8 Ottobre 2026

6 thoughts on “Il Vaticano affronti la pessima formazione dei preti”

  1. Conclusione speranzosa caro Elia. Vorrei pero’ estendere il quesito su quali criteri s’ispira il capo della Cei nella scelta dei vesvovi. In taluni recenti casi, mi pare che si sia volato basso, almeno dalle nostre parti

    1. Caro Francesco, la Congregazione per i Vescovi, che fino allo scorso anno era retta da Prevost, nomina quel che ha.
      Zuppi è frutto di Sant’Egidio e in Piemonte il livello Episcopale è oltremodo imbarazzante. Se penso alla sede di Pinerolo mi viene male. L’emerito era colto, preciso, esemplare. Derio Olivero passa più tempo con massoni e Valdesi che dinanzi al Santissimo.

      1. Caro Rovera,
        sicuramente Mons. Debernardi, che ho potuto conoscere e apprezzare, ha esercitato il suo magistero pastorale di vescovo con grande paternità verso sacerdoti e fedeli laici. È indubbio.
        Non meno innegabile – e noto – che abbia sempre riferito di avere nel Bettazzi de “la sinistra di Dio” un maestro e un punto di riferimento. Non va dimenticato, poi, che è stato lui ad invitare il progressista Kasper a tenere una conferenza in Diocesi e che il don Luca Carrega certo non proprio ostile a una svolta “accogliente” delle persone (e delle istanze) Lgbtq+ sia intervenuto a importanti incontri con lui sulla cattedra.
        Resta poi da fare sulla valutazione sull’incidenza che ha davvero avuto suo territorio e nelle dinamiche della chiesa locale (clero, giornali diocesani, etc…).

        Mons. Olivero, che non perdi occasione per criticare, ha saputo indubbiamente sviluppare una connessione con il territorio e non si è certo limitato alle frequentazioni che dici. Anzi. La riflessione sul come il cristianesimo possa non essere “esculturato” e/o “esculturarsi” è in lui costante. Con esiti ben meno banalmente rinunciatari di come ti lasci intendere.

        N.B.: Il dialogo con i valdesi non ha avuto discontinuità tra un vescovo e l’altro, al netto del dato caratteriale o stilistico.

  2. È tutto deteriorato: dai seminari, resi molto morbidi per non dire di peggio, ai sacerdoti delle parrocchie che fanno una pastorale buonista-permissiva-blanda e senza Dottrina, ai vescovi che dormono nei loro studi antichi, ai cardinali che sono la falsità in persona, ai papi che non sono veri papi….Come possiamo stupirci dei vari pretini o suorine che davanti ad una telecamera vanno in brodo di giuggiole? Il difetto sta nel manico!!! L’errore viene dall’alto! Per comodità si è deciso, grazie al garbato ingresso della massoneria, di annacquare la Parola di Dio in modo da non doversi impegnare troppo e da non perdere la simpatia e LE OFFERTE dei battezzati. Crollerà tutto? Certo che crollerà! Non è più la vera Chiesa né la vera fede che Gesù ci ha insegnato e tramandato per mezzo degli apostoli. Non potrà durare almeno finché il Signore sopporterà le scorribande di satana su questa terra. Poi….. si salvi chi può, letteralmente detto ✝️e si salverà chi oggi è deriso, accusato, scomunicato, condannato alla gogna per causa della fede, ma avrà sempre tenuto duro sui principi che Gesù stesso ha voluto insegnare venendo sulla terra

    1. Cara Margherita, come sempre, analisi ineccepibile. Una Chiesa bizzarra e irriconoscibile abbiamo dinanzi agli occhi.

  3. Il guaio è che si confondo l’essere influencer con l’essere testimone. La visibilità mediatica con la densità di presenza. Senza moralismo, né tradizionalismi e millenarismi estetizzanti, occorre davvero una seria analisi su questa ignoranza (cioè di non sapere)

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