Medjugorje è tornato a tener banco dopo le esternazioni tonanti di padre Livio Fanzaga ai microfoni di “Radio Maria”.
Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di Medjugorje in quanto una delle veggenti ha deciso di disobbedire al delegato dal Vaticano e di diffondere una delle presunte apparizioni mediante utilizzo di social network. Al suo fianco sarebbe apparso anche un presule.
Dal 24 giugno 1981 sul celeberrimo monte Podbrdo di cose ne sono successe tante.
In quella data – stando a quanto asseriscono Vicka Ivanković, Mirjana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo – alle ore 18 si sarebbe vista “una figura luminosa identificata come la Madonna”.
La tradizione dice che l’anniversario ufficiale delle apparizioni si celebra il 25 giugno in quanto è in quella data che “i veggenti storici salirono per la seconda volta sulla collina, parlarono con la Vergine e ricevettero il primo messaggio”.
Lo scrittore, esperto di Scienze Umane e Teologia, direttore della Casa Editrice “Theotokos Books”, Donal Anthony Foley, sostiene che “un punto cruciale è che la maggior parte dei primi libri su Medjugorje si basa su posteriori interviste ai veggenti, mentre il materiale delle fonti primarie (le registrazioni effettuate durante la prima settimana circa delle visioni) è stato in larga parte ignorato. L’esame delle trascrizioni di quelle registrazioni rivela alcuni fatti illuminanti riguardo a Medjugorje”.
Parole forti ma chiare. Sin da principio, infatti, di Medjugorje si è detto tutto e il contrario di tutto. Non si è mai fatto uno studio serio, critico, documentato. Tutto si è sempre ricondotto al “credere per fede”, al “fidarsi perché è giusto così”.
E’ sempre Foley a spiegare che “le trascrizioni mostrano che il modo in cui la “Gospa” di Medjugorje apparve ai veggenti, oltre al numero di presunte visioni, è in contrasto con quanto precedentemente avvenuto nelle apparizioni della vera Beata Vergine Maria approvate dalla Chiesa”.
Coraggioso il dottor Foley. In un mondo in cui chi non crede a Madjugorje viene definito “miscredente”, ci va coraggio a dire che ci sono contrasti tra quanto detto dai presunti veggenti e ciò che la Chiesa Cattolica ha sempre insegnato sulla Beata Vergine Maria.
Va detto che Foley ha scritto ed asserito queste cose nel 2006 quando diede alle stampe “Understanding Medjugorje: Heavenly Visions or Religious Illusion?”. A quel tempo il Romano Pontefice – legittimamente eletto – era Benedetto XVI.
E’ importante fare queste precisazioni in quanto “le trascrizioni rivelano anche che c’è un altissimo grado di probabilità che ciò che i veggenti videro durante all’incirca la prima settimana non fosse la Madre Celeste, ma in realtà una contraffazione diabolica”.
Questo spiegherebbe molte cose su quanto accade al monte Podbrdo e nei suoi dintorni.
Intanto, grazie a Medjugorje, diverse realtà hanno fatto fortuna e conosciuto una crescita che, diversamente non avrebbero avuto.
Tra queste sicuramente la “Comunità Mariana Oasi della Pace” di Passo Corese, a Rieti, “la “Comunità Gesù Confido in Te/Villaggio di Maria”, a Padova, i gruppi di preghiera dell’“Associazione Regina della Pace”, e “Radio Maria”.
Per fortuna il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che “nessun fedele è obbligato a credere alle rivelazioni private” che possono essere “un aiuto” per vivere la Fede ma “non è obbligatorio usarle”.
Visto il “tam tam” mediatico creatosi in questi giorni era bene dire qualcosa sulle presunte apparizioni della “collina delle Apparizioni”. Il giornalismo serve a dare visioni plurime su un’unica questione cosicché ciascun lettore possa farsi la propria idea.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
