Silvia Sardone, Vicesegretario della “Lega”, è odiata dalle Comunità Maomettane che, anche sui social, la attaccano con inaudita violenza.

Da settimane, specialmente su “Instagram” e “TikTok”, maranza e membri della Comunità Maomettana hanno deciso di attaccare – anche in modo verbalmente violento – il Vicesegretario della “Lega”, Silvia Sardone.
L’Europarlamentare Silvia Sardone, donna dal coraggio invidiabile, non ha paura a dire che “è penoso il silenzio di femministe e sinistra sul patriarcato islamico” e parla di ulteriori “abusi su donne islamiche in Italia, costrette a non uscire di casa, a non poter lavorare e addirittura imparare l’italiano”.
La signora Laura Boldrini, in passato Presidente della Camera dei Deputati, non ha nulla da eccepire su queste asserzioni? Lei che ha fatto “battaglie” inutili su prefissi e suffissi non ha niente da dire sul “Patriarcato Islamico”?
Ha ragione l’on. Sardone quando urla: “Inaccettabile chiudere gli occhi su questi casi”. Come si fa a non essere d’accordo?
Allo stesso modo diventa difficile dissentire da Silvia Sardone quando dice che “chi non vuole integrarsi non merita di stare in Italia”.

Parole sacrosante dal momento che i maomettani vengono in Italia, se ne fregano della cultura del Paese che li ospita, ma vogliono imporre i loro burqa, niqab, hijab, chador, khimar, Shayla, … ad un Paese che ha più volte detto che non li vuole.
Bene fa il Vicesegretario Sardone quando asserisce che “ci sono comunità islamiche che non hanno alcuna voglia di integrarsi e predicatori d’odio nelle moschee abusive”.
Su questo punto sarebbe opportuno che Prefetti e Questori non tentennassero e facessero perquisizioni a tappeto nei cosiddetti “centri di cultura islamica” dal momento che “anche la Giunta Sala si accorge del problema legato ai luoghi di culto illegali a manda la Polizia Locale”.
Silvia Sardone, parlando con i colleghi di “Libero”, esclama: “Milano, la moschea è abusiva. La Lega esulta: “Ora mettano i sigilli”. Dopo mesi si sono svegliati. Basta con i favori agli islamici”.
L’on. Sardone, che è anche Consigliere Comunale di Milano, spiega che ci sono voluti quasi tre mesi per ricevere dal Vicesindaco di Milano Scavuzzo la risposta all’interrogazione sulla struttura di Via Merano 18, usata come moschea a Milano.
E’ assai grave che Sindaci, Prefetti e Questori, tentennino sul tema.
Sardone, parlando del caso della “Milano Muslim Center” di Via Merano specifica: “Non risulta alcuna istanza edilizia ed è del tutto abusiva sotto il profilo urbanistico. Non si perda altro tempo, pretendiamo che Palazzo Marino intervenga immediatamente per ripristinare la legalità e chiudere la struttura fuorilegge”.
Tanti nostri lettori milanesi esprimono sincera preoccupazione per la proliferazione di “moschee abusive” in cui, tutto il giorno, e anche la notte, vi è un sospetto “via vai” di soggetti maomettani che non hanno alcuna intenzione di integrarsi con la nostra cultura e di vivere secondo i dettami giurisprudenziali della Repubblica Italiana.
Il Parlamento Italiano prenda esempio dalla scelta di buonsenso del Portogallo dove burqa e niqab sono stati definiti come un “simbolo di sottomissione e oppressione della donna”.
La politica italiana non deve abbassare la guardia perché in Europa nessuno deve “avere paura di difendere i propri confini e la propria identità”. L’Italia deve incominciare “seriamente a contrastare l’islamizzazione e chi vuole portare la sharia nelle nostre città”.
L’estate è assai rovente ma l’onorevole Silvia Sardone non teme di infiammare il dibattito nelle Aule della democrazia.
