Modena. La strage che ha segnato l’intera Nazione continua a far discutere. L’immigrato attentatore ora chiede comprensione.

Nella mattinata odierna dal Tribunale di Modena è emerso che per Salim El Koudri è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di strage ma non con l’aggravante del terrorismo, della premeditazione, o dell’odio razziale.
Una proposta quella della Procura di Modena che non appaga la sete di giustizia degli italiani onesti e per bene.
Una prospettiva giudiziaria che è figlia della narrazione irreale di un “bergamasco di origini marocchine” che avrebbe compiuto un insano gesto spinto da problemi mentali e grande frustrazione per la mancanza di un lavoro.
Sono giorni che sentiamo la retorica vuota, indecente, a tratti imbarazzante, della Sinistra che sta cercando in ogni modo di minimizzare il fatto, quasi a voler giustificare il maomettano El Koudri.

La stessa Sinistra che era giustizialista nei confronti dei Carabinieri del NORM di Milano quando accadde l’inseguimento al Quartiere Corvetto.
Con i “compagni” la storia è sempre la stessa: se sbaglia uno di loro è una vittima, se presuntamente sbaglia un servitore dello Stato va condannato senza attenuanti.
Nel caso di specie, dopo l’efferata strage compiuta sulla Via Emilia che passa per Modena, si può dire che l’immigrato di seconda generazione Salim El Koudri ha parlato dal carcere: “Sapevo che quel giorno sarei morto, ho bisogno che qualcuno mi capisca”.
Se qualcuno ha voglia di capire, comprendere, solidarizzare, giustificare El Koudri ne ha facoltà e diritto, ai sensi dell’Articolo 21 della Costituzione.

Parimenti, è legittimato a non provare alcuna empatia o pietà verso il criminale laureato in Economia Aziendale, chi crede che sia sempre più necessaria la Remigrazione.
Le nostre città sono diventate covo di soggetti radicalizzati, nidi per quanti sentono rabbia e repulsione verso gli italiani, gli occidentali, i Cristiani. Cosa sarebbe successo se al posto di El Koudri ci fosse stato un “Mario Rossi” qualunque e avesse scritto: “Brucio il vostro corano”?
Lo chiediamo perché il laureato Salim ha scritto, nero su bianco: “Bastardi cristiani di merda, voi e il vostro Gesù Cristo (scritto in minuscolo) in croce. Lo brucio”.

Come mai la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena non procede per istigazione all’odio e alla violenza (Legge Mancino) animata da odio e discriminazione religiosa?
Evidentemente per i Magistrati italiani l’odio per i Cristiani, per il loro Dio fatto uomo, è consentito, tollerato, tollerabile.
La cosa grave – che deve fare assolutamente riflettere – è che i Magistrati emettono le sentenze “nel nome del Popolo Italiano”.
Bene, qualsiasi sentenza che favorisca, in qualunque modo, Salim El Koudri, non è da ritenersi “in nome” di quanti sono stati offesi nella Fede e nel Credo da un maomettano irrispettoso verso il Popolo che ha accolto lui e la sua famiglia.
A difendere Salim El Koudri è l’avvocato Fausto Giannelli, il quale sostiene che “una struttura psichiatrica giudiziaria sia più adatta per uno che ha questa malattia di un carcere”.
Da non credere. Gli italiani si devono anche far carico delle cure psichiatriche di uno che ha manifestato odio verso di loro e che ha inneggiato al vilipendio del loro Dio.
Come ben dice il Generale di Divisione Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”: siamo in “un mondo al contrario”.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
