Missili e droni a basso costo hanno reso obsolete le grandi flotte aeronavali?
15/9/2025. Ultime dal Cremlino: «La Nato è di fatto in guerra con la Russia». Pessima anticipazione di uno scenario che già si era manifestato sia con dichiarazioni che con i recenti sconfinamenti in Polonia e in Romania. La notizia è giunta mentre il redattore stava completando il pezzo a seguire.
Il dominio del mare e dell’aria, scaturito dagli scenari della 2ª guerra mondiale, ha incoronato le portaerei come unità di supremazia strategica. Ultimamente però, i conflitti in corso hanno promosso tipi d’arma meno sofisticati, quanto minacciosi anche per le grandi unità navali.
Senza l’ombrello USA, la NATO può schierare limitati gruppi aeronavali da parte della Francia, del Regno Unito e dell’Italia. Per contro, la Russia non ne possiede, ma in spazi marini ristretti, quali il Mediterraneo, il Mar Nero, il Baltico e il mare del Nord, potrebbe non essere uno svantaggio, anzi.
I nuovi sistemi missilistici e i droni manderanno in pensione le portaerei?
A tutt’oggi, i gruppi d’attacco aeronavale restano ancora elementi fondamentali della strategia militare, soprattutto per le grandi potenze oceaniche come gli Stati Uniti, la Cina e in misura minore il Regno Unito, la Francia e l’India.
Nondimeno, la loro importanza strategica e vulnerabilità operativa sono cambiate in modo significativo negli ultimi decenni. Gli sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina consumati nel Mar Nero, infatti, hanno causato pesanti perdite della marina russa a fronte di nuove armi ucraine a controllo remoto, evidenziando la vulnerabilità delle grosse navi a fronte dei piccoli ordigni di nuova generazione.
Dunque, in uno scenario che purtroppo vede il mondo in progressiva tensione, con sciagurate previsioni di una guerra totale entro il 2027, un approfondimento e una ricerca su più fonti IA si sono condensate intorno alla seguente domanda:
Le portaerei sono ancora un deterrente oppure un obiettivo da salvaguardare?
Sequenza di analisi
- Proiezione di potenza globale
- Una portaerei è una base aerea mobile che può operare ovunque, anche lontano da basi amiche. Questo consente interventi rapidi in zone di crisi.
- Capacità multi-missione
- Le portaerei moderne non servono solo per attacchi aerei, ma anche per missioni di sorveglianza, guerra elettronica, attacchi missilistici e operazioni speciali.
- Deterrenza politica e militare
- La presenza di una portaerei in una regione è un messaggio potente (es. nello Stretto di Taiwan o nel Mar Cinese Meridionale).
- Superiorità aeronavale
- Le portaerei offrono superiorità aerea in scenari dove le basi terrestri non sono disponibili o vulnerabili.
Attuali limiti e nuova vulnerabilità
- Missili ipersonici e anti – nave
- Armi come i missili cinesi DF-21D o DF-26 (“carrier killers”) rappresentano una minaccia crescente. Questi missili a lungo raggio e alta precisione potrebbero colpire una portaerei prima che possa reagire.
- Droni e guerra asimmetrica
- Sciami di droni economici e armi autonome rappresentano una nuova categoria di minaccia difficile da neutralizzare completamente.
- Cyberattacchi
- Le portaerei sono sistemi complessi, con reti digitali critiche. Gli attacchi informatici potrebbero comprometterne i sensori o i sistemi di comando e controllo.
- Costo elevatissimo
- Una singola portaerei americana di classe For costa oltre 13 miliardi di dollari, senza contare il gruppo d’attacco (cacciatorpediniere, sottomarini, logistica). La loro perdita sarebbe una catastrofe economica e politica.
- Tracciabilità satellitare
- Le tecnologie di sorveglianza spaziale rendono difficile nascondere i movimenti di una portaerei, riducendo il vantaggio della sorpresa.
In conclusione
Ancora centrali, ma più vulnerabili: le portaerei continuano a essere strumenti chiave nelle strategie militari moderne, ma devono essere impiegate con maggiore cautela, integrate in reti di difesa sofisticate e supportate da nuove tecnologie (droni, stealth, guerra elettronica). Le marine moderne però stanno evolvendo il concetto di “flotta d’attacco”, puntando su maggiore distribuzione (es. droni navali, sottomarini, fregate autonome) per compensare la vulnerabilità delle unità principali.
Ragionando umanamente su opinioni e dati fin qui ricavati
Le recenti evoluzioni che hanno visto i tre autocrati asiatici: Putin, Kim Jong–un, Xi Jinping e alcuni membri della BRICS, riunirsi a Pechino per disegnare un Altro Ordine Mondiale è un segnale che sta intimidendo la Vecchia Europa, e la sua dispersiva democrazia, di colpo orfana e fragile, dopo la spaccatura della NATO e la politica suicida applicata all’Occidente dall’affarista della Casa Bianca.
In poco tempo gli equilibri tra blocchi e Stati, sono saliti di tono, fino a disegnare uno scenario ben descritto dell’ultimo discorso del presidente Mattarella tenuto in Slovenia, dove paragonava l’attuale clima mondiale ai preludi bellici del 1914.
Il buon senso e la ragione si rifiutano di immaginare altro, però…
C’è aria di una resa dei conti tra un presuntuoso Vecchio Ordine Mondiale e il suo ingombrante segno del $, e fette del mondo che hanno atteso pazientemente il loro turno.
Uno scenario latente, accelerato dall’avvento del pittoresco Trump, che ha regalato l’Europa alle mire di Putin, potenziando l’alleanza con l’Australia nel settore indo Pacifico. Area in cui la Cina guarda oltre Taiwan, ampliando la sua influenza sugli arcipelaghi dell’area, da ottant’anni avamposti degli Stati Uniti, dove anche Filippine, Giappone e Corea del Sud, nemici storici del Dragone, non stanno vivendo sonni tranquilli.
Un confronto oceanico, dove sommergibili e gruppi d’attacco basati sulle portaerei ricoprono ancora un ruolo fondamentale, sebbene l’avvento di nuovi missili e droni, imponga un ripensamento, sia del raggio d’azione che nella difesa delle grandi unità di squadra.
Le marine militari ne stanno prendendo coscienza
Diverse le strategie nel Mediterraneo, quanto il Baltico e specchi d’acqua più contenuti, dove una portaerei di squadra risulta più un bersaglio che un deterrente, come è stata fino adesso.
L’Europa “quasi” Unita, democratica e dormiente sui suoi 80 anni di pace & libertà, si è risvegliata debole, obbligata ad aggiornare le spese per la difesa. Di certo, quella bellica è la prima economia in USA e nel Triunvirato Asiatico. Ogni nuovo conflitto ha generato un riarmo, con lo scopo di sterminare il maggior numero di uomini del campo avverso, per mare e per terra. Il vincitore ha sempre sfoggiato il prodotto distruttivo migliore. Un argomento tanto abietto e ripugnante da affrontare, quanto impossibile da ignorare. Purtroppo, non adesso, augurandoci di non andare oltre.
Le porta-droni, prossime new entry nelle flotte del XXI secolo
Prossimamente, sull’evoluzione areo-navale: l’avvento delle “Porta–droni”. Doveroso aggiornamento delle Marine Militari destinate a operare in scenari geografici “minori”, quali quella Italiana, che si sta portando avanti con il progetto della Sciamano.

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