16/10/2025: la FAO commemora a Roma l’80º anniversario della propria missione. Il significato delle parole…
All’evento hanno partecipato il presidente Sergio Mattarella, Papa Leone XIV, la premier Giorgia Meloni, unitamente al direttore generale della FAO, Dongyu, il re Letsie III del Lesotho, ambasciatore Speciale FAO per la Nutrizione, la regina Letizia di Spagna, ambasciatrice FAO per la Nutrizione, la Principessa Basma Bint Ali di Giordania, ambasciatrice FAO per il Medioriente e Nord Africa, insieme alle più alte cariche del Fondo internazionale per lo Sviluppo Alimentare.
Come sempre, interventi di certo spessore, per certi versi anche quasi banali, così imposti dalla loro dovuta drammaticità. Puntuale la voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato le vittime per carestia e le sofferenze delle migliaia di Gazawi, descrivendo il pronto intervento con l’invio di oltre 100 t di aiuti alimentari, ora che finalmente la tregua nella Striscia sembra poterlo permettere.
Gaza: uno tra i tanti argomenti legati alla drammaticità della fame nel mondo. La realtà più recente, una di tante nella cruda, spietata storia del Mondo.
Già nella Bibbia lo sterminio per fame è condannato in Isaia 51 e nei Salmi 36-37 che maledicono gli empi, nemici del Signore. Il Termine Olocausto invece, deriva dalla parola greca “olah”, ed è legato al sacrificio di un animale consumato dal fuoco, dato in offerta a Dio. Il sostantivo ha ampliato il suo significato, impiegato in modo “improprio”, per indicare lo sterminio degli ebrei durante la 2ª guerra mondiale, e tale è arrivato a noi, anche se lo sterminio è indicato in numerosi passaggi dell’Antico Testamento, volume in cui carestia e genocidio sono eventi punitivi menzionati in più punti.
Termini giunti fino a noi e adoperati in varia guisa, soprattutto il genocidio, per il quale serve un riconoscimento “ufficiale” giuridicamente riconosciuto in base ad alcuni elementi:
- intento (“intent”): la prova che le autorità hanno voluto distruggere — in tutto o in parte — un gruppo protetto;
- azioni concrete: uccisioni, danni gravi fisici o mentali, condizioni di vita che portano a distruzione fisica, misure per impedire nascite, trasferimento forzato di bambini, ecc.;
- procedimenti giudiziari o riconoscimenti internazionali: Corte Internazionale di Giustizia, Tribunale Internazionale, Commissioni d’inchiesta, risoluzioni ONU ufficiali.
Nella drammatica carestia che ha coinvolto la popolazione della Striscia di Gaza, in molti casi il termine genocidio è stato abbinato alla tragedia umana che si spera abbia raggiunto un punto d’arrivo.
Un termine che ha contribuito a scaldare animi spontanei e schieramenti politici delle libere democrazie occidentali. Indagare perciò sulla sua legittimità è cosa interessante e dovuta. Occorre un precedente con cui misurarsi, e purtroppo esiste nella sua crudele immensità.
L’Holodomór & la striscia di Gaza
L’Holodomór (1932-33) è il peggior genocidio per fame riconosciuto dalla storia più recente. Paragonarlo alla crisi umanitaria di Gaza è complesso, tuttavia è possibile fare un conforto per capire se esistano similitudini strutturali o intenzionali tra le due tragedie dell’umanità. La prima quasi dimenticata dagli “interessi storici” & negli sviluppi geopolitici susseguenti alla 2ª Guerra Mondiale. La seconda, d’attualità.
- Contesto storico e intenzionalità
Holodomór (Ucraina, 1932-33):
- Fu una carestia artificiale, provocata dalle politiche di collettivizzazione e requisizione forzata del grano imposte da Stalin ai Kulaki, i proprietari terrieri dell’attuale Ucraina.
- Gli storici concordano che l’URSS impedì attivamente ai contadini ucraini di accedere al cibo, deportò nei Gulag 600.000 uomini in buona salute, confiscò raccolti e sigillò i confini per impedire la fuga alle famiglie rimanenti, causando 5-6 milioni di morti, soprattutto tra vecchi e bambini.
- Molti studiosi (e vari parlamenti) riconoscono l’Holodomór come un genocidio, inteso come atto intenzionale per distruggere una popolazione nazionale.
Crisi di Gaza (dal 2023):
È il risultato di un conflitto armato prolungato, con blocchi, bombardamenti e restrizioni alle importazioni di beni, incluso cibo e carburante.
- Organizzazioni internazionali come ONU, OMS e CICR, a partire dalla metà del 2024 hanno denunciato una crisi umanitaria gravissima, in cui la popolazione civile soffre insicurezza alimentare estrema;
- tuttora, il termine “carestia” in senso tecnico è usato con cautela: la situazione è indotta dal conflitto e dal blocco, non (almeno ufficialmente) da una politica dichiarata di sterminio tramite fame, quanto piuttosto a un crimine di guerra prolungato.
- Sviluppi del conflitto nella striscia Gaza
Il 1º settembre 2025, l’International Association of Genocide ha adottato una risoluzione secondo cui le azioni israeliane nella Striscia di Gaza includono la definizione legale di genocidio. Tra gli elementi citati: attacchi contro civili, negazione dell’aiuto umanitario, spostamenti forzati, condizioni di vita che calcano alla distruzione del gruppo. Nel 2025 anche il Sud Africa ha intentato una causa davanti alla Corte Internazionale di Giustizia contro Israele, accusandolo di genocidio. (CNN)
- Similitudini possibili
Alcuni studiosi e osservatori trovano analoghi meccanismi di controllo del cibo come strumento di guerra o repressione:
- In entrambi i casi, il blocco o la requisizione del cibo è usato come mezzo di coercizione politica o militare.
- In entrambi i contesti, la popolazione civile è collettivamente punita per scopi strategici.
- Entrambi gli episodi mostrano la strumentalizzazione della fame come forma di violenza politica.
- Differenze fondamentali
- Intenzionalità genocidaria:
L’Holodomór è documentato come un atto pianificato per colpire un gruppo nazionale (gli ucraini).
Nel caso di Gaza, il dibattito è ancora aperto: diverse organizzazioni e tribunali internazionali indagano se le azioni israeliane costituiscano crimini di guerra o genocidio, ma non vi è ancora un consenso giuridico. - Scala e durata:
L’Holodomór uccise circa 5 milioni di persone in meno di due anni. A Gaza, pur con migliaia di morti e sofferenze immani, le dinamiche sono di guerra contemporanea e di assedio, non di un progetto a sfondo agricolo o economico sistematico. - Contesto politico:
L’Holodomór avvenne in un contesto di dittatura interna; Gaza si trova in un contesto di conflitto internazionale e occupazione militare.
In sintesi, mentre a Roma si pongono vecchi e nuovi intenti per alleviare la fame nel mondo, si può affermare che esistono analogie funzionali, nel senso che…
la fame viene usata come arma di controllo politico o militare.
In ogni caso, equiparare l’Holodomór e Gaza è storicamente e giuridicamente improprio, perché l’uno fu un genocidio pianificato dall’interno dello Stato sovietico; l’altro è una crisi umanitaria da conflitto e assedio, un crimine umanitario tuttora oggetto di valutazione.
Non è facile stabilire con precisione quali crisi in corso possano già essere riconosciute come genocidi sia per gli intenti, sia per gli organi designati alla valutazione. Tuttavia, esistono scenari molto discussi, in cui governi, ONG, ed esperti accademici hanno sostenuto che alcune azioni in corso potrebbero costituire genocidio.
Alcuni casi sotto osservazione
- Sudan (RSF vs altre popolazioni)
Gli Stati Uniti hanno dichiarato che il gruppo paramilitare Rapid Support Forces sta commettendo crimini che includono attacchi deliberati contro civili, violenza sessuale, ostacolo all’accesso alle risorse vitali, e uccisioni su base etnica. - Rohingya in Myanmar
Il trattamento della minoranza Rohingya è stato definito “genocidio” da varie nazioni e da organismi internazionali. Distruzione di villaggi, uccisioni, persecuzioni, esodo massiccio, violenza strutturale sono componenti ampiamente documentati. (The Guardian)
Amara conclusione
A Occidente si dimentica spesso dell’olocausto destinato ai nativi delle Americhe. Centinaia di milioni di persone sottomesse alla “ingordigia della razza bianca” e alla sua cristiana cultura.
Fu più di un genocidio per fame abbattere 50 milioni di bisonti per sottomettere le tribù degli Sioux Lakota.
60 milioni di morti nel Congo belga a cavallo del XIX e del XX secolo.
Stragi di popoli e definirle olocausto o genocidio non cambia la sostanza.
Questo e altro nelle coscienze della razza umana. La FAO cerca il perdono. Dio o il futuro, chi dei due emetterà l’ultima sentenza?

Una analisi tanto sconcertante quanto, purtroppo, condivisibile. A mio modesto avviso emerge il dubbio relativo al concetto di “umanità” … e alla sua implicita connotazione positiva che troppo spesso si scontra con l’evidenza dei fatti. Carlo Sartoris dipinge un quadro dai toni sghiaccianti, adatto a una rappresentazione in stile “inferno dantesco”… eppure è tutto drammaticamente vero!
Dimenticare quello che è stato fatto agli Indiani d’America o quello che avviene, o è accaduto, in tutto il mondo è un gesto imperdonabile.
La Storia sembra non aver insegnato nulla… e questo è ancora più grave.
Grazie Carlo!