Minori criminali, violenti, incontrollati. La Giustizia Minorile risente di decenni di intollerabile buonismo.

L’Italia sta diventando un Paese sempre meno sicuro, sempre più grottesco per quanto concerne l’impianto valoriale che si imprime ai minori.
I colleghi de “Il Sole 24 Ore” hanno recentemente titolato che c’è un “boom di minori denunciati: +30% rispetto al pre Covid”. Numeri che devono assolutamente spaventare.
I dati del Ministero dell’Interno ci dicono che “nel 2024, sono stati oltre 7.000 i reati commessi a danno di minori, superando cifre record precedenti”. Cosa si pensa di fare? Perché la Giustizia Minorile è tanto lassa nel prendere dei provvedimenti coercitivi e repressivi nei confronti di “maranza” e “baby gang”?

E’ inutile utilizzare il metro di giudizio delle cosiddette “scienze sociali” perché – nei fatti – sono aumentati in modo significativo reati legati alle lesioni dolose, alle risse, alle rapine e alle violenze sessuali.
Mentre psicologi, educatori, assistenti sociali, parlano di dialogo, di monitoraggio del contesto familiare, migliaia di italiani onesti e per bene si trovano a subire la furia predatoria di questi minori – per lo più immigrati di seconda generazione – che pensano di poter fare ciò che più li aggrada, in barba alle norme giuridiche.
L’immigrazione criminale non è un’invenzione di qualche cronista “brutto e cattivo” ma è una fattualità. Basti pensare che il fenomeno di “baby gang” e “maranza” è “spesso associato a dinamiche di gruppo, in particolare nelle aree metropolitane”.
Specialmente mediante la “musica trap” vengono veicolati messaggi immorali, indecenti, illegali, che – se vi fossero ancora i vecchi Pretori – probabilmente verrebbero sanzionati in modo chiaro e netto. Oggi c’è un lassismo che definire imbarazzante è riduttivo.
Le azioni compiute dai minori che scelgono la strada del crimine sono sempre più aggressive e violente. Eppure i cultori delle “scienze sociali” si prodigano nel parlare di amenità quali la “fragilità familiare e la mancanza di figure educative di riferimento”.

Se i genitori non sono in grado di educare i figli gli va revocata la potestà sul minore e, se sono stranieri, vanno remigrati al Paese loro. Non è difficile.
Quando si sente parlare della “dispersione scolastica” e della “povertà educativa” si cerca di giustificare, comprendere, spalleggiare i minori che scelgono la via larga anziché quella stretta ed angusta consigliata dal Vangelo. Inutile girarci attorno.
Altro tema che quando viene trattato sa di scusante non richiesta è quello della “mancanza di opportunità” come se nascere in un contesto familiare indigente giustificasse l’appartenenza ad una “baby gang” o la scelta di divenire un insopportabile “maranza”.
A sostenere queste tesi indecenti ed inconsistenti sono coloro i quali lavorano in contesti quali cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, centri educativi, luoghi di aggregazione sociale, perché la creazione dei cosiddetti “presidi educativi nei territori” crea tanti posti di lavoro che sfamano coloro i quali hanno studiato sociologia, antropologia, scienze politiche, psicologia, geografia umana, …
Vien quasi da ridere quando si sente dire che un giovane si vuole laureare in Geografia Umana. Molte persone si chiedono: a cosa serve avere un soggetto preparato solo ad analizzare il rapporto che intercorre tra le società umane e lo spazio geografico?
Per non parlare poi di chi spende tempo e denaro ad analizzare le culture umane, il comportamento delle tribù, e la relazione nel contesto sociale di queste ultime. Eppure l’Antropologia attrae molte persone che, poi, giocoforza, si trovano a lavorare nel sociale.

Secondo un interessante video, presente su “YouTube”, a cura di “Will Media”, vi sarebbe “una trasformazione della natura del reato più che un aumento generalizzato di tutti i crimini”. I minori oggi prediligono la violenza, l’efferatezza, l’inutile crudeltà, la cattiveria fine a se stessa.
Mentre psicologi, educatori, assistenti sociali, operatori sociali vari, spendono tempo, denaro, energie, gli italiani onesti e per bene si trovano a fare i conti con quanti hanno scelto la via larga che conduce alle tenebre.
Il prossimo Esecutivo – di qualsiasi colore politico sarà – dovrà metter mano al sistema di repressione dei reati minorili perché non ha alcun senso concedere attenuanti ad un minore che delinque.
La vittima chi la tutela? Perché la Magistratura non si mette mai nei panni della vittima che ha subito un reato da parte di un minore?
Bisogna essere chiari: una coltellata non è grave se la infligge un cinquantenne ma assai meno grave, e degna di essere attenuata, se la sferra un sedicenne. Questo è buonismo indecente, illogico, intollerabile.
Bene ha detto il Dio incarnato: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati” (Matteo 5:6). Molti italiani hanno fame di giustizia, molta fame, la politica ne tenga conto perché, a breve, vi saranno le Elezioni Politiche 2027.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
