25 Ottobre 2026

5 thoughts on “La morte di Abderrahim Fakir, il centro di Bologna vandalizzato, una telefonata, una breve intervista”

  1. Sig. Sartoris, l’articolo sarebbe stato perfetto se avesse evitato dì metterci del suo con l’insinuazione tutt’altro che disinteressata delle ultime righe. Ma ci sta, in fondo nessuno è perfetto. Cordialmente

    1. Signor Silvio, grazie per il bel tono garbato, mi aspettavo qualche appunto su una insinuazione che volutamente (del resto la rubrica si intitola opinioni a confronto) Si presta a una lettura bipartisan. Perché nulla di tutto questo è per caso, il punto interrogativo su: chi, rimane. Ecco tutto. Poi, personalmente non nascondo che non approvo il clima di odio nei confronti delle forze dell’ordine, e non solo. Ma questo lo dichiaro apertamente qui. A disposizione per ogni cosa, e poi, veramente è così, c’è molta imperfezione in questo mondo consegnatoci perfetto! Ancora grazie

  2. Non è facile infiltrarsi in una polemica così marcata, forse ci sono ragioni che non conosciamo che ci inducono a creare polemiche orizzontali per far in modo che il popolo si dimentichi di inalberarsi contro le gerarchie verticali. Non capisco-o non credo-come una sinistra così eikofobica dimostri tutta la sua rabbia verso le divise, mandando in scena una manifestazione a favore di un povero disgraziato che è morto, sì in mano ai poliziotti, ma che erano lì per salvarlo da se stesso e per salvare altre due persone aggredite. Con loro c’era un ragazzo magrebino, che li stava aiutando e che non è stato neppure menzionato dai media mainstream, come nel caso di Modena, dove furono due egiziani a catturare El Koudry, italianissimo di origine marocchine, che aveva fatto una strage con la sua auto. Ieri è morta l’ultima vittima di quel brutale assassinio, Monica Esposito, dopo mesi di agonia, eppure non una sola parola si è levata dall’emisfero sinistro di Montecitorio, tranne che per dire che la colpa è della destra che fa politica sul sangue versato. Però il sangue è sempre Italiano, i carnefici sono quasi sempre stranieri, i giudici sono sempre più permissivi verso i non indigeni, le pene mai severe se non rimessi subito in libertà e lasciarli liberi di far perdere le tracce. Non voglio proseguire con la cronaca, voglio fermarmi alla scelleratezza di Lepore, già conosciuto da assessore nella precedente giunta PD, del suo vicesindaco, giovanissima dei centri sociali, senza mai aver fatto politica né aver mai lavorato in vita sua, come se nel PD o nella sinistra, aver un passato turbolento o eversivo, fosse una nota di merito, abbiamo esempi in Parlamento, in Senato e nella commissione europea. Si riascoltano parole e minacce che sentivo da ragazzo quando facevo politica attiva nelle scuole, stiamo davvero tornando agli anni di piombo? Si aspetta che la corda si spezzi? Mi auguro che si torni presto a placare i toni, non solo in Italia, soprattutto in Europa, la vedo in balia di forti pressioni nazionaliste e la situazione mondiale è peggio che nei peggiori incubi distopici.

    1. Fa piacere vedere che da un breve articolo di opinione, certi pareri vengono espressi in modo forse ancora più comprensibile della mia penna. In effetti, per Chi ama il proprio Paese vi sono molte sofferenze e altrettante (non posso dirlo). Un inciso: la persona che ho intervistato a Bologna (una caporedattore di un noto giornale) che ha il cuore moderato a sinistra a un certo punto mi ha chiesto: “ma quando parla Elly Schlein, tu capisci cosa dice?”. Non è una battuta… Che altro dire. Grazie per il commento

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