Palermo ha molti problemi ma l’Arcivescovo Lorefice agita lo spauracchio della “REMIGRAZIONE”. Povera Chiesa!
L’assessore islamico Abdullah Badinjki, eletto nel Comune di Paullo, in provincia di Milano, in Regione Lombardia, un paio di giorni fa ha pubblicato sul suo Profilo Facebook un post veramente discutibile.
Ha aperto il suo post con le parole dell’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che ha detto: “Chi non riconosce l’altra o l’altro come sorella, come fratello, è fuori dal Vangelo. Chi sventola il vessillo della remigrazione ferisce a morte la fraternità evangelica e umana”.

Parole vergognose e discutibili di un vescovo di “scuola bergogliana” che – in coerenza con le amenità di Jorge Mario Bergoglio – fa politica ed entra nelle questioni che attengono la democrazia e la libertà di voto.
Con quale autorità l’Arcivescovo Lorefice si permette di criticare e condannare di essere “fuori dal Vangelo” chi – democraticamente – vota “Futuro Nazionale”?
A Palermo qualcuno ha detto a Lorefice che “Libera Chiesa in libero Stato” non significa che la Chiesa Cattolica deve fare ingerenza continua e continuata nelle scelte politiche che sono prerogativa del Governo?

Ovviamente l’Assessore Badinjki sfrutta le ghiotte parole dell’Ordinario di Palermo e aggiunge: “L’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice dice una cosa molto chiara. Non esiste alcuna compatibilità tra il Vangelo e la remigrazione. La destra continua a invocare le radici cristiane dell’Europa, ad alimentare il rifiuto dello straniero e di chi professa un’altra religione”.
E’ assai curioso che a proferire queste parole sia un appartenente alla Comunità Maomettana, comunità che vede nella jihad una cosa buona e giusta.
Vogliamo parlare della minorenne egiziana, immigrata di seconda generazione, che venerdì 17 luglio è stata arrestata dalla DIGOS perché stava pianificando un attentato terroristico di matrice maomettana?
Evidentemente no perché l’Assessore Badinjki continua: “Lorefice, come aveva già fatto Papa Leone XIV e prima ancora Papa Francesco, ribadisce con chiarezza che il Vangelo dice l’esatto contrario”.
Dispiace dirlo – e lo si fa con massimo rispetto – ma non si accettano lezioni di Cristianesimo e di Bibbia da parte di un seguace del corano e degli imam. Ognuno si occupi del suo, senza strabordare nell’altrui terreno.
L’Assessore Badinjki, che dimostra di avere tanta favella, se lo ritiene opportuno lo dica a “Meloni, Salvini, Vannacci e Sardone” e spieghi loro che “le radici cristiane dell’Europa non sono quelle raccontate dalla destra”.

Chieda un appuntamento ai suddetti – sperando glielo concedano – e dica loro, guardandoli negli occhi, che “a dirlo non è la sinistra, ma la Chiesa stessa”.
A differenza di quanto accade nella Comunità Maomettana, però, Corrado Lorefice non parla a nome di tutta la Chiesa Cattolica ma, al massimo, a nome dell’Arcidiocesi di Palermo che – per tradizione – sarebbe Sede Cardinalizia. Come mai né Bergoglio né Prevost hanno elevato Corrado Lorefice al rango cardinalizio?
Contra factum non valet argumentum.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Quante pretese l’imam!!! E se si occupasse di casa sua non sarebbe meglio? A casa sua per noi cristiani non c’è nemmeno la possibilità di tenere al collo un crocefisso! Loro invece a casa nostra vanno in giro vestiti in un modo che noi adottiamo a carnevale! Li abbiamo mai obbligati a togliere veli, turbanti e a posare i loro rosari? Loro qui pretendono moschee, noi da loro niente! Che razza di pecoroni siamo? E Lorefice vada a fare il missionario nei paesi arabi, così imparerà ad apprezzare gli italiani