Non importa chi sei nel presente, se hai un debito karmiko devi pagarlo
Siamo abituati a pensare, perché condizionati da certa cultura new age, che la legge di causa ed effetto, il nostro Karma – termine sanscrito in voga in occidente – sia infallibile, inesorabile e incontestabile. Il Karma, letteralmente ‘azione’, indicherebbe ogni azione fisica e mentale compiuta dall’individuo atta a determinare una reazione/conseguenza contraria e opposta, e il susseguirsi di azioni e reazioni equivalenti creerebbero il suo destino, mantenendo così l’equilibrio dettato dalle leggi universali.
La legge del karma – soprattutto quello negativo – colpirebbe sempre a tempo debito, non farebbe sconti, e sarebbe sempre al di sopra di ogni umano e lecito giudizio; perché essa avrebbe il compito di riportare giustizia nel mondo fenomenico. Quando il Karma viene “scontato”, compreso e accettato, ci rimette in carreggiata, nella direzione giusta della Vita, quella del Bene, perché questa è la vera e ultima natura dell’Essere Umano. Pertanto, data la sua ineluttabilità, non si può criticarlo, contestarlo e infine rifiutarlo.
Ci hanno portati a pensare e ritenere che il senso di responsabilità, di pentimento e di vergogna riguardo alle cattive azioni commesse si possano sviluppare solo “ricompensandoci” con la stessa moneta, magari facendoci vivere la quasi medesima esperienza di sofferenza che in precedenza abbiamo creato e inferto ad altri. La più profonda consapevolezza, la nuova volontà, il libero arbitrio e tutta la maturità acquisita vengono silenziati dalle forze che fanno muovere la ruota del Samara (ciclo di morti e rinascite). Non importa chi sei nel presente, se hai un debito karmiko devi pagarlo. Questa è la concezione che in Occidente abbiamo del principio del Karma di origine orientale.
È giusto? Sembra che l’intelligenza umana (intuizione creativa) venga mortificata e sostituita senza mezzi termini dall’intelletto (coscienza condizionata) nel quale è stato impresso il diktat che ‘chi di spada ferisce di spada perisce’. Ma come ben insegna la storia è più facile che diventi santo un pluriomicida piuttosto che un uomo ordinario incastrato per tutta l’esistenza nel suo conformismo a-morale.
Certo c’è da riconoscere che fare introiettare il concetto di destino/karma remuneratore aiuta a mantenere molte menti sotto controllo e più calme, nessun guizzo di autentica ribellione potrebbe apparire e mettere in discussione l’ordine macrocosmico costituito. L’uomo trattato come un bambino…
Ma supponiamo invece che ‘Dio giochi a dadi’, che la Vita porti sofferenza e gioia indiscriminatamente a tutti, solo e semplicemente perché è suo compito, al di là delle colpe e dei meriti di ogni singolo individuo. Supponiamo che la Vita, così come l’Assoluto, non sia giudicabile buona o cattiva perché è al di là e al di sopra di tali giudizi prodotti dalla mente duale e limitata dell’uomo. Supponiamo che anziché dover sempre pensare: “mi è accaduto questo perché in un’altra esistenza avrò fatto cose sbagliate, mi merito tutto questo anche se non capisco”, si possa vivere nel presente senza timore del bene e del male, del passato e del futuro. Supponiamo che l’individuo emotivamente e mentalmente sano possa ogni volta indirizzare la propria azione liberamente verso il bene proprio e altrui. Se tutto ciò potesse verosimilmente realizzarsi, non potrebbe rappresentare un autentico passo evolutivo della mente umana? Se così fosse potremmo avere l’antidoto verso la A.I. dalla quale ci stiamo facendo sottomettere?
Non sarebbe più intelligente e saggio accettare tutte le esperienze che la Vita ci porta solo e semplicemente perché siamo vivi? perché esistiamo? perché la nostra coscienza è entrata nel movimento della Vita e ad un certo momento siamo apparsi nella realtà fenomenica? Senza il bisogno di siglare un punto di partenza e di una fine, un contenitore rassicurante atto ad evitare crisi identitarie ed esistenziali? La libertà della mente resta il bene più prezioso e il meno ricercato dell’uomo.
E se dunque tutto fosse molto più semplice di quanto asseriamo con le moderne teorie scientifiche e filosofiche che disvelano verità segrete ma ottundono e oscurano l’intelligenza umana? Il quesito apre una porta verso l’ignoto individualmente esplorabile anche se non razionalizzabile.
Ogni possibilità resta tale, ogni dubbio resta legittimo, ogni verità può apparire.
La coscienza potrebbe limitarsi ad accettare questo spazio ‘vuoto’ senza temere di scomparire, e l’intelletto condizionato finalmente potrebbe dissolversi nei meandri della Matrix dalla quale proviene, destinata prima o poi a finire.

Anche “peccato” è un’azione!
A chi ha molto peccato sarà molto perdonato!
Ma ciò non potrà mai essere automatico, ne potrà essere il risultato di una semplice operazione matematica ( tipo 10-10 uguale a 0).
L’unico peccato che non può realmente essere perdonato è quello contro lo Spirito!
Quando non peccheremo più contro lo Spirito allora si realizzerà il “perdono” di tutto quanto abbiamo accumulato con il nostro vissuto sotto la legge del karma!
Siccome l’illusione è fondamentalmente una sorta di “nulla”, allora che cosa in realtà viene cancellato con il perdono che si ottiene con la realizzazione del vero essere?
Non viviamo più sotto la legge del karma!
Viviamo sotto la legge dello Spirito!
Quanta speculazione intellettiva.
Grazie!