La “Lega” trionfa in Veneto con un notevole 36%. Quale futuro per Luca Zaia?

Abbiamo atteso qualche ora. La prudenza, nelle analisi post-elettorali, è d’obbligo.
L’analisi riguarda le Elezioni Regionali del Veneto del 23 e 24 novembre scorsi.
Molti analisti, complice il fatto che il partito a guida della coalizione di governo è “Fratelli d’Italia”, paventava una “scoppolata” per la “Lega” di Matteo Salvini.
Il motivo di questa previsione era dettato dal fatto che Salvini era riuscito ad ottenere il candidato presidente, Alberto Stefani, dopo 15 anni di Governo Zaia, e si pensava che avrebbe fatto flop.
Ciò nonostante la “Lega” ha ottenuto ottimi risultati ponendo Luca Zaia capolista in tutti i collegi.
Il partito del Governatore uscente ha ottenuto il 36.4% delle preferenze espresse mentre il partito della Premier si è fermato ad un dignitosissimo 17.5%.

Se confrontiamo questo risultato con quello delle Elezioni Europee 2024 possiamo vedere che “Fratelli d’Italia”, in Veneto, è passato dal 37.58% al 17.5% odierno. La “Lega”, all’inverso, è passata dal 13.15% al 36.4%.
Diciamo subito che il paragone tra Elezioni Regionali ed Elezioni Europee non ha senso alcuno perché sono due realtà diverse, con competenze differenti, con programmi tutti da studiare.
Ciò che balza agli occhi di chi fa cronaca, invece, è il potere politico e l’appeal elettorale di Luca Zaia che, con la sua “Lista Zaia”, alle Elezioni Regionali 2020, aveva ottenuto il 44.57% delle preferenze dell’elettorato veneto.
Dopo il risultato del Veneto, il leader della “Lega”, Matteo Salvini, ha rialzato la cresta e farà di tutto per ottenere il prossimo candidato per la carica di Governatore della Lombardia. Come ha trionfato in Veneto potrebbe farlo anche nella sua Lombardia.
La “Lega” vuole tenersi stretta il Pirellone di Milano e vuole dare continuità a quanto fatto da Attilio Fontana.

“Fratelli d’Italia” non sarà facile da convincere perché Giorgia Meloni ha una smania di protagonismo ben nota. In Lombardia, poi, ci sono nomi più che autorevoli nel partito con la fiamma nel simbolo.
La “Lega”, se vorrà primeggiare, dovrà lavorare bene sulla questione russo-ucraina e sulla questione israelo-palestinese.
Giorgia Meloni, con il suo appoggio incondizionato a Volodymyr Zelensky ha scontentato molti elettori, su questo dovrà far leva il Segretario della “Lega Lombarda”, Massimiliano Romeo.
C’è ancora un po’ di tempo per le votazioni nella terra lombarda ma in politica – si sa – non è mai troppo presto per preparare ed impostare la campagna elettorale.

Una sana competizione va bene, ma non bisogna scherzare troppo perché ci sono gli oppositori di sinistra che si fregano le mani se la competizione a destra danneggiasse l’armonia tra Meloni, Salvini e Tajani. La Meloni ha fatto male a sostenere Zelenski per non aver grane con la UE. Se avesse detto alla megera Ursula che gli italiani non vogliono più avere a che fare con la guerra e avesse stoppato gli aiuti, avrebbe preso lei i voti di Salvini, malgrado l’amato Zaia. Tenere i piedi in troppe scarpe non fa bene a nessuno
Grazie Margherita, come sempre analisi lucida, logica e frizzante.