Maria Pia di Savoia
Santa Messa nella cappella del Voto della Basilica di Superga nel 114º anniversario della morte
Venerdì 4 luglio, alle ore 11.15 gli Ordini Dinastici di Casa Savoia hanno presenziato alla Messa celebrata nella cappella del Voto della Basilica di Superga, in suffragio della Regina del Portogallo Maria Pia di Savoia, la figlia del Re Vittorio Emanuele II, morta a Stupinigi il 5 luglio del 1911.
La Sacra funzione è stata celebrata dal. confratello rev. cappellano don Marco Moioli, con la partecipazione alla S. Messa dell’avv. Alberto Badini Confalonieri, Console onorario del Portogallo a Torino, in rappresentanza dell’Ambasciatore lusitano, del Cav. Gr. Cr. Dott. Carlo Buffa dei conti di Perrero, Delegato Magistrale per il Piemonte degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, dell’Uff. Dott. Andrea Rista, Vicario di Torino, oltre a una rappresentanza dei dignitari degli Ordini Dinastici di Casa Savoia convenuti da Torino e dalle province del Piemonte.
Maria Pia di Savoia figlia di Re Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide, nacque a Torino il 16 ottobre 1847, morì a Stupinigi il 3 luglio 1911.
Le fu padrino al fonte battesimale Pio IX, rappresentato per procura dal nunzio pontificio, e da ciò le venne il nome di Pia. Non ancora quindicenne, fu fidanzata al re Luigi I di Portogallo, salito al trono a 23 anni nel 1861, e lo sposò il 27 settembre 1862 per procura, il 6 ottobre di persona.
Si ricorda ancora l’italiana Maria Pia di Savoia tra le personalità che hanno caratterizzato la storiografia della monarchia portoghese, perché la Regina Consorte ha saputo conquistare il cuore del popolo portoghese non solo come sovrana ma anche e soprattutto come donna, grazie al suo carattere forte e al suo vivo altruismo, tanto da guadagnarsi l’appellativo di Mãe dos Pobres (madre dei poveri).
Accolta a Lisbona con simpatia dal popolo, circondata dall’affetto dal marito, seppe essergli sempre accanto nei momenti difficili attraversati dalla nazione per i varî pronunciamenti militari e le frequenti sommosse dei partiti portoghesi; e per quanto non intervenisse nelle faccende politiche, ebbe una innegabile influenza sul marito.
Il delegato Magistrale del Piemonte degli Ordini dinastici, conte Carlo Buffa di Perrero, ha poi evidenziato, oltre all’ufficialità, alcune vicende che resero famosa la regina del Portogallo, degna figlia di Re Vittorio Emanuele II, dal quale ereditò, oltre a tratti somatici, la spontaneità del carattere e l’immediatezza dell’azione.
Dopo la firma del contratto di matrimonio, solennizzato a Torino, all’epoca capitale del Regno d’Italia, il 9 agosto 1862, ancora prima di partire per il Portogallo, Maria dà prova del suo buon cuore consegnando al sindaco di Torino 20.000 franchi da distribuire ai poveri, e chiedendo al padre di emanare un’amnistia per tutti i prigionieri politici.
La richiesta della giovane viene accolta e tra i beneficiari del provvedimento c’è il Generale Giuseppe Garibaldi, rinchiuso nella fortezza di Varignano a seguito dei fatti della giornata d’Aspromonte.
Le nozze hanno luogo a Lisbona il 6 ottobre 1862 nella Chiesa di São Domingos, a due passi dalla centralissima Piazza D. Pedro IV. Maria Pia, quindi, si ritrova a vestire i panni di Regina del Portogallo in età adolescenziale, e per di più in una terra che non è quella natale.
Tuttavia, ciò sembra non spaventarla. Da donna forte e coraggiosa quale era, adempie rapidamente al suo dovere dando alla luce nel 1863 il principe ereditario Carlo I, e assumendo il suo ruolo di regnante con un’inedita passione che ben presto la farà diventare l’eroina del popolo portoghese.
A testimonianza del suo coraggio e della sua generosità si possono citare numerosi episodi. Nell’inverno del 1876, ad esempio, in seguito alle grandi inondazioni causate dalla pioggia, che lasciarono centinaia di famiglie lisbonete in condizioni di disagio, Maria Pia prese l’iniziativa di organizzare e dirigere una commissione per il soccorso agli alluvionati.
In quello stesso anno una terribile carestia, conseguenza di un periodo di grande siccità, affliggeva lo Stato brasiliano di Ceará. La regina propose, e ottenne, che una considerevole somma fosse ritirata dal sostanzioso fondo degli alluvionati per soccorrere le vittime di quella calamità. Due azioni che le valsero la medaglia d’onore della francese Société d’Encouragement au Bien nel 1877.
Questo mentre la città di Oporto omaggiava la Regina con l’imponente Ponte ferroviario Maria Pia, progettato dall’ingegnere belga Théophile Seyrig, socio del più celebre Gustáve Eiffel.
Un tributo mai dimenticato. Nel marzo 1888, infatti, quando la notizia del terribile incendio che distrusse completamente il teatro Baquet di Porto arrivò a Lisbona, Maria Pia partì immediatamente in treno in una notte di tempesta, vestita a lutto. Arrivata nella città si recò in visita ai parenti delle vittime, percorrendo a piedi i più miseri vicoli di Porto, e distribuendo elemosine a tutti i colpiti dalla tragedia.
Instancabile filantropa, fondò numerose istituzioni di solidarietà sociale, come il Centro di Accoglimento Infantile Vítor Manuel nel quartiere di Alcântara (oggi gestito dalla Santa Casa da Misericórdia de Lisboa), per dare sostegno a quelle donne e famiglie che, lavorando, non sapevano a chi lasciare i propri bambini.
Ella, come evidenzia con particolare calore il delegato magistrale, insistette perché fosse abolita la schiavitù nelle colonie portoghesi, e durante le inondazioni del 1876 fu instancabile nell’organizzare soccorsi.
In distinti episodi, mise a repentaglio la propria vita per salvare da un annegamento e da un incendio i piccoli bimbi della servitù di corte, ottenendo il plauso del popolo.
Ebbe due figli, Carlo, nato il 28 settembre 1863 e Alfonso, nato il 31 luglio 1865, la cui nascita fu cagione di dissidî fra il ministero e il nunzio pontificio a cagione della scelta del padrino, che fu poi l’imperatore Napoleone III.
Il 1° febbraio 1908 in un agguato rivoluzionario rimasero uccisi il figlio re Carlo e il nipote primogenito don Luigi, mentre il secondogenito don Manuel scampava ferito alla strage. Questi salì al trono, ma solo per due anni, costretto a lasciare il Portogallo il 4 ottobre 1910 dalla rivoluzione repubblicana.
Con la proclamazione della Repubblica, il 5 ottobre 1910, Maria Pia è costretta a lasciare il Paese dove aveva vissuto negli ultimi 48 anni e ad andare in esilio. Maria Pia arrivò subito a Napoli, ove fu raggiunta dal figlio don Alfonso duca d’Oporto, sposato con Amelia d’Orléans, che fu poi per parecchio tempo ospite della regina Margherita
Ari Pia torna però nella sua terra natale in Piemonte dove muore l’anno successivo, nel 1911.
Viene sepolta nella Cripta Reale della Basilica di Superga a Torino. Qualche istante prima di morire, esprime il suo ultimo desiderio: di essere sepolta a Lisbona, nella città che ha tanto amato, insieme a suo marito, i suoi figli e il resto della sua famiglia.
Desiderio che ancora oggi aspetta di essere esaudito. Maria Pia è l’unico membro della famiglia reale portoghese che dopo l’esilio non riuscirà mai a “tornare a casa”.
Nel febbraio 2017 una petizione per la traslazione in Portogallo dei resti della regina è stata depositata in Parlamento. Al momento non si prevedono sviluppi.
Il conte Buffa di Perrero e, nel corso dell’omelia anche il reverendo cappellano don Marco Moioli, hanno messo in evidenza la dedizione alla carità verso i deboli e al riconoscimento dei diritti per coloro che vivevano in stato di inferiorità che caratterizzò non solamente l’impegno della Regina Maria Pia, ma anche di altre principesse e regine di Casa Savoia.
