Medici che insultano le Forze dell’Ordine e ostacolano il trasferimento degli immigrati nei CPR.
Sembra incredibile ma siamo arrivati al punto che chi indossa un camice bianco, nel ravennate, insulta le Forze dell’Ordine, epiteta quanti indossano una divisa come “sbirri maledetti” e dice: “gli facciamo il culo”.
L’onorevole Alessandeo Morelli, “Lega”, esponente politico di Milano, sostiene che “nel ravennate almeno sei medici sono finiti sotto indagine con l’accusa di aver rilasciato certificati falsi o incompleti per evitare l’espulsione di immigrati irregolari”.
Dispiace dirlo ma, dopo la “pandemia” da Covid-19, gli iscritti all’Ordine dei Medici hanno alzato il tono, e hanno maturato un senso di evidente impunità.
I successori di Ippocrate si credono veramente “eroi”, in grado ed in diritto di dire qualsiasi cosa passi loro per la testa. Peccato poi tacere dopo i fatti recentemente accaduti nella Cardiochirurgia dell’Ospedale “Monaldi” di Napoli.

L’onorevole Morelli spiega che “nell’inchiesta sono finite anche chat tra alcuni sanitari, nelle quali comparirebbero frasi gravemente offensive nei confronti delle Forze dell’Ordine”.
Se così fosse ci sarebbe da auspicare che il Capo della Polizia, Direttore Generale di Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani, chieda al Governo di intervenire. Si deve metter fine agli Ordini Professionali che usano la loro posizione per colpire le Forze dell’Ordine e chi indossa una divisa.
Bene dice l’onorevole Morelli quando asserisce: “Se queste accuse fossero confermate, ci troveremmo davanti a un fatto gravissimo, che dovrà essere punito severamente”.
Con l’esponente del “Carroccio” si può solo dire: “Solidarietà alle Forze dell’Ordine”.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

SOLIDARIETÀ E AFFETTO ALLE FORZE DELL’ORDINE
Grazie Margherita
Si leggono situazioni grottesche, ma il ministero degli Interni, d’Intesa con la Difesa, potrebbbe avvalersi di soluzioni legittimissime, a disposizione che non pensa purtroppo di usare. Il Governo dovrebbe affidare questi accertamenti ai medici militari e il problema sarebbe automaticaamente risolto nella legalità
Caro Francesco, il ricorso alla Sanità Militare o alla CRI Militare sicuramente risolverebbe gran parte del problema.
Certo è che se non sono i giudici sono i medici ad ostacolare il processo di remigrazione.
Ci sono stati medici, probabilmente mosso dalla stesso spirito di umanità, la medicina non è tecnica ma arte che pone al centro l’umano e la sua insopprimibile dignità, che hanno firmato dichiarazioni almeno sospette per supportare in qualche modo chi non voleva vaccinarsi. Li redigevano con il plauso deli ambienti politici che ora criticano questi di medici, i cui toni e termini vanno sicuramente censurati, per quanto essi sia noti per effetti di intercettazioni di conversazioni private.
Piccola nota finale: il medico cristiano e democristiano Giovanni Borromeo che si inventò di sana pianta il Morbo K, nell’autunno del 1943, al Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, usata per proteggere ebrei e perseguitati dai rastrellamenti nazisti, tecnicamente contravveniva a una legge. Legalità e giustizia, in buona sostanza, non sono sempre sovrapponibili
Margrita, capisco la sua appartenenza democristiana (che personalmente mi fa ribrezzo) ma i medici non possono mai certificare il falso. Chi non voleva sierarsi doveva assumersi le sue responsabilità e le garantisco che era possibile. Ci voleva solo coraggio
Rovera,
più precisamente di definirei un cattolico-popolare apolide, posizione conseguente al superamento di un giovanile quartinternazionalismo (non so questo quale gradiente di ribrezzo ti provochi).
Rispetto al merito del mio commento, invece, permettimi di evidenziare che io portavo in campo un paradosso/domanda: la legalità è sempre giusta? Il medico è un funzionario o una competenza cosciente?