Jorge Mario Bergoglio e il Cardinal Cipriani Thorne
La pedofilia nella Chiesa Cattolica è una piaga. Il Cardinale Cipriani Thorne avrebbe fatto meglio a non presentarsi alle riunioni pre-Conclave.
Il doppiopesismo della “chiesa di Bergoglio” non stupisce chi aveva ben incuneato l’Inquilino di “Casa Santa Marta” ma imbarazza, e non poco, il Popolo Santo di Dio pellegrino sulla terra.
Il caso riguarda l’Arcivescovo emerito di Lima (Perù), Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, membro influente dell’Opus Dei, accusato di pedofilia da una vittima che, nel 2018, scrisse a Jorge Mario Bergoglio di un “episodio che sarebbe accaduto nel 1983”.
Bergoglio, dopo una breve indagine interna al Vaticano, decise di “sanzionarlo proibendogli di indossare le insegne cardinalizie, di tornare in Perù senza essere autorizzato, di pronunciare dichiarazioni pubbliche e di partecipare ad un conclave qualora avesse avuto ancora l’età per poterlo fare”.
L’ultima ipotesi è decaduta per il semplice fatto che il Cardinal Cipriani Thorne ha 81 anni e, dunque, non ha diritto di entrare in qualità di elettore nella Cappella Sistina.
Siamo a parlare della vicenda, però, perché il porporato peruviano si è presentato in Vaticano – creando forte imbarazzo nel Collegio Cardinalizio – con le insegne cardinalizie e l’abbigliamento color porpora.
La Redazione di “TGCOM24” riporta quanto detto dal Portavoce Vaticano, Matteo Bruni: “L’invito per le riunioni è stato spedito a tutti i cardinali. Il caso è noto. Se non sono state adottate delle scelte su questo tema ognuno tiri le sue conclusioni, tenendo presente cosa dice la Universi Dominici Gregis”.

Interessante vedere come il Vaticano si affretti a tirare in ballo la Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis” di Giovanni Paolo II per motivare la presenza del Cardinal Cipriani Thorne alle Congregazioni Generali previe il Conclave, ma non abbia fatto altrettanto quando il Cardinale Giovanni Angelo Becciu chiedeva legittimamente di entrare nella Cappella Sistina.
Il doppiopesismo della “chiesa di Bergoglio” ormai è chiaro a tutti. Si accettano presunti pedofili nelle aule più significative, in vista dell’elezione del nuovo Sovrano della Città del Vaticano, ma si ostruisce l’ingresso nella Cappella Sistina ad un Cardinale che ha la colpa di aver compiuto una compravendita “di un palazzo londinese da 200 milioni di euro”.
Il Popolo Santo di Dio si scandalizza certamente di più per un caso di pedofilia dal momento che gli abusi sui minori gridano vendetta agli occhi di Dio: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare” (Marco 9:42).
I postulati del Conclave che si avvierà il 7 maggio prossimo sono tremendi ed apocalittici.
Una Chiesa che condanna un Cardinale che si professa innocente e che, comunque, ha solo una sentenza di primo grado, ma permette la partecipazione alle Congregazioni Generali ad un Cardinale a cui Bergoglio “applicò delle misure disciplinari relative alla sua attività pubblica, al luogo di residenza e all’uso delle insegne” per pedofilia, fa piangere.
Se le premesse sono queste… Dio ci scampi e liberi da colui che verrà designato dalla “fumata bianca”.

Il “sistema Bergoglio “ si accanisce su tutto fuorché sui pedofili perché, a mio avviso, se non tutti pedofili, sono in stragrande maggioranza gay; e se i rapporti omosessuali vengono tenuti con seminaristi è quasi una pedofilia ( Mc Carrick docet), perciò bisognerebbe mandare a casa tutti!!! Non si può!!!
Cara Margherita, hai detto quanto tutti pensano.
Hanno fatto un “can can” per la questione immobiliare del Cardinal Becciu – fingendo che in Segreteria di Stato nessuno sapesse – ma poi tacciono sul Cardinale Cipriani Thorne che è accusato di pedofilia!