Savigliano ha un ospedale molto umano che dedica le sue migliori eccellenze a servizio dei pazienti.

In questi primi 15 giorni di ottobre, presso l’Ospedale di Savigliano, è stato presentato un progetto di “Umanizzazione delle Cure in Terapia Intensiva”, ideato e sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Soleri-Bertoni” di Saluzzo grazie all’insegnante Elena Blengino che, assieme ai suoi colleghi, ha seguito i ragazzi in questa avventura.
ASLCN1 sono anni che lavora per umanizzare gli spazi di cura e per migliorare la degenza delle persone sofferenti che si rivolgono alle sue strutture sanitarie.
Per questo motivo – grazie al sostegno della Fondazione CRT – è stato possibile “realizzare e installare, sopra ciascun posto letto, pannelli decorativi con stampe adesive e illuminazione a LED, con l’obiettivo di rendere gli ambienti più accoglienti, armoniosi e confortevoli e di contribuire al benessere dei pazienti durante il periodo di ricovero”.
Il Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, dottoressa Bruna Lavezzo, ha spiegato che “accanto all’adozione del modello organizzativo della terapia intensiva aperta, che all’Ospedale Santissima Annunziata di Savigliano permette già da anni ai familiari di restare accanto ai propri cari per 10 ore al giorno, anche la cura dello spazio fisico può migliorare la qualità della vita degli assistiti, parenti e operatori sanitari.
Un reparto critico, spesso percepito come freddo e asettico, può trasformarsi in un luogo più accogliente e rassicurante”.
Queste parole fanno bene al cuore perché tanti pazienti sentono veramente la necessità di stare con i propri cari a fianco durante la lunga degenza ospedaliera.
L’attenzione che il Servizio Sanitario Nazionale mette nella Sanità Pubblica è importante ed encomiabile. Questa è la strada da percorrere per dare a malati e sofferenti una cura concreta, specialistica ed empatica.
