È tempo per tutti gli uomini di morire e rinascere, per sopravvivere e tornare a vivere da umani
La trasformazione dell’Uomo, interpretata come evoluzione o involuzione, a seconda dei punti di vista, nell’ultimo ventennio ha subito un’accelerazione esponenziale che non accenna a rallentare e men che meno ad arrestarsi. L’era, rappresentativa di un lungo e determinato periodo di tempo, si dispiega adesso in qualche decina di anni. Tutto cambia velocissimamente, e i cambiamenti si susseguono gli uni agli altri senza neanche darci il tempo di sperimentare e stabilizzare la bontà del precedente che il successivo lo sostituisce completamente, senza quasi mantenerne memoria.
Perdendo l’esperienza del precedente periodo non si crea storia, non si crea cultura e si perde finanche il radicamento nell’ambiente Natura e nella propria natura umana. Ci si allontana sempre di più dalla Verità, della quale siamo sempre in cerca, e muore nella mente quella domanda che da sempre ha stimolato la ricerca e l’evoluzione dell’uomo: “chi sono io? E perché sono qua?”
Il terzo millennio ha visto un passaggio repentino dall’homo sapiens sapiens all’homo faber, trasformatosi nell’arco dell’ultimo decennio in homo tecnologicus. Siamo destinati a trasformarci in uomini bionici, un misto tra uomo e macchina, non solo per sostituire parti mancanti del corpo con protesi sintetiche ma anche per intervenire sulle funzioni cognitive umane ‘migliorandole’, attraverso le bio e le nano tecnologie (neuralink, E. Musk). E ancora, sempre più connessi alla tecnologia diventeremo gli umanoidi del post umanesimo per alfine perfezionarci in uomini transumani che di umano non avranno più niente.
Sostengono i teorici fautori del transumanesimo che l’inevitabile evoluzione transumana rappresenterà l’emancipazione dell’uomo dalla sua ‘inutile umanità’, battezzerà l’unico e autentico atto di trascendimento della propria natura mortale (J. Harari). Gli scienziati e intellettuali conservatori e umanisti come George Orwell e Fritjof Capra – solo per citarne alcuni di metà 900 – hanno da tempo denunciato il pericolo della disumanizzazione dell’umanità a causa dello sfrenato e anti etico progresso della scienza tecnica e della tecnologia, destinate a soppiantare anche il mondo del pensiero astratto, del pensiero filosofico e del talento dell’intuizione proprie dell’umanità.
L’intelligenza artificiale, impropriamente chiamata intelligenza, sta velocemente sostituendo l’intelligenza umana, non perché è intelligente o più intelligente di quella umana, ma perché è quella destinata a sostituire l’umanità secondo l’aberrante proposito evolutivo propugnato dai transumanisti. Il compianto giornalista Tiziano Terzani a tal proposito paragonò l’uomo ad una ‘scimmia tecnologica’, accostando l’uomo alla scimmia – con tutto il rispetto per l’animale – nel senso di spiritualmente involuto e non pienamente cosciente di sé, e a causa di ciò facile preda della tecnologia.
L’architetto Ettore Maria Mazzola in modo quasi ironico ha recentissimamente sussunto la deriva dell’umanità nella frase con la quale dichiara che l’uomo da sapiens è diventato insipiens. E le conseguenze della falsa attuale evoluzione umana ci è stata ben rappresentata dal filosofo Noam Chomsky (citato negli epstein files) attraverso la parabola della rana bollita; gli uomini, tante rane che lentamente bollite si trasformano in zombie, facili da dominare o eliminare definitivamente.
Peraltro, la maggior parte dell’umanità già lobotomizzata, non avverte ancora il pericolo dell’attuale deriva che lascia intravvedere la possibilità dell’estinzione della specie. I più pensano che tutto sia ‘normale’, che il progresso così come si sta svolgendo è necessario. I più non hanno conoscenza della storia umana e dell’essere umano stesso, al più sono coscienti di esistere per un tempo definito e cercano di sopravvivere come meglio possono.
Da tempo hanno delegato la realizzazione di se stessi ai loro rappresentanti dai quali si aspettano di essere riconosciuti e tutelati. Al non possedere conoscenza ne consegue che non si possiede neanche Coscienza: di se stessi, degli altri, della Vita! La maggior parte dell’umanità si è fatta mantenere nell’ignoranza e così è stata campo di facile conquista da parte di quella piccola élite che domina il mondo da tempo immemore.
L’ignoranza è il vero peccato! Il Buddha ci avvertì, disse che il male peggiore non era il male in sé ma l’ignoranza di esso. Mentre Socrate, dopo di lui, sostenne che se l’uomo agisce male è perché non conosce il bene, perché solo conoscendo l’esistenza del bene si può agire virtuosamente. Entrambi, uscendo dalla dicotomica visione della realtà umana relegarono il Male al mero ruolo di incidente di percorso, indicando il Bene come l’unica meta e via per la realizzazione naturale di tutti gli esseri senzienti.
E quindi, per ignoranza, gli umani interpretano le turpi azioni commesse dai servi del Demiurgo come azioni ideologicamente positive e senza pensare scientemente vi aderiscono volontariamente. E voilà, l’essere umano è servito!
Ben servito, potremmo dire.
Infatti le azioni e le opere a tutela della comunità umana sono ormai innumerevoli, oltre che eccentriche e creative. Per la sua sicurezza personale e collettiva vengono adottati sistemi di controllo e sorveglianza preventive che minano le libertà fondamentali, e si censurano le verità che sempre più spesso vengono fuori grazie alle azioni dei risvegliati. Per la sua salute si adottano politiche sanitarie velenose e sperimentali, e si affidano le decisioni sulla vita e sulla morte degli umani a dei genocidi che dirigono organismi delinquenziali internazionali ancora riconosciuti e sostenuti dalle rane bollite. Per la sua tranquillità si mantiene la pace nel mondo approvando e finanziando guerre fratricide, facendo particolarmente attenzione a martellare le menti con paurose notizie di pericoli inesistenti e chiedendo l’adesione ideologica a politiche di colonizzazione e dominio di altri popoli e Stati. Per la sua prosperità si adottano politiche liberiste che producono benessere solo per i pochi ricchi, mentre, scomparsa la classe media, aumentano a dismisura i poveri relativi e assoluti in tutto il mondo.
In Italia, anche i media mainstream hanno dovuto pubblicare il dato secondo il quale il 10% della popolazione italiana è povera. Per aiutare la famiglia, che non può più sopravvivere senza almeno due stipendi, costringono la donna a lavorare fuori casa, e non sempre perché animata da forte bisogno di auto realizzazione personale e professionale. Entrambi i genitori devono sottostare ad estenuanti orari lavorativi, e ciò non consente loro di occuparsi della crescita e dell’educazione dei figli; figli che l’istituzione dell’istruzione sottrae alla famiglia per sempre più ore, per indottrinare bambini e giovani con la cultura dello schiavo che non ha bisogno di pensare ma solo aderire alla propria schiavitù camuffata da libertà.
Non esistono serie politiche di sostegno e promozione della famiglia, solo irrisori interventi statali espressi periodicamente per ingenerare l’idea che qualcosa si fa. Il welfare è stato spostato massicciamente sul mantenimento degli stranieri.
Per aiutare i giovani e i bambini li indottrinano con l’ideologia woke affinché la loro naturale crescita ed evoluzione sia confusa in una realtà fluida e perversa, in tal modo cresceranno privi di naturale identità d’appartenenza non solo al genere di nascita ma anche alla specie umana; saranno degli inoffensivi e infelici non pensatori complici e schiavi del sistema.
Per garantire il progresso della specie umana si velocizza e valorizza il progresso della tecnica e della tecnologia dalle quali – e di questo potrebbero rendersene finalmente conto anche le rane bollite – l’esistenza dell’essere umano è bandita, da fondere con la macchina ma ben presto da sostituire completamente con esse.
Per garantire la natura spirituale dell’umanità le Chiese e le loro religioni hanno rinunciato all’insegnamento della dottrina invitando alla missione green per salvare il pianeta e alla politica dell’inclusività di categorie di soggetti che vogliono discriminare i loro presunti discriminatori. Loro non vogliono essere inclusi, vogliono conquistare e sostituire. Una recente dichiarazione di un imam di una importante moschea di Torino: “Gli italiani sono corrotti. Adesso è il momento dell’islam!”.
E dunque per mantenere il popolo umano forte attraverso la trasmissione della cultura e delle tradizioni del proprio territorio consentono selvagge invasioni di uomini di altri continenti, con l’intento di meticciare l’uomo bianco e realizzare il sogno di Richard Kalergi che auspicava la creazione di una razza negroide poco intelligente, non pensante ma forte fisicamente e incline ad essere sfruttata e schiavizzata.
Nella UE, per il bene dei popoli degli Stati che vi aderiscono, si è rinunciato ad ogni forma di sovranità: politica, economica, finanziaria, governativa, legislativa, giurisdizionale, monetaria, ideologica e per ultima, ma non meno importante, la sovranità sanitaria (OMS, Trattato Pandemico, Regolamento Internazionale Sanitario), la perdita della quale renderà più facilmente compromettibile la salute degli uomini e la loro stessa esistenza a livello globale.
Non esiste l’unione dei popoli ma fa comodo che esistano gli stessi comandi per tutti loro, comandi che naturalmente vengono dettati dai popoli che tra loro sono i più forti: i più spietatamente antiumani.
È tempo per tutti gli umani di morire e rinascere, per sopravvivere e tornare a vivere da umani. È tempo di un nuovo Rinascimento che raccolga le spoglie dell’uomo delle tradizioni e quelle del postmoderno uomo automa, e traendo da entrambi il meglio dell’evoluzione del Bene partorisca l’uomo nuovo, l’uomo del terzo millennio che dovrà responsabilmente e con coscienza portare l’umanità al di là dell’aberrante destino che per essa era stato formulato secoli fa.
E quale uomo sarebbe in grado di tale gravoso e ‘divino’ compito? Solo l’uomo che avrà ri-fondato la propria coscienza, quella coscienza che nascerà dall’armonica unione dell’antico con il moderno modo di concepire l’esistenza sulla terra.
E come faremo a discriminare ciò che è buono da ciò che non lo è? Come potremmo scegliere cosa prendere e cosa lasciare, certi di fare le scelte giuste? Uscendo dalla dualità! Confidando che la coscienza ri-fondata scelga con mente/cuore/pancia unite in una sola testa, e che la singola testa collabori con un’infinità di altre teste. Solo questa nuova coscienza collaborativa e non competitiva potrà sapere intuitivamente come rimettere l’Uomo al centro del Cosmo, al centro della Vita.
I nostri più remoti antenati ci hanno insegnato come tornare al centro di noi e del Cosmo intero; è il metodo più semplice da comprendere e il più complesso da realizzare: ‘CONOSCI TE STESSO!’. In ordine cronologico e solo per citare i più importanti, Buddha, Socrate, Gesù, Kant etc. dedicarono la loro esistenza a fare comprendere quanto importante fosse questo lavoro introspettivo, per realizzare in questa stessa esistenza, qui ed ora, il nostro paradiso/nirvana, abbandonare la sofferenza per abbracciare la felicità.
Essere felici si può!

Bellissimo articolo il tuo Ines!
Permettimi di ridire le tue cose in questo altro modo!
Il semplice concetto di bene e di male risulta fuorviante rispetto al successivo concetto: conosci te stesso!
In effetti bene e male sono le due parti che caratterizzano la realtà della nostra vita di tutti i giorni; nel vivere in maniera ordinaria la vita di tutti i giorni nessuno di noi può accedre ad una reale crescita spirituale e pertanto con questa modalità vanifica la possibilità di conoscere realmente se stesso!
Il Buddha giustamente diceva: se siete interessati a raggiungere l’illuminazione, cioè se siete interessati a conoscere realmente voi stessi, dovete percorrere l’ottuplice sentiero; dovete praticare il Dharma!
Ora, possiamo notare che se iniziamo una ricerca superficiale per informarci su cosa sia il Dharma troveremo definizioni e indicazioni che, tutte, ci faranno ricadere in un comportamento che in realtà è un comportamento ordinario, quello che già solitamente adottiamo, quello karmico!
Allora occorre comprendere che: praticare l’ottuplice sentiero non è semplicemente impegnarci a fare il bene, ma è in effetti cominciare a fare il Bene!
Un detto popolare chiarisce in maniera inequivocabile che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni…. (il solito bene).
Nei vangeli si cerca di chiarire il concetto di Bene, e quindi di Dharma, ovvero quel che serve per ottenere la “salvezza”, l’illuminazione, allorché vien detto: beati gli uomini di buona Volontà!
La buona Volontà non ha nulla a che vedere con la volontà ordinaria, quella che costantemente usiamo, forse per abitudine, certamente per ignoranza, nel solito quotidiano!
Non siamo come pensiamo di essere, siamo come siamo stati pensati!
Se vogliamo davvero conoscere noi stessi dobbiamo colmare ciò che separa questi due punti di vista; pertanto progredire significa diventare capaci di addizionare alla solita volontà la buona Volontà, allora cominceranno a svelarsi in noi possibilità che non ci saremmo mai aspettati!
Grazie Giovanni
Con la scusa del progresso e tecnologia, ci stanno rendendo ignoranti, inumani, inutili
Grazie Anna