16 Ottobre 2026

9 thoughts on “Una spia in esilio”

  1. Una trama che crea suspance fin dall’inizio! Molto ben descritto che ti porta a vivere come fossi parte del romanzo!
    Grazie per questa perfetta descrizione sul racconto

  2. Non conosco questo libro. Anni fa lessi «La sovrana lettrice» con protagonista la regina Elisabetta II la quale in vecchiaia scopre il piacere de la lettura. Trovai la narrazione leggera, ironica, diverte.
    Spero che lo sia anche questo.
    Rosa Lastella

  3. Confesso di non conoscere Bennett, anche se qualche anno fa vidi un film tratto da una storia vera: una donna che visse in un furgone nel giardino della casa dello scrittore.
    Il film s’intitola «The Lady in the Van»
    Nella parte di Bennett, lo stesso Bennett.
    Film molto divertente, British.
    Luisa

  4. Uno spunto conclusivo che apre più di quanto chiuda: lascia affiorare il dubbio su quanto resti autentico quando identità e ruoli si sovrappongono nel tempo. È lì che la storia smette di essere solo racconto e diventa riflessione. Grazie per il suggerimento di lettura

  5. Trovo coinvolgente il racconto che trascina fino quasi a vedere le varie scene che si susseguono.Spero presto di poter approfondire il testo molto interessante Grazie per il suggerimento

  6. Spero presto di poter approfondire il testo molto interessante che lascia spunti di riflessione e trascina verso immagini che si susseguono come il un film grazie

  7. Grazie a cora per l’ interessante suggerimento, nel leggere anche se velocemente ,ho provato una grande motivazione nel riprendere presto e approfondire la lettura

  8. Decisamente insolita una storia di spie in forma teatrale , ma il fatto di essere pubblicata da Adelphi e’ gia’ di per se un punto di interesse. La recensione poi mette in risalto il taglio particolare con cui le vicende vengono illustrate , cioe’ una particolare attenzione al contesto della vita privata delle spie . Il tutto in uno stile brillantemente “british” , compresa l’ironica seppur sempre formalmente corretta rappresentazione della regina

  9. Alan Bennett si legge sempre, a prescindere! E’ ironico e intelligente, con una vena sarcastica verso il finto perbenismo della societa’ inglese, ma lascia trasparire la sua approvazione e consenso per la monarchia. La tua ottima recensione mi rimanda a “La Sovrana lettrice”, che ha uno splendido
    finale a sorpresa “very british”!

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