Pier Franco Quaglieni
Una pagina di Storia
In questi mesi si moltiplicano ricordi e commemorazioni più o meno opportuni e puntuali su personaggi e fatti che cambiarono i destini d’Italia, dalla caduta del fascismo all’avvento della Repubblica. Particolarmente meritorio e significativo, spicca il gesto del professor Pier Franco Quaglieni, cavaliere di gran Croce della Repubblica e storico contemporaneista, giornalista e scrittore.
Nei giorni scorsi Quaglieni ha reso omaggio alla tomba del generale Raffaele Cadorna a Pallanza. Il generale Cadorna, nipote del generale della Breccia di Porta Pia, è stato ufficiale di cavalleria e comandante della scuola di Pinerolo. Nel 1943 si paracadutò al Nord per fa parte del comando militare del corpo Volontari della libertà.
Fu poi chiamato a presiedere la “Fondazione Corpo Volontari della Libertà“.
Seppe essere coerente con le ragioni fondanti della Fivl, ma nel 1948 si dimise quando non fu rispettata quella scelta.
Fu poi senatore indipendente per tre legislature nelle liste della Democrazia Cristiana.
Sono ancora vivi i ricordi torinesi del generale Cadorna, già antico alunno dell’Istituto Sociale, che partecipò ad alcune iniziative del Centro Pannunzio.
C’è un legame culturale che lega il Professor Quaglieni già presidente della sezione alassina “MOVM Martini Mauri“, aderente alla Fivl, al grande Generale. La lapide posta sulla tomba, riporta un’icastica epigrafe dettata dal grande invalido di Guerra Carlo Del Croix che afferma che Cadorna” portò degnamente un nome sacro all’Italia“.
Il professor Quaglieni è stato giovanissimo amico di Carlo Delcroix, grande invalido di guerra, militare e successivamente politico che amò visceralmente l’Italia, e alla sua morte lo commemorò a Roma al circolo Rex.
Raffaele Cadora ha svolto un ruolo rilevante e coerente che andrebbe ancor più ricordato per il suo significato e le successive ricadute sulla politica nazionale.
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