Leone XIV punta su nuove Canonizzazioni. A Torino, il Cardinal Repole se la prende con l’Istituto del Verbo Incarnato.
Nello Stato della Città del Vaticano, il 13 giugno scorso, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, dopo la recita dell’Ora Terza, Robert Francis Prevost, Leone XIV, ha presieduto il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione di alcuni Beati.
Il Vaticano ha così stabilito che l’Arcivescovo armeno cattolico di Mardin, martire, Ignazio Choukrallah Maloyan, il Laico e catechista, martire, Peter To Rot, la Fondatrice dell’Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona, Vincenza Maria Poloni, la Fondatrice della Congregazione delle Serve di Gesù, Maria del Monte Carmelo Rendiles Martinez, la Religiosa professa della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Maria Troncatti, il Laico, José Gregorio Hernandez Cisneros, il Laico del Terz’Ordine di San Domenico, Pier Giorgio Frassati, il Laico, Bartolo Longo, saranno elevati all’onore degli altari e saranno Santi della Chiesa Cattolica Romana.
Nella medesima occasione, Leone XIV ha decretato che domenica 7 settembre 2025 vi sarà la Canonizzazione di Piergiorgio Frassati e di Carlo Acutis.
Tutti gli altri saranno Canonizzati ed iscritti all’Albo dei Santi domenica 19 ottobre 2025.
Nomi importanti, storie gloriose, esempi fulgidi da seguire.
Nel frattempo, a Torino, il Cardinale Roberto Repole ha deciso di liberarsi dei sacerdoti dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE).
Il professor Carlo Bravi, esponente del “Popolo della Famiglia” e già candidato sindaco di Ivrea, ha dichiarato: “In questi anni il “Popolo della Famiglia” ha avuto modo più volte di riscontrare con i Padri dell’IVE una piena sintonia nella difesa dei valori ‘non negoziabili’ della difesa della Vita, della Famiglia e della Libertà Educativa dei genitori per i propri figli, costituendo quindi in città un punto di riferimento solido e concreto per la promozione di tali valori”.
Parole senz’altro importanti che, però, sembrano non interessare il Cardinal Repole, noto per la sua intransigenza e per la sua poca capacità di ascolto.
Ciò nonostante il prof. Bravi ha continuato: “ci sembra che i Padri dell’Istituto del Verbo Incarnato abbiano tutti i titoli per essere riconosciuti come seguaci e testimoni autentici e credibili del Salvatore, e figli eletti della Sua Chiesa. Attendiamo dunque fiduciosi un esito positivo della petizione avanzata da tanti fedeli della Diocesi a favore dei Padri dell’IVE”.
Mentre Leone XIV si prodiga per far conoscere figure degne di imitazione, il Cardinale Arcivescovo di Torino cerca di liberarsi di quei sacerdoti che seguono la vera e Sana Dottrina, ed insegnano l’unica vera Fede.

Buon pomeriggio redazione sono un parrocchiano di Maria Madre della Chiesa, sono molto dispiaciuto che il nostro cardinale Repole, diocesi di Torino non vuole rivedere le sue decisioni a riguardo della espulsione di 6 religiosi del verbo incarnato…la Diocesi di Torino dice mancanza di sintonia coi padri,faccio notare che noi siamo presenti in tanti diocesi internazionali,basta vedere il nostro Parroco Romanelli presente a Gaza rischia ogni giorno la vita come le nostre suore,noi che abbiamo la fortuna di averli nella diocesi, la Diocesi ha deciso di cancellare questi sacerdoti e suore che operano diversi anni a Torino….io credo che il nostro caro cardinale Repole possa capire ed aprire il cuore a loro…almeno ripensare e rivedere le sue decisioni…grazie mille