Un altro Miracolo a Torre del Mare…
Link articolo precedente: https://civico20-news.it/cronaca/un-piccolo-miracolo-a-torre-del-mare/09/07/2026/
Scrivo questo articolo con grande amarezza.
Dopo aver accolto con soddisfazione, insieme alle Autorità comunali e a molti abitanti di Bergeggi, l’installazione dei dissuasori destinati a impedire i parcheggi abusivi sull’area pedonale che conduce alle strisce di attraversamento di Torre del Mare, lunedì 13 luglio, a meno di una settimana dalla loro posa, un’automobile ha sbandato travolgendo quasi tutti i venti paletti installati dal Comune di Bergeggi.
Un incidente incredibile che ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Due passanti, per evitare il veicolo fuori controllo, sono stati costretti a gettarsi contro il muretto di cemento che delimita la zona pedonale, riportando alcune lesioni.

Nel precedente articolo dedicato ai nuovi dissuasori avevo scritto:
«…una soluzione, quanto meno accettabile, che pur non garantendo l’incolumità dei passanti in caso di sbandamento dei veicoli – come invece sarebbe stato possibile con il posizionamento di un guardrail a protezione delle persone – impedisce, almeno si spera, il parcheggio selvaggio dei soliti automobilisti privi di senso civico…»
E concludevo con queste parole:
«…Si spera che, in futuro, l’ANAS, società responsabile della gestione della sede stradale, accolga i suggerimenti degli Enti locali per promuovere misure di maggiore sicurezza a tutela dei cittadini che percorrono quel tratto di Via Aurelia.»
Oggi, oltre all’amarezza e alla delusione per quanto accaduto, tra molti cittadini prevale un altro sentimento: l’indignazione. L’indignazione verso istituzioni che, ancora una volta, sembrano non cogliere la reale gravità della situazione.
Che cosa sarebbe accaduto se quel veicolo fosse sbandato in un momento di maggiore affluenza, quando decine di persone, sotto il sole di luglio, rientrano dalla spiaggia? Se avesse investito dei pedoni? Se qualcuno avesse perso la vita?
Sono domande che nessuno vorrebbe porsi. Eppure, dopo quanto è successo, non possono più essere considerate semplici ipotesi.
In un caso del genere sarebbe inaccettabile parlare di destino o di sfortuna. Si dovrebbe parlare esclusivamente di sicurezza stradale insufficiente e di prevenzione mancata.
Viviamo in un Paese nel quale troppo spesso la prevenzione arriva soltanto dopo una tragedia. Per questo mi riesce difficile ascoltare certi richiami alla cultura della prevenzione senza provare un senso di amarezza.
Una signora, commentando l’accaduto, mi ha detto:
«Se il ponte Morandi non fosse crollato, probabilmente nessuno avrebbe controllato i numerosi viadotti deteriorati della Torino-Savona e della Genova-Ventimiglia.»
È un’osservazione dura, ma che invita a riflettere.
Dobbiamo davvero aspettare che accada l’irreparabile prima di intervenire? Dobbiamo evitare qualsiasi paragone con altre tragedie annunciate solo per non mettere in discussione le responsabilità di chi avrebbe potuto agire prima?

Io credo di no.
Per questo mi rivolgo a chi ha il dovere e il potere di garantire la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni, chiedendo, a nome dei tanti cittadini che hanno manifestato la loro indignazione, di individuare una soluzione realmente efficace.
Un intervento che consenta alle persone di percorrere quel tratto di marciapiede in sicurezza e che renda finalmente quell’area accessibile anche a chi si muove in carrozzina o presenta difficoltà motorie.
L’ANAS, che gestisce circa 32.000 chilometri di strade e autostrade, dispone delle competenze tecniche e dell’esperienza necessarie per valutare con precisione le situazioni di rischio e adottare le soluzioni più idonee.
Gli incidenti possono essere imprevedibili. Molte tragedie sono il frutto della fatalità. Ma quando un pericolo viene segnalato, documentato e persino confermato dai fatti, non è più possibile rifugiarsi dietro il destino.
Se in quel tratto dell’Aurelia dovesse verificarsi un nuovo incidente, magari con conseguenze ancora più gravi, non potremo più parlare di fatalità.
Saremo costretti a parlare di una valutazione del rischio insufficiente e delle responsabilità che ne derivano.
E allora sarebbe davvero troppo tardi.

Grazie Giancarlo per cercare di sensibilizzare, in tutti i modi possibili, le autorità preposte a salvaguardare la sicurezza stradale.
Dobbiamo insistere senza mai demordere o rinunciare. Torre del Mare va difesa a ogni costo!!!
Quando si parla di autentico rischio di incolumità fisica… non devono essere accettate deroghe o scuse patetiche!
Grazie Giancarlo ma io mi aspettavo informazioni sulla telecamera al fine di rintracciare l’automobiliata colpevole!
Sì quel tratto di strada in curva è veramente pericoloso. Ci vorrebbe sicuramente una valida protezione per i pedoni ed inoltre a mio parere un autovelox molto evidenziato che segnali una velocità superiore a 30 km all’ora. Anche al baretto posto in quella posizione non amo molto fermarmi se non per qualche istante!
L’automobile si è fermata! 👍🏼
È davvero vergognoso tutto ciò ma, soprattutto, INAMMISSIBILE!! Hai ragione a dire che non bisogna “demordere” ma, a quanto pare, alle Autorità interessa ben poco giacché non provvedono a mettere in sicurezza quel tratto di strada!!
Il tuo lavoro, anche in questo senso, è encomiabile. Mi auguro davvero che, quanto prima, prendano provvedimenti per l’incolumità delle tante persone che di lì transitano.
Grazie Giancarlo, speriamo che le tue amare considerazioni ma anche le tue costanti sollecitazioni vengano colte da chi deve agire. Anch’io penso che un muretto saldamente ancorato a terra (analogo a quello presente dall’altro lato della strada) potrebbe evitare tragedie, meglio se abbinato ad un Autovelox che induca i mezzi in discesa a rallentare. Basta fermarsi un istante ad osservare il transito veicolare, per comprendere l’eccessiva velocità con la quale viene affrontata una curva che già naturalmente porta verso l’esterno (il camminamento pedonale).
Purtroppo ho assistito all’incidente. Tre signore sono vive per miracolo perché sono riuscite a buttarsi in mezzo alla strada. Io, con tre bambini ho visto la scena perché avevo appena attraversato. Fosse successo 15 secondi prima, non sarei riuscito a metterli in salvo tutti e tre. Chi di competenza faccia quello che dev esser fatto: una rotanda, un guardrails e un sottopasso con uno scivolo.
Trovo che la sottovalutazione dei pericoli è l’ indignazione poi vadano di pari passo.
Prevenire è la cosa più sensata al fine di evitare che succedano fatti irreparabili.
Uniti a te nel martellare il problema affinché tutto venga fatto in SICUREZZA e quanto prima.
Penso che un new yersey sia meglio dei paletti.
Concordo sull’assoluta necessità di trovare una soluzione definitiva che metta in sicurezza tutte le persone che devono costeggiare l’Aurelia in quel punto per attraversarla sulle strisce!!!!!!!! Coraggio! Datevi da fare!