A Nichelino, i Carabinieri mettono fine ad una casa di appuntamenti cinese in un condominio del centro.
In un Piemonte sempre più lascivo e prodigo nel concedere qualsiasi nefandezza, senza più guardare ad un minimo di morale, i Carabinieri della Tenenza di Nichelino “a seguito di numerose segnalazioni di cittadini esasperati dal continuo via vai di uomini in un appartamento sito al piano rialzato di un condominio del centro paese, hanno accertato che due donne di 46 e 48 anni, entrambe di nazionalità cinese, avevano messo in piedi una vera e propria casa di appuntamenti”.
La meticolosa notizia proviene dall’Aliquota Comunicazione e Stampa del Reparto Operativo dei Carabinieri di Torino che tengono a spiegare come i militari di Nichelino “hanno ricostruito l’attività effettuando diversi servizi di osservazione, certificando che le donne in cambio di denaro offrivano prestazioni sessuali”.
Nulla di nuovo sotto al sole, come si suol dire, dal momento che a Torino ci sono decine di appartamenti, in tutti i quartieri e in tutte le circoscrizioni, ove si esercita la prostituzione.
I Carabinieri – che non si nascondono mai dietro un dito – fanno sapere che “l’attività era ampiamente pubblicizzata su siti internet specializzati nel settore, in modo da garantire l’offerta costante alla clientela”.
Se da un lato non ci si meraviglia del fatto che moltissimi torinesi usufruiscono di escort, prostitute, donne di facili costumi, dall’altro ci si chiede per quale motivo non si faccia un’azione di controllo “a tappeto” sui vari centri massaggi orientali dove, come minimo, si pratica l’happy ending.
Dall’Arma dei Carabinieri, intanto, precisano che “il blitz è scattato nel pomeriggio del 14 ottobre 2025” quando i militari “hanno fatto irruzione nell’alloggio dove hanno individuato le due presunte meretrici, mentre un cliente, successivamente identificato, è scappato dal balcone che si affaccia sul cortile”.
La scena, se la si immagina un momento, è assai divertente. C’è da immaginare il libidinoso soggetto che, con i pantaloni in mano, cerca di fuggire dal balcone per guadagnare la fuga dal cortile interno al condominio.
Al netto delle informazioni, possiamo dire che “le due donne sono state denunciate perché gravemente indiziate del reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio italiano”. L’attività investigativa ha inoltre permesso di denunciare il proprietario di casa, un italiano di 33 anni, perché gravemente indiziato dei reati di “sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione” e “favoreggiamento all’immigrazione clandestina”. L’alloggio è stato sottoposto a sequestro”.
Ancora una volta bisogna dare atto ai Carabinieri della professionalità e della competenza dimostrate durante la fase delle indagini e, soprattutto, al momento del blitz.
Come doveroso, e come giusto in un Paese garantista, va detto che tutto quanto narrato rientra nell’area delle indagini preliminari che, in quanto tali, debbono far prevalere sempre la presunzione di non colpevolezza dei denunciati e degli inquisiti.
