Un’intervista esclusiva al Direttore del MRSN di Torino
Desidero presentare ai nostri Lettori un’ importante figura del panorama culturale torinese: l’Ing. Marco Fino.
A Marco Fino è stata affidata, nel 2024, la direzione del nuovo Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
La storia del museo parte da molto lontano.
La sua sede iniziale si trovava nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze di Torino, in Via Giolitti 21, ove tra i tanti illustri scienziati che lo diressero desideriamo ricordare Filippo de Filippi, Michele Lessona, illustri nomi legati alla diffusione delle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, quindi l’entomologo Lorenzo Camerano e nel 1919 Daniele Rosa.
Nel 1978 la Regione Piemonte istituì, con propria legge, il Museo Regionale di Scienze Naturali, attraverso la stipula di un contratto di comodato d’uso, individuando la propria sede in una parte dell’edificio dell’ex ospedale San Giovanni Battista. L’attuale ingresso dei Visitatori si trova in via Accademia Albertina 15, in futuro si prevede di trasferire l’ingresso della Sede Istituzionale in via Giovanni Giolitti 36.
Dalla sua fondazione, nel 1978, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ha sempre rivelato la propria missione: conservare il patrimonio storico delle collezioni, perfezionare gli studi sul materiale presente, acquisire nuove raccolte e trasferire, attraverso la bellezza delle forme e la conoscenza del comportamento, l’amore per una Natura che non smetterà mai di stupirci.
Attualmente l’Ing. Marco Fino, è direttore di questo importantissimo Museo Regionale.
Rivolgeremo, quindi, a lui alcune domande relative allo stato dell’arte dei lavori di ampliamento, con uno sguardo particolare agli ambiziosi progetti che verranno realizzati in un prossimo futuro:
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Giancarlo Guerreri: buon giorno ing. Fino, ringraziandola per la sua disponibilità le rivolgerò alcune domande relative al suo prestigioso incarico. Attualmente l’area potenzialmente destinata all’esposizione dei reperti museali è di circa 10.000 mq, di questa solo il 20% è aperta al pubblico. Quali saranno le prossime fasi di ampliamento previste per il futuro?
Marco Fino: Allo stato attuale, i lavori presso il Museo si stanno sviluppando per lotti successivi. Il fabbricato è molto grande: si estende per circa 22.000 mq, di cui 10.000 mq dedicati all’esposizione e 12.000 mq a depositi e uffici. Al momento sono aperti al pubblico circa 2.000 mq. Sono in corso i cantieri per aprire, a breve, ulteriori 2.000 mq di spazio espositivo e circa 1.000 mq tra aree di accoglienza e cortili, ripristinando lo storico accesso da via Giolitti. Parallelamente, sta per concludersi un cantiere per la realizzazione di due nuovi depositi destinati alla zoologia, per altri 1.000 mq.
G.G.: l’importanza e la vastità delle vostre raccolte è sicuramente considerevole, potrebbe darci qualche stima relativa al numero di reperti che possedete?
M.F.: Le collezioni custodite nel museo sono veramente straordinarie, sia per il loro valore scientifico che per quello storico. Nei depositi sono conservati circa 7 milioni di reperti, di cui circa 4,5 milioni afferiscono alla collezione entomologica, mentre le altre sezioni contano circa 500.000 esemplari ciascuna. Il loro valore storico è grandissimo: buona parte di essi proviene dalle collezioni dell’Università di Torino, che le conserva dalla metà del Settecento.
G.G.: quello che mi dice è straordinario, stiamo parlando di numeri che fanno venire i brividi. Le collezioni storiche più importanti, di cui mi ha fatto cenno, da chi sono state donate?
M.F.: La maggior parte delle collezioni storiche proviene dalle grandi esplorazioni condotte a partire dal 1700 dal Regno d’Italia. Tutto ebbe inizio con la prima grande esplorazione conosciuta, quella di Vitaliano Donati in Egitto nel 1756. Da quel momento la comunità scientifica torinese iniziò a scoprire il mondo, affiancandosi a viaggi di natura diplomatica e commerciale in giro per il globo. Da tutti questi viaggi è stato possibile recuperare materiale scientifico da ogni parte del mondo, costituendo la base dell’intera collezione oggi presente al Museo Regionale di Scienze Naturali.
G.G.: quindi stiamo parlando di nomi storici del panorama scientifico. Inoltre Filippo de Filippi e Michele Lessona sono stati tra i primi a promuovere in Italia il pensiero di Darwin. Un primato di grande importanza che aumenta il valore di questo museo. Sorge, quindi, spontanea una domanda sulle vostre attività didattiche: come le state impostando per coinvolgere al massimo il pubblico?
M.F.: Certamente! Da Torino sono passate le più grandi menti della storia d’Italia; quelle da lei citate sono sicuramente tra i personaggi più iconici della scienza e della divulgazione scientifica. È proprio questo che ci deve stimolare a continuare e a perseguire nel solco da loro tracciato. Sentiamo forte la responsabilità di lavorare con il pubblico in età scolare, cercando di coinvolgerlo sia attraverso visite guidate specificamente dedicate, sia attraverso attività di laboratorio che permettano a ragazzi e studenti di sperimentare direttamente.
G.G.: la sua proposta di divulgare la scienza attraverso la Bellezza è straordinariamente nuova e coinvolgente. “La Bellezza salverà il mondo?” Si legge ne L’Idiota di Dostoevskij, probabilmente questa domanda potrebbe trovare una risposta anche attraverso la seduzione di un’esposizione di reperti particolarmente accattivante?
M.F.: Sì, è un pensiero molto forte il concetto che la bellezza salverà il mondo. Noi siamo convinti che ciò possa avvenire perchè la bellezza è lo stimolo principale per la curiosità, e che la curiosità, a sua volta, sia l’inizio della conoscenza.
G.G.: come lei ci ha ricordato, la vita di un museo è legata ai rapporti di scambio culturale con strutture universitarie e museali, nel vostro caso quali sono i principali interlocutori?
M.F.: Sicuramente il nostro interlocutore principale è l’Università di Torino, proprietaria di buona parte delle nostre collezioni. Con loro stiamo lavorando alla stipula di una nuova convenzione che ci permetterà non soltanto di gestire e organizzare le collezioni messe a nostra disposizione, ma soprattutto di formalizzare un rapporto di studio scientifico e didattico che ci consenta di crescere nella ricerca e di lavorare sempre più a contatto con il mondo universitario nell’ambito delle scienze naturali. Collaboriamo inoltre con tanti altri partner: musei cittadini come il Museo del Cinema, parchi e realtà territoriali che ci permettono di essere a stretto contatto con il territorio e con il mondo delle scienze naturali in tutta la regione Piemonte. Le nostre relazioni non si fermano qui, perché stiamo lavorando anche su partnership a livello internazionale, come nel caso della convenzione firmata con l’Università e il Museo di Singapore per lo studio dei reperti della Magenta, una priocorvetta che ha fatto il giro del mondo nel 1800, e che proprio a Singapore aveva raccolto una notevole quantità di campioni storici.
G.G.: la rete di rapporti con i numerosi Enti dei quali mi ha parlato, fanno prevedere un’espansione delle relazioni e dei contatti con il mondo scientifico, questo porterà sicuramente a nuove opportunità di sviluppo e di crescita, quale sarà il vostro prevedibile futuro?
M.F.: Stiamo lavorando per qualificarci nell’anagrafe nazionale degli enti di ricerca e vogliamo sviluppare fortemente la nostra presenza nel mondo scientifico italiano e internazionale, senza ovviamente dimenticare che la nostra missione primaria è quella della divulgazione e della trasmissione della conoscenza. Il prossimo futuro sarà sicuramente ricco di novità: prima tra tutte le nuove riaperture di sale e spazi a disposizione del pubblico. Il museo continuerà inoltre a sviluppare il proprio lavoro nel campo della comunicazione e della divulgazione, impegnandosi a valorizzare ogni ambito delle proprie competenze.
G.G.: la diffusione delle informazioni attraverso i canali social sta crescendo esponenzialmente in numero di contatti, come considerate l’avvento di queste opportunità tecnologiche per espandere la vostra immagine e la condivisione dei vostri progetti?
M.F.: Sono convinto che il mondo dei social e di Internet in generale rappresenti una grande opportunità per la divulgazione. Innanzitutto perché permette di raggiungere un numero grandissimo di persone al di là dell’accesso diretto agli spazi museali. Consente inoltre di sviluppare forme di comunicazione di diverso genere, destinate a tutti i possibili fruitori — dai ragazzi fino ai grandi esperti — potendo variare liberamente lo stile senza perdere rigore scientifico. La comunicazione attraverso i social permette infine di raggiungere anche chi non è direttamente interessato al museo, ma che può farsi incuriosire dai contenuti che man mano vengono pubblicati.
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Ringraziamo il direttore Marco Fino per averci regalato un quadro di grande interesse, relativo alle potenzialità di un museo che rappresenta un vivo riferimento nella cultura italiana e internazionale. Le considerazioni sul presente e sul futuro del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino sono ricche di straordinario ottimismo.
Vivere in una città come Torino che riserva spazi e iniziative alla promozione della Cultura (la maiuscola è voluta) è un grande regalo che viene fatto alla cittadinanza. Salutando il Direttore Marco Fino ho potuto scorgere nei suoi occhi un’espressione entusiastica per il proprio Lavoro e per le prospettive di espansione che potrebbero inserire il Museo in un ambito internazionale di grandissimo respiro.
Entusiasmo, competenza e lungimiranza sono qualità umane molto rare, qualità che accompagnano quotidianamente le scelte e le decisioni di un Direttore che condivide con il proprio Gruppo di Lavoro obiettivi e programmi di altissimo livello scientifico e culturale.

Link del Sito del Museo: https://mrsntorino.it/it/
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Bella intervista , bravo e attento come sempre a tutto quanto fa cultura e divulgazione.
Grazie Paolo, spero che questa intervista possa stimolare molte persone a visitare un museo ideato in nome della ricerca, dello studio e della bellezza…
Una rara occasione per conoscere il volto di una Città che riesce ad esprimere il meglio di se stessa …
Grazie per questa interessante intervista e dal contenuto ricco di informazioni.
Ne scaturisce una prospettiva futura allettante, in grado di gratificare un pubblico attento, sensibile ed entusiasta.
Ee’ un museo storico con collezioni antiche di secoli, preservare questo patrimonio è un dovere preciso per tutti noi. Sapere che si trova in ottime mani è fonte di grande orgoglio.
Complimenti per questa intervista, È veramente importante conoscere chi ha nelle mani il nostro patrimonio scientifico e storico, un TFA