Uguaglianza
Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci.
Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.
Henri-Frédéric Amiel (Ginevra, 1821 – 1881) è stato un filosofo, poeta e critico letterario svizzero. È celebre soprattutto per il suo monumentale Diario intimo (Journal intime), un’enorme raccolta di riflessioni con 17.000 pagine manoscritte, pubblicata postuma, che documenta con profonda analisi psicologica il travaglio spirituale del XIX secolo. Un’introspezione radicale sulla solitudine, sul tempo, sulla morte e sulla crisi dell’uomo moderno.
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Sante parole purtroppo. Grazie Sergio