Osservazioni scientifiche di un grande naturalista: Enrico Tortonese
Vi sono scienziati che riescono, grazie ad un profondo senso di osservazione e a studi approfonditi, a cogliere aspetti della natura che sfuggono ai più.
In una vecchia edizione di “Divagazioni di un naturalista – Paravia 1969”, l’autore, Prof. Enrico Tortonese, racconta una suggestiva serie di notizie curiose appartenenti al mondo degli animali.
Tortonese parla di alcune leggi, nate da precise osservazioni, che interessano la vita di molte specie di Mammiferi.
“Secondo la legge di Bergmann nelle sottospecie di vertebrati omotermi la statura è inversamente proporzionale alla temperatura media dell’habitat.”
L’osservazione ci fa considerare che la dispersione del calore attraverso la superficie del corpo è vantaggiosa nei climi caldi, ma non in quelli freddi.
Dal momento che il rapporto superficie/volume è tanto maggiore quanto più piccola è la statura di un’animale (il volume corporeo), risulterà evidente che l’animale risulterà meglio adattato all’ambiente se assumerà maggiori dimensioni negli ambienti più freddi.
Questa osservazione ha una propria spiegazione matematica nella legge del cubo quadrato: dove si afferma che all’aumentare delle dimensioni di una forma, il suo volume cresce maggiormente rispetto alla superficie. Questa legge ci aiuta a spiegare il motivo per cui i grandi mammiferi come gli elefanti perdono calore corporeo più difficilmente rispetto ai piccoli mammiferi.
Tortonese ci propone l’esempio della tigre, dove nella sottospecie che vive in Siberia notiamo dimensioni maggiori di quella che vive nelle regioni dell’Asia tropicale.
La legge di Bergman non si applica ai vertebrati eterotermi, quindi a sangue freddo, come le vipere. Tant’è che le vipere sono più piccole nelle regioni elevate che in pianura.
Un’altra legge legata alle temperature è quella di Allen, riferita sempre ai vertebrati omeotermi, a sangue caldo, afferma che le appendici di questi animali, zampe, orecchie e coda, sono tanto più grandi quanto è più alta la temperatura. Ad esempio le volpi e le lepri che vivono nelle regioni artiche o boreali hanno orecchie molto meno sviluppate di quelle che vivono nelle regioni temperate. La spiegazione sembra ovvia: il padiglione auricolare ha una superficie molto dispersiva, quindi nelle regioni fredde farebbe perdere troppo calore mentre le orecchie grandi delle specie che vivono più a sud favoriscono la dispersione degli eccessi termici.
Esiste anche la Legge di Gloger che afferma che gli animali, mammiferi e uccelli, che vivono nelle regioni calde presentano una pigmentazione di melanina tanto maggiore quanto più è elevata la temperatura.
Nelle foreste indonesiane, molto calde e umide, i leopardi neri sono più frequenti che in Africa. Come sappiamo la notissima pantera nera è solo un leopardo con una forma di melanismo favorito dalle condizioni ambientali.
Il fenomeno è spiegato dal fatto che nei climi caldo-umidi risulta essere più evidente la produzione di pigmenti di eumelanina, rispetto ai climi caldi e aridi dove compaiono le feomelanine che determinano tinte rossastre o giallognole, tipiche delle specie che vivono nel deserto come gazzelle e topi saltatori.
Vi sono molti altri esempi di leggi naturali nate da semplici osservazioni che esprimono profonde considerazioni, semplici solo in apparenza.

Splendido punto di osservazione.
Molto interessante grazie