…E chi avrà la capacità di fermarlo?
La notizia ha fatto scalpore: il robot umanoide sviluppato in Cina, l’ormai celebre Lightning realizzato da Honor, ha dimostrato di poter correre i 100 m piani in 9,32 secondi, battendo il record umano di Usain Bolt, e poi ultime notizie: Bill Gates ci mette in guardia “l’intelligenza artificiale ci sta sfuggendo di mano” [Reuters, 3].
Dunque, è cosa fatta. Il dubbio non è più stabilire se un robot possa camminare, correre, sollevare pesi, mantenere l’equilibrio, riconoscere un ambiente o eseguire precisi movimenti che per un essere umano richiederebbero fatica, tempo e attenzione. Quella frontiera è già stata ampiamente oltrepassata.
La robotica stupisce, affascina e nel contempo, preoccupa. L’uomo sta rapidamente costruendo macchine capaci di muoversi nel nostro stesso spazio, di svolgere compiti fisici e persino emotivi sempre più complessi. Si saprà individuare un limite?
Ora, conoscendo l’avidità umana, il senso di prevaricazione e quella endemica ingordigia che cova dentro la nostra intelligenza artigianale, la domanda che sorge non è più che cosa potrà fare un robot, ma: per chi lo farà, per fare cosa?
La corsa al robot militarizzato è già in atto. L’Ucraina già produce macchine robotiche e sistemi mobili di difesa. La Cina sta accelerando nella robotica militare in vari settori, tra cui quadrupedi armati destinati per ora a contesti urbani. Gli Stati Uniti stanno investendo in prototipi di automi umanoidi per ruoli militari. Anche Corea del Sud e Francia stanno sviluppando progetti simili. Non è una bella cosa e suona come: solo l’inizio.
Un milite umano deve mangiare, dormire, respirare, può essere ferito, si stanca, prova paura e deve essere addestrato. Una macchina non presenta nessuna di queste limitazioni. Può operare in condizioni estreme, mantenere prestazioni costanti, essere armata pesantemente ed essere collegata a sistemi di guida, comunicazione, sorveglianza e intelligenza artificiale remoti.
La vera svolta arriverebbe quando queste capacità venissero riunite in un’unica piattaforma: un robot capace di vedere, interpretare l’ambiente, ricevere ordini, muoversi autonomamente e compiere un’azione fisica senza l’ausilio di un pilota umano.
I droni pilotati dall’AI hanno già superato una soglia storica: la guerra non è più combattuta da uomini che usano macchine, ma da sole macchine per combattere uomini.
Con l’avvento del robot soldato o poliziotto il dilemma si amplifica. Chi decide dove e quando deve intervenire? Chi stabilisce il bersaglio? Quanto deve essere autonomo un sistema d’arma? E soprattutto, a quale scopo? Militare, politico, di controllo o cos’altro ancora?
Un robot-poliziotto potrebbe essere utile per stabilizzare un’area pericolosa. Ma lo stesso agente dotato di riconoscimento facciale, accesso a banche dati, capacità di caccia e di intervento fisico potrebbe essere trasformato in un potenziale strumento di un nuovo modello di potere.
L’umanoide dominante sull’uomo diventerà uno strumento “di superiorità” controllato, autonomo, semiautonomo? Dove immaginare i suoi limiti estremi?
Robocop docet. Man mano la questione diventa più inquietante. Non occorre un film hollywoodiano dove robot che sviluppano una propria volontà decidono di ribellarsi all’umanità. È sufficiente immaginare esseri umani che affidano a macchine sempre più potenti decisioni che prima richiedevano una responsabilità umana. Il rischio dunque non tanto nell’automa, quanto nella decisione umana. E poi?
Il robot soldato non è lontano perché gli scienziati sono già al lavoro per dimostrare chi è più bravo. È brutto dirlo, ma l’utilizzo su larga scala potrebbe indugiare solo perché non è stata fatta la prima mossa.
Forse ne abbiamo paura. Non abbiamo ancora deciso fino a quale punto siamo disposti a delegare alla macchina la forza, la repressione e la guerra.
Però, la domanda più inquietante non è quanto tempo manchi al primo robot soldato, ma è: quando scenderà in campo, chi avrà ancora la facoltà di spegnerlo?
Che Dio non si dimentichi di noi e ci aiuti…Se può.
Carlo Mariano Sartoris

Penso che la deriva che abbiamo intrapreso ci porterà direttamente contro gli scogli.
Siamo passati da uomini contro altri uomini , a uomini contro macchine sempre più sofisticate, a macchine contro uomini e contro altre macchine… il vero problema dell’umanità è che quando tutte le frasi che riguardano le sue azioni contengono la parola “contro” … non sia più possibile andare molto lontano.
L’uomo è tecnologicamente molto evoluto ma fondamentalmente stupido. Contro gli stupidi non c’è nulla da fare… e quando sono troppi come in questo momento storico… inutile continuare a disperarsi…
Mi auguro anch’io che il Padre Eterno, o chi per esso… intervenga in qualche modo… è la mia unica speranza… 🤗
Da quando cominciarono anni fa i primi cani robot contro le autobombe, ho pensato ad un futuro soldato robotico, che non teme piombo, non ha paura, non conosce unmanità. Costa relativamente poco e non finisce mai. E’ la guerra contro gli umani, siamo troppi e consumiamo più di quanto produciamo, hanno provato con i virus, ora ci portano in guerra. Possiamo fare qualcosa? Sinceramente non credo, il voto è una effimera parvenza di democrazia, ma sappiamo tutti che non vale più nulla. Chi ha la fortuna di avere una fede può pregare, gli altri potranno solo rimpiangere di aver fatto in modo che si arrivasse a questo punto senza accorgersene.
Il desiderio umano di diventare Dio ci porterà alla distruzione. Chi troppo vuole nulla stringe. E poi ci voleva Bill Gates a capire quanto pericoloso fosse spingersi a questo?. Il Buon Dio ci ha lasciato il libero arbitrio. Se lo usiamo male sono cazzi nostri
che Bill Gates ponga il problema vuol dire che il gruppo delle Big Tech non è così compatto. Almeno voglio sperarlo. Perché se non abbiamo speranza possiamo spararci.
In proposito sto leggendo l’enciclica “Magnifica hunanitas” per cercare di vivere positivamente questo tempo difficile
Siamo senza speranza e Dio (se esiste)si gode lo spettacolo della nostra stupidità con indifferenza senza intervenire.L’uomo, così tanto intelligente si sta dimostrando la creatura più stupida mai apparsa sulla terra, correndo a gran velocità verso la sua distruzione
Io dico solo che tutto questo mi sembra folle,oltre che farmi una gran paura, purtroppo indietro non si torna