La mente dei bambini e dei giovani va tutelata come bene della collettività
A settembre circa nove milioni e mezzo di italiani, tra alunni, docenti e personale Ata varcheranno gli ingressi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, per affrontare un nuovo anno scolastico. È molto probabile che l’insegnamento riprenderà all’insegna delle programmazioni didattiche woke e progressiste da anni adottate (cancel culture, inclusività, non discriminazione, educazione sessuale e all’affettività, genderismo, patriarcato, green deal), e da qualche anno conosciute e contrastate dalle famiglie attente e dagli ambienti conservatori. I protagonisti di questa importante realtà culturale e sociale sono sempre loro: i Dirigenti scolastici, gli insegnanti, le famiglie e gli studenti. Tutti loro dovranno tornare ad affrontare l’ormai annoso stato comatoso in cui versa la scuola italiana.
Sin dai primi decenni del ‘900 grazie alla innovativa scuola pedagogica montessoriana la scuola italiana veniva molto apprezzata e imitata dai paesi del nord Europa. Con l’adozione della Costituzione del 1948 che all’art. 34 sancisce che “la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni (oggi 10), è obbligatoria e gratuita” si inaugurò anche il welfare scolastico, di massa, inclusivo e democratico. Dagli anni ‘70 la scuola si aprì ai genitori e agli studenti di cui venne ammessa la presenza nel Consiglio di Istituto e tra questi e gli organi scolastici venne siglato il patto di alleanza educativa. Insomma fino agli anni ‘80 la scuola italiana fu esportatrice in Europa della più avanzata scienza pedagogica fino ad allora sperimentata.
Ma la globalizzazione economica, sociale e culturale del mondo cominciò ad imporsi in ogni contesto dagli anni ‘90, pretendendo sempre più esplicitamente l’asservimento alle sue politiche di destrutturazione e cancellazione dei valori e delle tradizioni di ogni popolo, e chiedendo di riconoscersi tutti in un unico popolo mondiale, più facile da controllare, manipolare e asservire dai potenti del mondo. E quale poteva essere il luogo migliore per educare sin da piccoli a questa nuova religione mondiale se non la scuola?
Questa profonda trasformazione però per essere accettata e metabolizzata dalla massa doveva avvenire gradualmente, e proprio negli anni ‘90 J.P. Overton ideò il modello di sociologia teorica conosciuto come le ‘Finestre di Overton’: ciò che in un dato momento storico era un reato inaccettabile, con il costante condizionamento mentale, alla fine diventava accettabile e legalizzabile. E quando la ‘rana è bollita’ (N. Chomsky) c’è l’assuefazione totale ad ogni nefandezza.
Ergo, così come avvenne nel 1993 per la sanità italiana, con la riforma Bassanini L. 59/1997 e il successivo Regolamento dell’Autonomia Scolastica DPR 275/1999 anche la scuola italiana venne aziendalizzata, riconoscendole personalità giuridica e piena libertà e autonomia nella gestione didattica, organizzativa e finanziaria. Come l’azienda sanitaria pubblica, che oggi considera i pazienti dei clienti, anche la scuola pubblica italiana attraverso l’autonomia scolastica cominciò a considerare gli studenti come delle risorse umane da indottrinare e preparare per il percorso lavorativo secondo i parametri del globalismo mondiale. Il welfare italiano dell’istruzione, della sanità e della previdenza cominciò ad essere smantellato.
Infatti, con la riforma Moratti del 2003 venne inserita la nuova metodologia didattica dell’alternanza scuola – lavoro (oggi Formazione scuola lavoro) che con la L. 107/2015 sulla ‘Buona Scuola’ diventò obbligatoria per tutti gli studenti delle superiori che nell’ultimo triennio devono svolgere un monte ore di esperienza pratica lavorativa presso aziende pubbliche, private o associazioni alternando così lo studio al lavoro; giusto solo per saggiare il destino che li attende una volta concluso l’iter scolastico.
L’obiettivo politico della nuova scuola era quello di usare il percorso scolastico non per istruire ed educare i discenti a pensare e a creare una personale visione del mondo – che ne avrebbe fatto dei cittadini consapevoli e responsabili – ma a creare un percorso di indottrinamento atto a creare manodopera massificata senza diritti da gettare nel calderone del mondo lavorativo globale. Per la realizzazione del mondo distopico – oltre le orwelliani previsioni – che aveva abbandonato la visione antropocentrica del mondo, non servivano soggetti pensanti ma corpi senza volti e acefali da incastrare nella catena di montaggio dell’economia che produce ricchezza per l’1% della popolazione e sopravvivenza per il resto. Peraltro, tutta la popolazione di acefali che hanno servito sinora l’élite, adesso che la robotica e la AI sono ben sviluppate saranno ben presto da queste sostituite, così come già sta accadendo in Cina.
Il progetto di sostituire la scuola che forma alla vita con un grande contenitore pieno di manodopera manuale e intellettuale, ubbidiente e insipiente, si perfeziona con la riforma Gelmini del 2008 che all’autonomia didattica della scuola associa anche l’autonomia finanziaria, con tanto di previsioni di bilancio e di ‘razionalizzazione’, o meglio contenimento della relativa spesa pubblica. In quegli anni la spesa pubblica per la scuola e le università subì un taglio netto di nove miliardi di lire e la perdita di 80.000 insegnanti. Tutto ciò per raggiungere il pareggio di bilancio come in qualsiasi altra azienda. Furono proprio i docenti aderenti ai sindacati di sinistra radicale dei Cobas che denunciarono l’estrema aziendalizzazione della scuola, con scioperi estremi e blocco degli scrutini.
Accanto alla classe docente che difendeva l’istruzione si sviluppava la figura del Dirigente scolastico – sostituiva del vecchio Preside – che come un qualsiasi altro manager aziendale ha il compito di organizzare didatticamente e amministrativamente la scuola, non più secondo i bisogni dell’istruzione degli studenti ma secondo la logica dei finanziamenti ricevuti dal pubblico e ricercati presso le imprese private del territorio, con le quali instaura veri e propri rapporti aziendali. Alla fine, al di là delle espressioni politicamente corrette e nella sostanza, il progetto educativo scolastico è votato alla realizzazione dell’efficienza aziendale e dell’efficacia produttiva.
Dulcis in fundo, con la legge della ‘Buona scuola’ del 2015 nasce anche il POF (oggi POTF), il Piano dell’Offerta Formativa, il documento che presenta l’identità culturale, didattica e organizzativa di ogni istituto o Comprensivo scolastico, un vero e proprio progetto di marketing che gli consente di presentarsi e competere con le altre realtà nel mondo esterno per attrarre non solo famiglie e studenti ma anche finanziatori privati. La scuola che come la sanità mira al profitto non ha mai dato buoni risultati per gli ‘utenti’ finali.
“La scuola in Italia non è messa bene. Sulla base dei risultati dell’indagine Pisa (indagine che viene effettuata sui ragazzi di 15 anni in tantissimi Paesi) ci collochiamo in fondo alla graduatoria OCSE in tutte e tre le materie oggetto di quell’indagine (comprensione di ciò che si legge, matematica e scienze)” Giancarlo Lizzeri economista 2021.
Così stando le cose, potremmo dire che la scuola è come un malato cronico che ha bisogno di essere curato e nel frattempo anche fortemente attenzionato per spegnere eventuali nuovi focolai infiammatori che potrebbero insorgere nel suo corpo, già duramente provato. E quali altri stati infiammatori potrebbero potrebbero colpirla?
La scuola non pecca solo di aziendalismo, con la sua nuova identità è stata tirata dentro al mondo della politica e delle ideologie woke progressiste di sinistra che ne hanno fatto la nursery del futuro cittadino deradicalizzato dalla realtà, dalla società, dalla famiglia e da se stesso. Si pensi alla estrema digitalizzazione dell’esistenza, alla confusione sui generi di appartenenza con la carriera alias e alla deriva androgina, alla perdita dei valori tradizionali attraverso la cancel culture, al sempre maggiore isolamento e alla solitudine ricercata dai giovani e agli approcci comunicativi e affettivi con i chatbot; tutte aberrazioni che la scuola favorisce e incrementa nei propri percorsi didattici.
I genitori che sono i titolari originari del dovere/diritto di educare e istruire i figli (artt. 30 Cost. e147 cod.civile) dovrebbero vigilare sulla scuola e sull’insegnamento che essa offre ai loro figli, dovrebbero intervenire per negare il loro consenso e sottrarre i propri figli agli esperti esterni alla scuola (drag queen e simili), ma anche a quei ‘sinistri’ insegnanti e dirigenti scolastici che attraverso pseudo materie extra curriculari tentano di condizionare la crescita dei loro studenti. I genitori dovrebbero conoscere e sostenere la legge Valditara che impedisce l’insegnamento – che maschera un indottrinamento all’ideologia gender – della materia dell’educazione sessuale e affettiva ai bambini della scuola dell’infanzia e della primaria, e ne richiede il consenso informato scritto per le scuole di secondo grado. I genitori dovrebbero controllare i libri che vengono distribuiti nelle scuole ai loro bambini con le fiabe dei due coniglietti gay che si sono sposati o che illustrano la bellezza della maternità surrogata con la quale un figlio viene comprato da una donna, nonostante che in Italia costituisca reato universale. Eh si! La scuola wokizzata fa accordi aziendali con i movimenti LGBTQIA+ e femmisti progressisti, fa propaganda di stili di vita contrari alla legge italiana, e sfida le famiglie e le istituzioni rivendicando un esclusivo potere sull’educazione dei nostri figli e nipoti. Tutto era partito dal cavallo di Troia della rivendicazione della parità di genere, di non discriminazione delle minoranze e di inclusività. Oggi questi ‘promotori’ sono riusciti ad entrare nelle scuole, e non ricercano la parità ma cercano di imporre la loro visione del mondo, del tipo: non esistono solo due generi ma 120 e più, tanti quanti chiunque si sente di percepire. La carriera alias garantita dalla scuola è il peggiore segnale d’allarme della sua decadenza morale.
Parte della scuola così politicamente corretta e inclusiva, in contrasto con il principio di laicità dello Stato Italiano, toglie il crocifisso dalle classi per rispetto all’intolleranza dei genitori di studenti musulmani, ma cerca di propinare agli studenti italiani la carne halal degli studenti musulmani. E c’è di più, in una scuola primaria del Trevigiano, a Ponte Priula, le insegnanti hanno portato gli studenti alla moschea di Susegana, dove un imam ha fatto loro una lezione di Corano, le maestre hanno religiosamente indossato il velo islamico e i bambini sono stati costretti in ginocchio a pregare Allah! A macchia di leopardo e in tutta Italia (Bologna, Ancona etc.) si svolgono questi incontri tra scuole e mondo islamico, molte volte all’insaputa dei genitori. Non è semplice conoscenza di altre religioni è indottrinamento!
E che dire dei testi di studio che hanno sostituito la materia della storia con l’Agenda 2030 adottata nel 2015 dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite- 193 Stati) composta di 17 obiettivi per garantire la sopravvivenza dell’umanità eliminando la fame e la povertà dal mondo? Se l’Onu, dal 1945 in avanti avesse voluto veramente eliminare la fame dal mondo, anziché fomentare guerre e imperialismo economico, l’avrebbe potuto già fare.
Si vorrebbe proteggere l’ambiente e arrestare il cambio climatico colpevolizzando i popoli di essere responsabili dell’inquinamento che determina l’innalzamento delle temperature sulla terra. Propongono sui testi scolastici soluzioni che limitano una sana esistenza delle persone, prive di alcun riscontro scientifico, mentre i veri scienziati premi Nobel per la Fisica come Carlo Rubbia e Antonino Zichichi negano da anni che ci sia un cambiamento climatico antropogenico. La geoingegneria invece, artefice di tutti gli squilibri di cui vengono incolpati i popoli, viene presentata come il rimedio a tutti i mali. Tutto questo indottrinamento a scuola sulla crisi climatica ha causato nei giovani della generazione Z delle prese di posizioni estremamente ideologizzate e li ha ammalati di ‘eco ansia’, una forma di paura e di stress emotivo cronici legati alla preoccupazione sul destino del pianeta. Secondo dati Istat attualmente in Italia il 70,3 % dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è affetto da questo disturbo.
La buona notizia è che il satanico woke in America sta cedendo, sta implodendo, perché tanto nella società che nella politica si stanno constatando gli effetti dannosi e devianti di questa ideologia. E anche in Italia i primi voltaggabana che fanno politica (uno a caso il Giuseppi), già in clima pre elettorale, cominciano a dichiarare timidamente che il woke va abbandonato, non porta voti, megli puntare sugli immigrati. Ma bisogna stare all’erta, in Italia i fenomeni ideologici hanno bisogno di tempo tanto per affermarsi che per essere sdradicati. Dunque l’attenzione resta massima.
Quindi, ai genitori di figli che frequentano le scuole italiane l’arduo compito di tutelarli con tutti i mezzi giuridici e affettivi che possono mettere in campo.

La scuola non pecca solo di aziendalismo, con la sua nuova identità è stata tirata dentro al mondo della politica e delle ideologie woke progressiste di sinistra che ne hanno fatto la nursery del futuro cittadino deradicalizzato dalla realtà, dalla società, dalla famiglia e da se stesso.
La scuola che come la sanità mira al profitto non ha mai dato buoni risultati per gli ‘utenti’ finali.
I genitori dovrebbero conoscere e sostenere la legge Valditara che impedisce l’insegnamento – che maschera un indottrinamento all’ideologia gender – della materia dell’educazione sessuale e affettiva ai bambini della scuola dell’infanzia e della primaria, e ne richiede il consenso informato scritto per le scuole di secondo grado.
Condivido pienamente tutto quello che ha scritto cara Ines!!!Questi suoi tre contenuti che ho riportato mi premono molto avendo lottato in particolare dagli anni 90 cominciando a denunciare gli abusi sul personale addormentato della scuola, le inutili ed ingannevoli parole dei sindacati e e il deplorevole modo di demandare l’educazione dei figli completamente all’ istituzione scolastica da parte dei genitori! Quando mi sono ritirata per pensionamento dalla scuola, negli ultimi collegi docenti (2020), mi sono scatenata sia contro il dirigente e contro gli insegnanti ormai asserviti al potere e diventando il braccio armato dell’ assurda politica contro i bambini e le loro famiglie addormentate! Ormai non avevo più nulla da perdere! Negli ultimi 10 anni sia la sanità , entrata nelle scuole , che che il dirigente aziendale mi guardavano con sospetto perché ponevo domande fastidiose e pretendevo risposte rigorose!! Nessuna insegnante era sospettosa accettavano tutto e non facevano nemmeno gli scioperi per i propri diritti all’insegnamento e la libertà didattica ormai defunta!! Ora le mie colleghe si lamentano dei dirigenti “aziendali “ e del clima dittatoriale che impedisce loro anche le scelte didattiche a favore dei bambini! E i genitori?? Non so, nel complesso pochi hanno capito l’inganno di questi ultimi anni ed io continuo a divulgare il consenso informato di “Pro vita famiglia” che cerca di tutelare i diritti inalienabili sia per i bambini che le famiglie e informo le colleghe delle politiche assurde , principalmente di sinistra,ma non solo, che attentano ai fondamenti delle libertà individuali sulle persone! chiedo scusa se ho scritto con qualche scorrettezza , ma sto scrivendo di getto con un senso molto critico su tutto ciò che circonda buona parte della vita umana! Sono stufa , ma lotto volentieri!!! GRAZIE INES
Grazie per il commento Paola. Lei è la prova empirica di quanto scrivo da cinque anni. A volte quando ne parlo vedo che le persone mi guardano stranite perchè non riescono a concepire o anche solo a ritenere possibile quanto accade nella scuola italiana. Le insegnanti hanno paura e i genitori vanno sempre di fretta. Bisognerebbe fermarsi tutti e iniziare a riflettere su dove stiamo andando. Salviamo i bambini e i giovani! Grazie!
Proprio così , Ines, fretta, paura crea tanta superficialità e indifferenza! Dobbiamo prendere coraggio e voglia di non essere sottomessi ad assurde ideologie! Manca il discernimento e la capacità critica di affrontare le questioni scottanti della vita !! Bisogna informarsi , socializzare con persone che fanno la differenza ed insieme affrontare le difficoltà, costi quel che costi!! Se non ci decidiamo a dire basta e a cambiare pagina i nostri figli , nipoti e le generazioni più giovani verranno travolte in un vortice senza ritorno!! Diventeranno ancora più schiavi di questo potere satanico!! Viva la libertà e viva l’amore per la vita vera e la verità!!!
Allora Paola buon lavoro a tutti noi !