Sit-in per commemorare una bimba di Gaza. Come mai non si ricordano mai i 1400 uccisi per mano palestinese?
Sul settimanale cattolico cuneese “La Guida”, organo d’informazione dell’Ordinariato del capoluogo della Granda, è uscito un articolo assai discutibile: “A Cuneo sit in e iniziative per ricordare Hind Rajab”.
Ovviamente, a mettere in scena queste anacronistiche iniziative il ben noto Ugo Sturlese, consigliere comunale comunista della lista “Cuneo per i Beni Comuni”, che sente il bisogno di far sapere ai cuneesi che egli commemora Hind Rajab, “bambina palestinese di cinque anni uccisa dai militari israeliani”.
Retorica imbarazzante e stucchevole.

Dove si trovava il “benicomunista” Ugo Sturlese quando il 7 ottobre 2023 i maomettani dei territori palestinesi hanno compiuto un “attentato orrendo commesso ai danni di innocenti colpevoli solo di essere Israeliani, di bambini, anziani e famiglie, colpiti nelle loro case, e di giovani, che si divertivano ad un concerto”?
Ormai è chiaro ai più che la pietà della Sinistra nostrana è a senso unico. Si prova compassione solo quando a morire sono bambini maomettani. Se muoiono bambini Ebrei si può benissimo sorvolare.
Per fortuna al Governo del Paese non c’è la Sinistra e sulla sedia degli Affari Regionali e delle Autonomie c’è il dottor Roberto Calderoli, storico ed apprezzato esponente della “Lega”.

Non a caso, il 7 ottobre 2024, dal Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, si scriveva: “Un orrore che ha cambiato la storia, paragonabile all’11 settembre americano o a quel 13 novembre degli attentati a Parigi”.
Mentre il Consigliere di minoranza Sturlese mette in scena l’ennesima iniziativa divisiva ed inopportuna, a Roma, nei Palazzi del Governo, si esprime “solidarietà piena, senza e ma, al popolo di Israele, per le 1400 vittime di quel pomeriggio di sangue, fanatismo e follia e per gli ostaggi”.
Su “La Guida” si dice che “l’iniziativa è volta a commemorare Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni, che a Gaza ha dovuto assistere all’uccisione di cinque famigliari prima di essere fucilata nella stessa macchina, ore dopo, da militari israeliani”.

Le parole sono state pronunciate dall’ex Primario di Medicina Interna, Ugo Sturlese, che continua: “A tre anni di distanza la magistratura israeliana apre un’inchiesta. Del resto, il ministro israeliano Ben Vir ha dichiarato che è meglio ucciderli da bambini i Palestinesi, prima che diventino terroristi”.
E’ assai inquietante che si sciolinino con tanta leggerezza e facilità pensieri di tale crudezza.
Forse il Ministro Ben Vir è stato un po’ irruento nella pronuncia del suo pensiero ma bisogna anche considerare che, comunque, il 7 ottobre 2023, egli ha visto ammazzare come bestie da macello 1400 suoi fratelli e sorelle.

Il consigliere Sturlese esulta per il fatto che “oggi finalmente molti Stati europei, fra i quali l’Italia, dietro pressione dell’opinione pubblica, hanno ingiunto a Israele di ritirarsi dalla Cisgiordania per consentire la soluzione “Due Popoli, due Stati”, ma fino ad oggi i coloni hanno ucciso, distrutto case e scuole”.
Domani, 28 agosto, a mezzogiorno, dinanzi al “Caffè Brasil”, a Cuneo, all’intersezione tra Corso Giovanni Giolitti e Corso Nizza, l’anziano consigliere “benicomunista”, e i soliti “pro-Pal” che abbiamo imparato a vedere nelle nostre strade, manifesteranno la loro discutibilissima idea di un presunto “genocidio” nei territori palestinesi e urleranno il solito slogan: “Stop alla vendita di armi ad Israele. L’Italia smetta di essere complice”.

Sui social network sono tantissimi a dissentire dalle idee di “Cuneo per i Beni Comuni” perché quel che viene veicolato dalle realtà cosiddette “pro-Pal” non è affetto per delle vittime ma odio, livore, mancanza di rispetto per lo Stato di Israele e per il Popolo Ebraico.
I Cuneesi non dimenticano che i soggetti succitati camminavano orgogliosamente al seguito dello striscione “Dal fiume al mare Palestina libera”, uno slogan che inneggia alla scomparsa dello Stato di Israele e sa tanto di sentimento di antisemitismo.
La conclusione non può che essere quella che hanno saggiamente dato i colleghi dell’Ufficio Stampa del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie: “Condanna piena, senza se e ma, verso chi ha ordito, finanziato, appoggiato ed eseguito quell’attentato, per tutti gli esecutori ed organizzatori, consapevoli non solo di uccidere quelle vittime israeliane innocenti, ma di innescare una miccia esplosiva su tutta l’area mediorientale”.
Il resto è retorica imbarazzante e stucchevole.
