Il territorio torna a fare i conti con i roghi. Il Touring Club Italiano promuove una raccolta firme e prepara la mobilitazione del 7 settembre, «Servono prevenzione, controllo e legalità»
Il Gargano continua a bruciare e insieme alla vegetazione, alle pinete e alla macchia mediterranea, rischia di andare in fumo una parte importante del patrimonio ambientale della provincia di Foggia.
Quella degli incendi, per il promontorio garganico e per l’area dell’Oasi Lago Salso, non è purtroppo un’emergenza nuova è un fenomeno che si ripresenta ciclicamente, lasciando dietro di sé danni ambientali, paesaggistici ed economici difficilmente reversibili.
Uno dei precedenti più drammatici risale al 24 luglio 2007, quando un vastissimo incendio devastò il tratto di costa tra Peschici e Vieste. Quella giornata si trasformò in una tragedia non prevista, quattro persone persero la vita e migliaia di residenti e turisti furono costretti a fuggire dalle fiamme, con un’imponente evacuazione via mare resa possibile dall’intervento delle forze di soccorso e di numerose imbarcazioni private. A distanza di quasi vent’anni, il problema continua a riproporsi.
Un’estate particolarmente difficile
Il 2026 viene indicato come uno degli anni più critici dell’ultimi anni per quanto riguarda l’emergenza incendi nel territorio, sono numerosi gli ettari di vegetazione andati distrutti e gli episodi registrati risultano particolarmente preoccupanti.
Dietro ogni rogo non c’è soltanto la perdita immediata di alberi e vegetazione, il passaggio delle fiamme può modificare le caratteristiche del terreno, impoverire gli ecosistemi, compromettere la biodiversità e aumentare il rischio di erosione e dissesto idrogeologico. Quando gli incendi si ripetono sulle stesse aree, inoltre, la capacità di rigenerazione naturale del territorio può ridursi sensibilmente.
Ma il dato che maggiormente preoccupa è quello relativo all’origine degli incendi, le statistiche storiche indicano infatti che la quasi totalità dei roghi non sarebbe riconducibile a cause naturali, ma all’intervento dell’uomo, attraverso comportamenti dolosi o condotte caratterizzate da grave negligenza. Una convinzione sintetizzata anche dalle parole del sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo: «Un bosco non si incendia da solo».
La ricorrenza che alimenta i sospetti
A far discutere è anche la particolare concentrazione temporale di alcuni degli incendi più devastanti. Tra gli episodi ricordati negli ultimi anni figurano infatti quelli del 24 luglio 2007, 24 luglio 2017, 24-25 luglio 2024, 20 luglio 2025 e 26 luglio 2026. La semplice coincidenza delle date non può naturalmente rappresentare una prova dell’esistenza di un’unica strategia criminale, tuttavia, si tratta di una ricorrenza che merita di essere analizzata e verificata con attenzione dagli organismi competenti.
Nel corso degli anni, le attività investigative hanno preso in considerazione diverse possibili motivazioni alla base degli incendi, contrasti legati ai pascoli, ritorsioni, intimidazioni e interessi economici. Tra gli aspetti più delicati vi sono quelli legati alla possibile trasformazione futura dei terreni colpiti dagli incendi e agli interessi della criminalità organizzata.
La normativa prevede specifici vincoli sulle aree percorse dal fuoco, ma proprio la prospettiva temporale degli investimenti e delle eventuali trasformazioni territoriali rende necessario mantenere alta l’attenzione. Nel contesto delle inchieste sulla criminalità organizzata nel Gargano è stata inoltre più volte evidenziata l’esistenza di rapporti tra ambienti mafiosi, imprenditoria e quella che viene definita “zona grigia”. Un quadro complesso che non consente generalizzazioni, ma che rende ancora più importante approfondire ogni possibile interesse economico collegato alla distruzione del territorio.
Il Touring Club lancia la mobilitazione
È in questo scenario che il Club di Territorio di Foggia del Touring Club Italiano ha deciso di promuovere una mobilitazione pubblica. L’iniziativa, guidata dall’avvocato Michela D’Onofrio, nasce dalla volontà di superare la logica dell’emergenza e chiedere alle istituzioni un sistema strutturale di prevenzione e controllo. «Non possiamo più assistere in silenzio alla distruzione sistematica del nostro ecosistema e delle nostre risorse naturali», afferma D’Onofrio. «Le sole parole di sdegno non bastano più. Occorrono prevenzione, controllo del territorio e legalità».
Il Touring Club ha quindi avviato una raccolta firme a sostegno di un esposto destinato al prefetto di Foggia. Le richieste contenute nell’iniziativa comprendono la convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con una specifica attenzione all’emergenza incendi nel Gargano, ma anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza termica nelle zone maggiormente esposte.
Viene inoltre chiesto di rafforzare il coordinamento tra Forze dell’Ordine, Carabinieri Forestali, Guardaparco e Protezione Civile, aumentando i controlli soprattutto nelle aree considerate più vulnerabili. Un ulteriore punto riguarda l’attività investigativa, per i promotori è necessario rafforzare gli strumenti destinati a individuare i responsabili degli incendi e perseguire con maggiore efficacia eventuali reati ambientali.
Il 7 settembre cittadini e associazioni in campo
La mobilitazione avrà il suo momento centrale il 7 settembre, quando l’obiettivo sarà riunire attorno alla difesa del territorio cittadini, associazioni, realtà ambientaliste, enti culturali e volontari. Il Club di Territorio di Foggia ha rivolto un appello alle associazioni presenti nei comuni garganici affinché aderiscano all’iniziativa e contribuiscano alla sua diffusione attraverso i mezzi di informazione locali. «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per moltiplicare la nostra voce», sottolinea la Coordinatrice del Club di Territorio di Foggia. «La difesa del Gargano e dell’Oasi Lago Salso non riguarda soltanto chi vive questi luoghi, ma rappresenta una responsabilità collettiva verso un patrimonio naturale unico che appartiene all’intera comunità».
La raccolta firme può essere effettuata online attraverso il modulo predisposto dal Touring Club Italiano https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScQT8I7JDGKzacCULXqbmojJo_3bIVcSwu5uyIcE8mWwFA_GQ/viewform?usp=publish-editor
oppure presso la sede del Club di Territorio di Foggia, in via delle Antiche Mura 66/F a Manfredonia.
La questione posta sul tavolo va dunque oltre la cronaca dei singoli incendi. La vera sfida è capire se il Gargano possa continuare a vivere ogni estate l’emergenza come una inevitabile fatalità oppure se sia finalmente possibile costruire un sistema permanente di prevenzione, sorveglianza e contrasto. Perché ogni ettaro bruciato non rappresenta soltanto una superficie da contabilizzare, significa perdere biodiversità, paesaggio e risorse naturali, consegnando alle generazioni future un territorio sempre più fragile.
Piero De Ruvo
