La Massoneria è condannata dal Magistero della Chiesa ma molti vescovi e cardinali fingono di non saperlo.
Nella giornata di ieri vi abbiamo parlato dell’ambigua lettera che l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha scritto alle comunità maomettane presenti nel territorio diocesano di cui egli è Ordinario.

Mario Delpini, che con molta probabilità riceverà la berretta cardinalizia da Robert Francis Prevost, è assai contestato nel mondo cattolico perché, come ben scriveva il direttore de “La Nuova Bussola Quotidiana”, Riccardo Cascioli, è anche in odor di ambigui rapporti con la Massoneria.
Il 15 febbraio 2024, Cascioli scriveva: “L’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, vuole dialogare con la Massoneria, ma con un pubblico ristretto e con il divieto di accesso alla stampa. Segno che lo spirito massonico della segretezza ha già contagiato il vertice della Chiesa ambrosiana”.
Da quando Jorge Mario Bergoglio si è affacciato alla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro – era il 13 marzo 2013 – la Chiesa Cattolica ha aperto “anzi spalancato le porte” alla Massoneria, sostituendo Dio con il Grande Architetto dell’Universo, la Santa Vergine con la Pachamama, la Dottrina con le scienze sociali, e così via.

Era sempre il direttore Cascioli a scrivere che “esponenti della Massoneria trovano puntuale spazio in ambienti cattolici, soprattutto da quando, esattamente otto anni fa, il 14 febbraio 2016, il cardinale Gianfranco Ravasi pubblicò sul Sole 24 Ore un articolo dal titolo eloquente: Cari fratelli massoni. Da allora le occasioni di incontro, promosse dalla Massoneria o da alcune diocesi, si sono moltiplicate, e crescono sempre di livello, come testimonia l’iniziativa di Milano”.
Sono tantissimi i Cattolici scandalizzati dalla posizione filo-massonica del Vaticano e delle sue articolazioni discendenti. Nelle Diocesi, infatti, sempre più di frequente si incontrano i massoni e si intavolano con loro ambigue conversazioni che hanno più il sapore dello zolfo che dell’incenso.

E’ incredibile che i vescovi continuino a voler dialogare con la Massoneria quando – come si è più volte ribadito – “la condanna della Massoneria da parte della Chiesa è ben nota (dal XVIII secolo sono quasi 600 i documenti magisteriali che vanno in questo senso), e riaffermata anche lo scorso novembre (2015 n.d.r.) con una risposta della Congregazione per la Dottrina della Fede che conferma il divieto per i cattolici di iscriversi a logge massoniche”.
Monsignor Mario Delpini, da sempre presule poco gradito al clero ambrosiano, ha una posizione assai ambigua nei confronti della Massoneria.
L’autore di “Cari fratelli massoni”, il cardinale Gianfranco Ravasi, anch’egli sacerdote ambrosiano, non ha mai fatto mistero di simpatizzare per “squadra a compasso”.
Evidentemente la “Mafia di San Gallo”, la nota Loggia di Massoneria Ecclesiastica che ha portato all’invalida elezione di Jorge Mario Bergoglio, ha tentacoli molto lunghi e presenti nei Sacri Palazzi.

Non si può che concordare con Riccardo Cascioli quando scrive: “La verità è che i gesti valgono molto più delle parole, ed è per questo che le logge massoniche, GOI in testa, sono molto interessate a questo dialogo: hanno tutto da guadagnare perché l’impressione che si dà all’opinione pubblica è che dopo secoli di condanne, ci sia non solo la possibilità di un confronto ma anche quella di condividere alcuni valori (pensiamo agli equivoci attorno al tema della “fraternità universale”). E oltretutto, invitata con il proprio volto in pubblici eventi si “ripulisce” l’immagine di una Massoneria setta segreta”.

Dinanzi ad ambigui vescovi come Mario Delpini, il Vaticano pensa a scomunicare e ridurre allo stato laicale il religioso fra Celestino della Croce, al secolo Pietro Follador, membro del “Sodalizio Sacerdotale Mariano”.
La sua colpa? Sostenere che l’elezione di Jorge Mario Bergoglio fosse nulla ed invalida.
Quali sanzioni canoniche per monsignor Mario Delpini, monsignor Antonio Staglianò, i Cardinali Francesco Coccopalmerio e Gianfranco Ravasi, da sempre vicini a “squadra e compasso”?
La domanda è ovviamente retorica.
Nessuno toccherà quanti dialogano con gli adoratori del Grande Architetto dell’Universo.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

GRAZIE ELIA, ARTICOLO PIÙ CHE VERO E CHIARO. W I GIORNALISTI CHE AMANO LA VERITÀ SENZA COMPROMESSI.
Grazie Rosetta. È il caso che la gerarchia sappia che non tutti i Cattolici sono disposti a tollerare ambiguità e sotterfugi.
Aggiungo anche , caro Elia, che ormai il vaticano ( e non dico la Chiesa di Cristo che a Roma non c’è più) mostra di avere comuni interessi con la massoneria e cioè di avere i suoi stessi obiettivi: si sa che i massoni non sono credenti, anzi un po’ satanisti; e si sa che gli islamici odiano i cattolici pur venendo in Italia a farsi mantenere e ad occupare spazi e scuole. È pressoché evidente che vaticano e Islam si uniscano nell’attentare all’identità culturale cristiana del popolo italiano. Ecco il perché del “todos todos todos” di bergogliana memoria! Tutti meticciati in un insensato branco di esseri umani senza valori, senza cultura, senza più una storia, pronti per essere aggiogati ad un’esistenza a basso valore e a basso costo, manodopera ottusa e manipolabile all’occorrenza. Se non ci svegliamo succederà! E i giornali e la tv ci aiutano con bugie e spettacoli che definire senza senso è dire poco; una vergogna senza fine.
Che Dio abbia pietà di noi e del nostro passato e ci aiuti a ricominciare
Cara Margherita, non posso che condividere. Non a caso esistono diversi legami tra maomettani e massoneria, specialmente nei Paesi coi soldi come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, …
Due appunti. L’ultima sentenza della Chiesa non fu il 2015 ma il 26/11/1983 e ripresa nel 1985 dall’ allora Cardinale Ratzinger come Prefetto della Dottrina della Fede.
Il secondo appunto, come più volte detto dal dott. Cionci, la pulizia nella Chiesa potrà avvenire solo dopo il ricoscimento della sede impedita di SS Benedetto XVI . Il quale, sapendo e conoscendo la situazione in cui versava la Chiesa, ha portato i falsi pastori a metterlo a loro insaputa
Con tutto il rispetto per il collega da lei citato ma la questione è ben antecedente alla Sede Impedita.