Pugilato e Sicurezza viaggiano su binari paralleli ed inseparabili. Ne parliamo con Fabio Impieri.
Nel tempo abbiamo dedicato attenzione al mondo degli sport da combattimento raccontandone le risultanze e i traguardi raggiunti.

Non ci siamo mai concentrati sulle figure tecnico-professionali che gravitano attorno a questo complesso ed articolato mondo nel quale il contatto fisico porta, inevitabilmente a traumi, ferite, contusioni.
Nel pugilato – sport da contatto che abbiamo spesso narrato grazie alla disponibilità del “Team Impieri” – esiste la figura del Cutman che “si occupa di gestire tagli, gonfiori e sanguinamenti durante il minuto di pausa tra un round e l’altro”.
Detta così pare una cosa da poco ma dobbiamo metterci nei panni di questo membro dello Staff del pugile che, in soli 60 secondi, deve fare una valutazione tecnico-clinica delle ferite, limitarne l’impatto e l’incidenza sull’esito del round, permettere all’atleta di continuare a combattere in sicurezza.
Il Cutman opera in rapidità, tensione, in ambiente non sterile perché tutto si svolge all’angolo del ring. Dal suo operato dipende la continuazione o l’interruzione del match che si sta disputando. Stiamo parlando di un indiscusso professionista di cui la “Federazione Pugilistica Italiana – FPI” ha grande stima e considerazione.

Per capire meglio la figura di questo professionista tecnico e le sue attribuzioni ci siamo interfacciati con Fabio Impieri, Cutman ufficiale del “Team Impieri”, fratello del pugile pluripremiato Matteo Impieri.
Fabio, con grande disponibilità, ci ha spiegato che il Cutman fa parte dello Staff del pugile, coadiuva l’allenatore e il preparatore atletico, rappresenta una figura altamente specializzata, riconosciuta dalla “Federazione Pugilistica Italiana”.
Il Cutman Impieri, a nostre specifiche domande sul suo concreto ruolo nei match di suo fratello, ci ha detto che deve fermare il sanguinamento con l’uso di adrenalina e tamponi sterili, al contempo si occupa di ridurre gli inevitabili gonfiori con un prodotto conosciuto come “End Swell” o “ferro freddo”, prevenire nuove ed ulteriori lesioni trattando la cute del pugile con la vaselina, al fine di ridurre l’attrito con i guantoni dell’avversario.
Un compito molto delicato, poco considerato dal pubblico presente a bordo ring, è quello del proteggere le mani del pugile, all’interno dei guantoni, con una speciale e complessa fasciatura fatta di bende, garze, nastro adesivo medicale.

Fabio Impieri, esattamente come suo fratello è di un’umiltà palpabile, e parla con estrema naturalezza del suo compito all’angolo del ring. Il Cutman, in effetti, è figura fondamentale ma che lavora nell’ombra, non cerca protagonismo e non offusca l’attenzione del pubblico dall’atleta.
L’unica cosa che ha tenuto a raccontarci – ed è bene sottolineare – è che tra il Cutman e il pugile ci devono essere una sintonia ed una sincerità senza limiti.
L’atleta deve potersi fidare ciecamente del suo Cutman e quest’ultimo deve essere calmo – anche dinanzi alle ferite più critiche – infondendo nel pugile calma, sicurezza, al fine di evitargli attacchi di inutile e dannosa ansia.
Il sito web specializzato “combatarena.it” spiega che “fermare un sanguinamento o ridurre un gonfiore può consentire ad un atleta di continuare a combattere, influenzando l’esito del match”.

A questo proposito il Cutman Fabio Impieri ha tenuto a sottolinearci – più volte – un aspetto: “Il mio compito è quello di medicalizzare ferite, gonfiori, infondere fiducia e tranquillizzare l’atleta ferito ma, soprattutto, garantirgli salute e sicurezza. Se mi accorgo che l’atleta è esposto ad inutili rischi non ho problemi a segnalarlo, facendo terminare l’incontro”.
Gli sport da combattimento, come abbiamo detto in molti nostri articoli, sono basati e fondati sulla corretta adesione al regolamento, sul rispetto dell’avversario, sulla valorizzazione del corpo e delle sue capacità tecnico-sportive.
Quando un atleta sale sul ring lo fa sapendo che al suo esterno c’è il suo Staff – la sua famiglia sportiva – che lo incita, lo incoraggia, e – proprio come una mamma – lo protegge.
Sul ring si sale per dimostrare abilità tecnica e non per massacrare o farsi massacrare. La sicurezza ha la priorità assoluta in ogni match, specie a livello professionistico.
In conclusione, approfittiamo per ringraziare il Cutman Fabio Impieri per averci spiegato una così preziosa e delicata figura tecnica per il mondo del pugilato, il “Team Impieri” per la disponibilità a rispondere alle nostre domande, alla “Officine Training Center” di Aosta ove tutto questo ha avuto inizio.
