Gianni Chiostri e Francesco Rodolfo Russo presso Alberto Tallone Editore.
L’umorista si siede in panchina, osserva il mondo passargli davanti e ne rileva le dissonanze
Nel saggio «L’Umorismo» del 1908 Pirandello presenta la poetica dell’arte umoristica e la visione del mondo su cui essa si basa. L’umorismo nasce dal “sentimento del contrario”, in altre parole dalla riflessione sul dramma che si nasconde dietro il riso. Per spiegare il meccanismo dell’arte umoristica Pirandello nel saggio propone un esempio: “Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.”
La lettura di Pirandello sollecita la prima domanda che porremo a Gianni Chiostri, umorista della matita e non soltanto. Chiostri ha collaborato, con illustrazioni umoristiche, a quotidiani nazionali («La Stampa», «Avvenire», «Il Giornale», «Il Sole 24 Ore»), periodici e Case editrici.
Dal 1987 ha partecipato in video a numerosi programmi RAI (ultimo «Robinson & Venerdì», Raitre) con i suoi siparietti poetico-satirici. Poi mostre, esposizioni di figure ritagliate in cartone, disegni di carri allegorici, manifesti («Premio Bancarella – 2008»), incontri e serate umoristiche (per es. “Umorismo in musica”, dove intrattiene e disegna su temi musicali e sulle note di brani celebri) e libri disegnati: «Ingannare il tempo», «Scherzi d’amore», «PerBacco!», «L’altra metà del sorriso» (tutti ed. Ancora) «Scampoli di gioia» (Genesi, 2006) il libro collettaneo «Il grande tessitore. Alla ricerca del Tempo», (CET, 2021) e, ultimo, «Sul serio o per fiction? Piccola antologia del sorriso» (Ancora, 2024).
Che differenza c’è tra chi si occupa di satira, di comicità e di umorismo?
Il satiro rivela e colpisce il peccatore (sadico!); l’umorista, più discreto, si limita al peccato. Il comico, invece, si apparecchia lui stesso una situazione che strappi una risata in chi ascolta o legge. L’umorista mi pare il meno lontano dalla realtà.

Dichiari di essere nato impugnando una matita; concretamente, come nasce la passione per il disegno e quella di raccontare la realtà per immagini?
È un felice incontro astrale di diversi fattori: nonni di famiglia entrambi geniali, spirito d’osservazione, mano felice, desiderio di comunicare, gioia. La mancanza di una di queste voci rimette in discussione tutto e lo depotenzia. Dio, sommo umorista, s’è divertito a impastare la mia mescola: una bella fortuna per me, all’oscuro di tali maneggi divini fin dal concepimento.
Come si diventa umoristi e non comici o fumettari?
Facilita tutto essere portatori di una certa pigrizia, requisito essenziale. L’umorista non vuole strafare come il comico; si siede in panchina, osserva il mondo passargli davanti e ne rileva le dissonanze. Ogni umorista verace dovrebbe scrivere le sue memorie, intitolate “Lungo viaggio da fermo e senza scalo”. Sui fumetti non mi esprimo, mia madre me li sconsigliava (all’epoca, non era la sola) anche se la curiosità mi pungolava; il fumettaro è però molto descrittivo e legato a una sceneggiatura.

Il doppio, il duplice volto dietro a ogni cosa, mi fa pensare anche alla «Favola di Natale» scritta e disegnata da Giovannino Guareschi nel 1944. Nell’umorista parmigiano trovo somiglianze con te: entrambi votati alla libertà, alla fede e alla risata. Qualcuno ha scritto che Guareschi pensava con la matita. Capita anche a te?
Oh, certo, anch’io sono all’antica come lui! Il celeberrimo Giovannino usava il disegno come punteggiatura dei suoi bellissimi racconti; con queste potenti munizioni teneva lontane le brutture del mondo. Non c’è bisogno della NASA per immaginare il volto nascosto di tante situazioni della nostra vita che io affronto, tutti se ne accorgono, in modo surreale. Infine, non solo come umorista, mi sento in fondo un centauro: mezzo uomo e mezzo bambino.
In «Sul serio o per fiction?» congiungi testi e immagini entrambi tuoi. Nei libri precedenti, i tuoi disegni, privi di parole, illustravano aforismi, motti e detti di personaggi illustri e no. All’epoca, in uno dei numerosi incontri alla Fiera del Libro di Torino, affermasti: “Mi piace la tavola umoristica muta, senza testo, perché in questo modo ognuno è libero di dare la sua interpretazione: è universale.” Hai cambiato idea o è una naturale evoluzione del doppio?
Personalmente, guardo e rifletto prima di impugnare il lapis o la penna. Capita che la rappresentazione figurativa della realtà inneschi altri pensieri, e così nasce l’aforisma: nel mio libro da te citato ho tentato di illustrare quei brevissimi motti, un po’ assurdi (altra mia caratteristica). Ma la tavola disegnata “muta”, osservata magari da lontane tribù aborigene, è più immediata e consona a una umanità che, ahimè, legge sempre meno. Insomma, vincere all’interno di una causa persa è elettrizzante, non trovi?

Un tempo solamente vignette, adesso nello specchio ci sono le parole. È nato prima il testo o il disegno?
Bella domanda. L’immagine è, all’inizio, primitiva, diventa poi primigenia e infine, osservandola, ispira qualcosa che tu vorrai descrivere con ancor maggior accuratezza, magari con parole o, se ce l’hai a disposizione, con la scrittura. Come vedi: disegno (l’antidiluviano graffito) medaglia d’oro, parola argento, scrittura bronzo. Ma questo è un podio personale, discutibile.

Quando illustravi l’articolo di fondo del giornale «La Stampa» di Torino, intorno alla mezzanotte del giorno precedente l’uscita del quotidiano, inviavi a pochi amici la vignetta che sarebbe apparsa il giorno dopo, senza parole per i lettori ma non per quei pochi che la ricevevano via e-mail. C’era già il desiderio di sdoppiarti o di completarti? In poche parole, già allora sentivi che il disegno non era più sufficiente?
Non direi; il disegno è sempre immagine, dunque attira l’attenzione più di uno scritto. Esempio: credo, primo al mondo, di aver composto l’immagine di Papa Francesco alla sua elezione (ore 21 o giù di lì) e poi messa in pagina da La Stampa immediatamente: fu un successone anche se, come sai, non eccello come caricaturista; ma nella redazione d’un quotidiano devi saper fare di tutto e… alla svelta!
Circa trent’anni orsono, trovai interessante la vignetta intitolata «Gli Opposti»; recentemente mi sono imbattuto in un nuovo «Tandem». I primi ciclisti, pur pedalando in senso contrario, sembrano giocare; i secondi compiono la stessa azione ma hanno il viso truce. Il tuo umorismo è diventato cattivo?
Spero proprio di no, io non sono un satiro! Certo, col passar del tempo, vedere un mondo commettere sempre gli stessi errori (io per primo) ti frena la baldanza, e la matita riflette questa irritazione interiore. Nonostante un’apparente rassegnazione io mi considero comunque una… sacca di resistenza, ben appostata tra le macerie della nostra società.
Due ciclisti che pedalano in senso contrario non rischiano di rimanere a lungo in surplace?

Inforcando un tandem un po’ anomalo, sì certo: e allora? È una delle tante e sempre ripetute situazioni che viviamo, visto che l’uomo moderno è arciconvinto di poter affrontare e risolvere tutto (mi chiedo su quali basi). Anch’io rido se penso che, quando si guarda nello specchio, Gianni Chiostri vede riflesso Chiostri Gianni. Ma più che anticonformista mi definirei bastian contrario; l’umorista sarà l’ultimo Davide destinato ad abbattere il Golia dell’intelligenza artificiale!
Quando simpaticamente affermi: “La mia grande forza è non aver capito niente”, intendi sostenere che per raggiungere gli altri è necessario avere un animo semplice?
Una premessa. Prometeo, che rubò il fuoco agli dei, aveva un fratello, Epimeteo, che significa “colui che capisce in ritardo”: ecco, io vengo da lì. Capire gli altri è una parola grossa, quasi come capir se stessi! Qui ci aiuta Pirandello il quale, non a caso, nacque ad Agrigento in una contrada di nome Caos. Non si tratta di capire il tuo prossimo ma di liberarlo da ogni cruccio che lo opprime: come? Facendolo sorridere e scoprendo che, in fondo, il tuo invidiato o detestato vicino ha la tua stessa, identica nuvoletta scura e minacciosa nel suo cielo interiore che, come tutti noi, vorrebbe invece terso.


Una intervista molto intensa la cui forza è nella chiarezza. Grande Chiostri e grande intervistatore !
Molto godibile questa intervista, dalla quale si percepisce la confidenza e il rapporto di lunga data che ti unisce a Gianni. Il disegno e l’immagine possono ispirare e parlare da solo, con o senza le parole. Si nutrono di una loro forza intrinseca!
Bravissimi Francesco Rodolfo e Gianni! Spiritosi e profondi, come da sempre vi conosco.
In ogni cosa che fai, si nota subito la tua familiarità con il contesto. Sei capace di immergerti ovunque. Come Chiostri, ma in modo diverso.
Bellissima intervista con illustre spiegazione sulla differenza tra satira e comicità!
Direi una bella lezione con chiave di lettura pirandelliana….
Bravissimo Gianni Chiostro che conobbi anni fa per lavoro: una persona dj grandissima creativita’ e genialita’.
Caro Gianni, la grandezza della tua arte sta proprio in quel connubio del centauro ” mezzo uomo e mezzo bambino”!
Complimenti a te e all’ intervistatore.
Bravo Gianni!!!Una grande soddisfazione e un bel riconoscimento per il tuo grande talento! Complimenti a te e all intervistatore!
Bravissimo Gianni bella intervista dove evince oltre il bravo artista anche l uomo di grande cultura!!
Grazie Gianni Chiostri, umorista bravissimo per questa intervista.
Maria Angela
L’umorista, più di tutti, secondo me è quello che deve avere sempre ben chiaro il concetto di sintesi. E le tue splendide vignette ne sono la dimostrazione. Un abbraccio Gianni!
Bella e interessante conversazione a tre, bravo Francesco Rodolfo Russo. La Cultura diceva la sua, quand’era il suo turno. Grande, invincibile Gianni, sappiamo tutti che giri armato: dalla tua matita di precisione partono strali di stralunata, incontestabile, profondissima saggezza.
Bella intervista! Un tuo tratto di matita ed il concetto è subito chiaro e…divertente! Bravo Gianni!
Un caro abbraccio
Bellissima intervista, fantastico vignettista. Complimenti ad entrambi.
Ciò che mi piace tanto di te è la grande umiltà che traspira nei tuoi disegni. Geniali. Divertenti. Intelligenti ed estremamente comunicativi. Bravissimo Gianni. E molto bravo chi lo ha intervistato.
Complimenti Gianni, intervista azzeccata in pieno. È sempre uno spasso vedere i tuoi disegni che riescono a far ridere il cervello prima degli occhi.
Nelle tue graffianti vignette riconosco una vena umoristica da ” toscanaccio ” che hai ereditato da i’ tu’ babbo!! 😉
Tieni sempre botta!
Carissimo Gianni,
Gran bella intervista, piacevole ed intensa.
Bellissime vignette…è proprio vero che all’immagine non la batte nessuno….beh almeno per me 😉
Un forte abbraccio da moooolto lontano
Caro Gianni, da sempre ritengo le tue vignette geniali, le tue immagini sanno raccontare con leggerezza ciò che spesso è difficile dire a parole.
Riesci a far sorridere ms anche a lasciare quel piccolo pensiero che continua a lavorare dentro.
Un talento fatto di ironia, intelligenza e sensibilità.
Gran bella intervista che ci ha regalato sorrisi e riflessioni…
Bellissima intervista!Non sei solo un eccellente umorista ma un poeta che con grazia fa sorridere, riflettere e non giudica. Bravo!
Una grande lezione di un grande umorista. Un intervista di altissimo livello.
Complimenti
Caro Gianni, hai un grande talento, la tua ironia esplode nelle tue vignette sempre geniali e intelligenti . E’ stata una intervista stupenda, complimenti a te e all’intervistatore.
La tua capacità di colpire nell animo chi osserva e analizza le tue vignette non è una prerogativa di tutti.
Far sorridere è importante, fare riflettere e meditare è una eccellenza.
Grande Gianni!
È un onore oltre che un piacere averti conosciuto personalmente.
Grande Gianni! Ti conoscevo in un ambiente più soft ed ora ti conosco sotto altri aspetti. Sei una persona che osserva il mondo con uno umanissimo sguardo e lo traduci con la matita. Perbacco sei anche molto colto ma con la tua umiltà non te ne fai vanto. Mezzo uomo e mezzo bambino dici di te e lo sei davvero, pienamente uomo e pienamente con lo sguardo del bambino. È molto bella l’intervista!
La maestria di Gianni Chiostri ci permette di ricostruire un notevole spaccato temporale del nostro Paese; in tempi di evidente accelerazione della storia, dove la velocita’ degli accadimenti spesso va a discapito della analisi approfondita di fatti ed accadimenti, l’arte di Chiostri ci rinfranca, rendendo possibili ancora oggi, mala tempora currunt!, rari e veri e propri editoriali che decrittano le convulse fasi della nostra storia.
Ermenegildo Maria Sansoni
Il Grande Gianni! Un po’ che non lo vedo. Con la sua matita ha raccontato la cronaca e la storia.
GIANNI CHOSTRI e’ una persona slendida e caro amico. Gli manca solo la parola. Lo consiglio come idraulico.
Caro Gianni, mi piacciono molto i tuoi disegni sinteyici e stilizxati che sono pieno di umor, senso di osserva,ione e saghezza.
Bellisdimo il tandem!
Bravo Gianni e un complimento all’ intervistatore
L’umorismo di Gianni Chiostri ha un potere strano e meraviglioso: una volta rilasciato, viaggia con un tempo del tutto imprevedibile. È come tirare un sasso in uno stagno, solo che le onde non sono di acqua, ma di endorfine e perplessità.
In fondo, chi descrive una situazione comica lancia solo un’esca; la vera magia comica avviene nella testa di chi legge, dove il proprio assurdo si trasforma in complicità.
Estro, intelligenza e lungimiranza!!
Frizzante, scoppiettante e molto godibile come sempre l’immenso Gianni, creativo DOC !!! L’umorismo con una marcia in più! Contento di rivederti in forma. Un abbraccione.
Caro Gianni, inCHIOSTRI benissimo realtà con le tue sapide vignette, che fotografano la realtà quotidiana con intelligenza.
Evviva!
Luca Gallesi
Non conosco Gianni Chiostri ma Francesco Rodolfo Russo, sì. Mi è piaciuta la prolusione. Interessanti sia le domande sia le risposte.
Beatrice
Lo scorso novembre commentai la recensione di Russo che analizzava «Sul serio o per fiction?», l’ultimo libro pubblicato da Gianni Chiostri. Adesso leggo: mi ritrovo Russo e Chiostri nelle vesti dell’intervistatore e dell’intervistato. Quando vivevo a Torino, mi è capitato più volte di ascoltarli in incontri sia conviviali sia culturali. C’era sempre qualcosa da apprendere. In conclusione, è una bella intervista. Domande pertinenti e ottime risposte. Si percepisce l’amicizia.
Rosa Lastella
Gianni ha una matura e naturale limpidezza che spiazza. Il sorriso, sovente amaro, che ci guida a far nascere sui nostri volti con le idee che si fa dell’uomo e ci trasmette con la sua matita, distende le nostre rughe, pieghe dell’anima, affinchè non diventino piaghe della stessa. E ci fa un gran bene, quasi in maniera subliminale, insinuandoci il dubbio e lasciandoci di volta in volta riconoscere nelle stesse incongruenze che mostra. E questa intervista lo sublima. Bravi e grazie: non è un’intervista, è teatro!
Complimenti a Chiostri che ha saputo presentare la sua arte suscitando interesse e complimenti a Russo per la sua attenta ed intelligente intervista.
Intervista molto bella : complimenti all’intervistato e all’intervistatore!
Carissimo Gianni, anche questo dialogo fra te e Francesco Russo è un capolavoro umoristico e paragonabile alle tue famose vignette, imprevedibili, frizzanti, spaesanti. Tu sai far vedere sempre l’altra faccia della medaglia. E il tuo intervistatore ha saputo provocarlo, il tuo umorismo. Complimenti a tutti e due!
L’umorismo per far sorridere il Prossimo!
È un Arte, è una Missione!
Molto bello!
Ottima intervista!
Intervista simpatica, breve e anche istruttiva sotto più punti di vista. Non commento le belle vignette che conosco da una vita.
Eclettico umorista.amico sincero. Profondo conoscitore dell’animo umano e della storia. La sua arte spazia in ogni campo.
Bella intervista ! Letta tutta d’un fiato. Un saluto a Gianni di cui conservo vari quadri alle pareti di (sig) cinquant ‘anni fa.
Gianni Chiostri: l’umorista della porta accanto che ti entra in casa in punta di piedi e non vorresti mai farlo uscire!
Conoscere Gianni è un piacere,
Il suo umorismo è un arricchimento per grandi e piccini,
averlo come amico leale e sincero da più di cinquanta anni un dono
Ester
Una simpatica intervista che mette bene in luce lo spirito e le caratteristiche di Sul serio o per fiction?, un libro che ho letto con piacere e che, con l’ironia e lo sguardo acuto del suo autore, riesce a strapparti una risata anche la sera, prima di addormentarti.
L’intervista deliziosa, colta, profonda e (manco a dirlo…) spiritosa, delinea perfettamente il carattere e lo spessore intellettuale di Gianni Chiostri. Ho avuto la gioia di lavorare fianco a fianco con lui per diversi mesi nel programma Rai Robinson & Venerdì, e posso assicurare che ogni momento, ogni occasione erano buoni per un’osservazione acuta, una battuta fulminante, un sorriso amichevole. Insomma, uno spasso continuo e ininterrotto, così come continua e ininterrotta – una sorta di ruota di Nebius – la sua capacità di osservare e restituire, attraverso la magia della sua matita, le vicende quotidiane di questa nostra strana società.
Un privilegio averlo fra le nostre più care amicizie.
Un abbraccio da Gianni e Aurora.
Caro Gianni, la nostra amicizia è ormai “antica” e ho la fortuna di considerarmi tuo “fratello”. Ritengo che le tue vignette, più che le parole, rappresentino il meglio di te. Mi ha sempre meravigliato vederti al lavoro per la velocità con la quale l’idea che si trasforma in immagine.
Un abbraccio
Bellissima intervista.
Un grande Gianni (che conosco da più di 40 anni!😏),un genio creativo senza rivali, complimenti vivissimi.
Bellissima intervista! Una lezione di umorismo e di vita, con quella leggerezza che sa dire cose profonde. Grazie Gianni!
Bella intervista con prologo di notevole valore divulgativo. Bravo Gianni fine e ironico umorista.