenti tedeschi — Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm — senza garanzia di produzione competitiva negli anni successivi
- obiettivo 2030: 9 milioni di veicoli venduti e margine operativo del 9%.
Il crollo di Volkswagen non ha una sola causa. È soprattutto il risultato di un modello industriale costruito per un’epoca in cui Volkswagen dominava il mercato europeo e aveva margini importanti in Cina. Ora entrambe queste condizioni sono venute meno.
Le 6 ragioni principali
- La Cina è passata da grande opportunità a grande problema
È probabilmente il fattore più importante. Volkswagen ha perso rapidamente terreno rispetto ai produttori cinesi, soprattutto nel settore elettrico. BYD e altri concorrenti offrono auto elettriche più economiche, con software e tecnologia sviluppati molto più rapidamente.
Nel primo semestre 2026 le consegne Volkswagen in Cina sono crollate di circa 31%.
Il problema è particolarmente grave perché la Cina era uno dei mercati più importanti e redditizi per il gruppo.
- Volkswagen è arrivata tardi e con costi elevati all’elettrico
La transizione dal motore endotermico all’elettrico ha richiesto enormi investimenti in:
- batterie
- piattaforme elettriche
- software
- stabilimenti
- ricerca e sviluppo.
Ma Volkswagen non ha ancora ottenuto dall’elettrico i margini che aveva con le auto tradizionali. Il gruppo deve quindi investire contemporaneamente nel vecchio modo e nel nuovo.
La stessa Volkswagen riconosce che il margine operativo del 2025, pari al 2,8%, è insufficiente nel lungo periodo.
- La struttura dei costi in Germania è diventata troppo pesante
Questo è il cuore del problema dei 100.000 posti.
Volkswagen mantiene una gigantesca struttura industriale tedesca, con salari elevati, pensioni, costi energetici e una rete produttiva progettata per volumi molto maggiori.
Il gruppo stima una sovracapacità produttiva europea superiore a 500.000 automobili: in altre parole, dispone di capacità per produrre molte più auto di quante riesca a vendere.
Quindi non è semplicemente Volkswagen vende meno, Volkswagen vende troppo poco rispetto alla struttura che ha costruito.
- I concorrenti cinesi hanno cambiato il rapporto prezzo/tecnologia
Questa è forse la minaccia strategica più seria.
Per decenni il vantaggio europeo era:
qualità + ingegneria + marchio + rete industriale.
Ora i produttori cinesi stanno offrendo:
tecnologia + batterie + software + prezzi molto competitivi.
E riescono a sviluppare nuovi modelli molto più velocemente.
Volkswagen sta quindi cercando di dimezzare il numero dei modelli e ridurre drasticamente la complessità produttiva.
- Porsche ha avuto un crollo impressionante
Questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato perché si parla genericamente di “Volkswagen”.
Nel 2025 il risultato operativo del gruppo Porsche è passato da 5,3 miliardi a appena 0,1 miliardi di euro. Volkswagen attribuisce il crollo soprattutto al cambiamento del mercato cinese, ai dazi americani, alla transizione elettrica e alla revisione della pianificazione dei prodotti.
E Porsche è importantissima perché produce margini molto più elevati rispetto al marchio Volkswagen.
- Dazi, guerra commerciale e crisi dell’economia tedesca
Volkswagen è inoltre schiacciata dalla geopolitica.
Nel 2025 i dazi USA hanno pesato direttamente sui risultati. Il risultato operativo del gruppo è sceso da 19,1 a 8,9 miliardi di euro, mentre il margine operativo è precipitato dal 5,9% al 2,8%.
La Germania, contemporaneamente, soffre di:
- energia relativamente costosa;
- crescita economica debole;
- costi industriali elevati;
- perdita di competitività manifatturiera;
- forte dipendenza dall’export.
In sostanza Volkswagen sta facendo una gigantesca cura dimagrante non per risollevarsi ma per sopravvivere.
