Milano, per decisione del GIP Chiara Valori, ha mandato Antonio Hueber “Tony Boy” a farsi comodi arresti domiciliari a Padova.

Da diversi giorni si parla di un soggetto chiamato “Tony Boy”, nome d’arte di Antonio Hueber, un trapper, ossia un portatore insano di “musica spazzatura”, che nella mattinata odierna “ha lasciato il carcere, anche se per andare ai domiciliati nella casa dei genitori a Padova”.
Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, Chiara Valori, ha “convalidato l’arresto e disposto una misura cautelare meno grave ritenendo che il contesto familiare fosse maggiormente protetto e controllato”.
Incredibile leggere certe cose.
Come si fa a parlare di “protezione e controllo” di un soggetto che deteneva una “pistola comprata su Telegram per sentirsi più al sicuro dopo un furto in casa” e che aveva in casa parecchia droga “usata solo per sé, perché spiega che fa parte della sua vita e di esserne dipendente da quando è adolescente”?

E’ veramente anacronistico che si mandi un assuntore di sostanze stupefacenti a scontare la “misura alternativa degli arresti domiciliari” a casa dei genitori a Padova.
La Polizia di Stato, aveva da poco perquisito l’abitazione di Hueber, ove ha rinvenuto la pistola, la droga e “48 munizioni calibro 6.35” che il trapper dice di “aver acquistato assieme all’arma”.
Il GIP non esclude “il pericolo di reiterazione legato alla pistola” ma, ciò nonostante, lo manda a scontare comodamente la pena sul soffice divano dei genitori a Padova.
Incredibile la morbidezza che la Magistratura ha nei confronti dei trapper e dei maranza.

E’ sempre il GIP Chiara Valori a dire che “è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore nei quali è possibile acquistare un’arma clandestina”. La domanda resta: perché gli arresti domiciliari e non un soggiorno non troppo comodo in una Patria galera?
“Tony Boy”, soggetto sprezzante e spregiudicato, dice con chiarezza al GIP Valori: “lo stupefacente che è stato trovato è sempre mio” ed ha narrato che lo usa per “reggere i ritmi della vita notturna”.
Il GIP milanese ha creduto al trapper che, candidamente, ha detto: “Non ho mai venduto o ceduto a terzi sostanze stupefacenti”. Peccato. Occasione persa per convalidare quanto richiesto dal Pubblico Ministero, Sara Ombra, che lo avrebbe voluto in carcere.
La cosa più inquietante, come riportano i colleghi di “ANSA”, è che “fuori da San Vittore, due ragazzini aspettavano” la scarcerazione di “Tony Boy”, due ragazzini di 14 anni che, alla collega Giulia Riedo, hanno detto: “Speriamo di vederlo uscire”.
Un soggetto che, a 26 anni, ha già il curriculum criminale di “Tony Boy” è destinato a fare dentro e fuori dalle Case Circondariali.
Averlo “graziato” con la concessione degli arresti domiciliari gli ha veicolato il messaggio che quel che ha fatto non è grave e che può rifarlo.
Il Governo Italiano metta mano al Codice Penale, inasprisca le pene, tolga dal dettame giuridico l’obbrobrio degli arresti domiciliari.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
