Un momento di malinconica ironia applicata ai “tempi moderni” di guerra e pace!?
23/1/2026: ad Abu Dhabi vertice Usa-Russia-Ukraina. 23/1/2026 presentato a Davos il Board of Peace per la Striscia di Gaza. Club privato di mister Trump: 20 presenti, ma più Vassalli in coda alla corte del Re, pronti per aderire, invitato pure il Papa. UE non pervenuta, ONU… In rottamazione? Dalle Alpi svizzere si delinea un Nuovo Sceriffo Mondiale a roboanti stelle & strisce.
Molta ambiguità, epitaffio della NATO sussurrato forte. Zelensky, ingrata superstar, manda a scuola l’Europa. Groenlandia è cosa fatta? C’è del “casino” nel regno di Danimarca…
In pochi giorni questo Vecchio Mondo rimbalza e saltella nelle mani di pochi diavoli che puntualmente risorgono dal passato. Commentare avvenimenti che in tre giorni scatafuttano metà del Globo e ottant’anni di storia transatlantica è cosa ardua. Anche perché domani potrebbe ritornare a mescolarsi il “mazzo di carte” e le alleanze scambiarsi di ruolo.
L’obiettivo di conquistare il mondo era già un Risiko di molti anni fa. Uno tra tutti lo aveva già capito. Dunque mi viene da pensare: “che cosa inventerebbe oggi il padre Charlot?”
Se oggi Charlie Chaplin fosse in giro avrebbe un bel da fare. È lecito supporre che l’inarrivabile comico inglese incollerebbe i baffetti hitleriani di Adenoid Hynkel a due maschere grottesche: una con lo sguardo glaciale da ex agente del KGB, l’altra con il ciuffo biondo dell’impresario Yankee e poi, girando un: “I grandi dittatori” a suon di fox-trot, li farebbe giocare con una nuova palla a forma di “esplosivo”… vecchio mondo.
Anche nel “Grande Dittatore” i protagonisti erano due e il pallone era un delirio gonfiabile, leggero, fragile, che scoppiava al primo gesto di Hynkel. Oggi quel pallone è diventato un globo più pesante, un dedalo di contesi confini, conflitti, gasdotti, missili, sanzioni e tweet. E i protagonisti ultrasettantenni, lo palleggiano con l’aria mordace e dissimulata di chi non sta giocando affatto, pur sapendo che dentro quel pallone ci siamo tutti.
Uno è l’ultimo Zar che cala da est, l’altro è il simbolo del vizioso Occidente, ma la partita è la stessa: spartirsi il tavolo, riscrivere le regole, spostare le armate come pedine colorate. L’ONU resta in un angolo, inutile regolamento del gioco che nessuno legge più. I diritti umani sono carte usurate, buone per accendere il sigaro cubano. Le alleanze si fanno e si disfano come castelli di sabbia, mentre i popoli del mondo si sorbiscono il film, domandandosi se sta andando in onda una commedia o la pantomima di una tragedia.
Chaplin avrebbe strappato qualche sorriso con quella sua tagliente malinconia. Ma avrebbe saputo sottolineare con sarcasmo il triste fine del gioco; due vecchi signori con gli stivali che purtroppo si stanno dividendo il mondo tirandolo a sé come due bambini con un giocattolo. Forse il grande Chaplin avrebbe fatto sfuggire il globo dalle loro mani, facendolo rotolare sul pavimento; attimo di pathos quasi ridicolo, finché il pallone non rimbalza più, ma scompare in un fungo nucleare.
Una triste verità nel sarcastico scherno: gli incartapecoriti e vetusti autocrati, infantili e capricciosi non stanno giocando a dividersi il mondo, lo stanno facendo davvero, con il cipiglio di lasciare un indelebile segno nella storia e magari ambire al premio Nobel per non aver fatto rimbalzare il mondo fino in fondo. Chissà come avrebbe dipinto i due vecchietti terribili quel Charlie Chaplin che ci manca assai.
Ucraina, Venezuela, Iran, Medioriente, Groenlandia, dazi e Taiwan. Quanti spunti per far saltare un mondo già riscaldato dall’effetto serra. E al centro del gioco: potere & petrolio. È un mondo che trabalza e piroetta nel gioco ambiguo dei protagonisti e noi, spettatori dietro agli schermi, a contemplare i grandi dittatori trastullarsi col vecchio Pianeta Vivente, l’unico ad esserlo in questo sistema Solare.
Un paio di esaltati che si contendono la palla con lo sprezzante atteggiamento di chi vuole riscrivere la storia e nuove regole; scettro legale del comando, soppiantando il vecchio Ordine, divenuto un limite. Due vecchi che incarnano giovani invasori, dimenticando l’età portatrice di saggezza, rispolverando scenari di conquista che non hanno mai restituito gloria.
Perciò, sia concesso all’autore questo spiffero di satira ispirato dai tempi. Putin e Trump, protagonisti di una nuova farsa globale: stavolta sono in due con un unico pallone: uno spinge, l’altro lo rilancia, fa parte del copione. Ma il pubblico non ride più come nel 1940. Il “grande dittatore” ha fatto scuola, il popolo rammenta come andò a finire.
Nel finale de “Il Grande Dittatore” il discorso all’Umanità di Charlie Chaplin è un messaggio Universale e Senza Tempo contro ogni forma di tirannia, schiavitù e oppressione, evidente o camuffata che sia. Un profondo discorso di pace globale. Niente di tutto questo trapela dalle cronache dei vertici di Davos, solo muscoli e dettami economico-militari al resto dell’umanità.
Abusando dell’ipotesi, forse oggi Charlie Chaplin concluderebbe facendo esplodere il pallone. Drammatico finale per ricordarci che il mondo non è un giocattolo, e che certe tragiche-commedie, finiscono male.
Ed è qui che il delirio si blocca. Si tratta solo di uno scenario grottesco preso in prestito dal redattore di questo pezzo semiserio e inattendibile, che andando gli ha preso “la mano”, trasportandolo nei panni di Clavero, nell’ultimo atto di “Luci della ribalta”, metaforico finale, colpo di teatro che in qualche modo si incastra… o ci incastrerà. Un finale col botto!
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In tutto ciò bello il discorso del Premier Canadese Carney sul peso delle potenze medie, una boccata di buon senso e saggezza, un discorso da leader del 2026 non da leader del 39…
L’umanità sta distruggendo sé stessa, morto un Trump o un Putin se ne fanno altri. Speriamo solo che si sbrighi, per il bene del resto del mondo.
80anni di storia e di regolamenti,( magari non funzionanti alla perfezione ma che in qualche modo ci proteggevano) buttati nella spazzatura, che dire…non ci rimane che sperare nel karma!
Che dire.
Ogni giorno il ciuffogiallo supera se stesso con trovate sempre nuove( ma sempre uguali in realtà !tu chiamale se vuoi “ossessione di potere”) ; ora ha pure autorizzato trivellazioni in Alaska, proprio adeguandosi all’allarme degli scienziati e della gente di buon senso, che mettono in guardia contro ulteriori devastazioni all’ambiente. Ormai anche i bambini delle scuole elementari sanno che i ghiacci si stanno sciogliendo e che questo sta già comportando conseguenze irreversibili su tutto il nostro povero pianeta. E sappiamo tutti che bisognerebbe adottare misure, almeno per frenare il processo…
Ma lui un po’ nega, un bel po’ se ne frega!
Nel frattempo blatera di pace, vuole il Nobel e dice altre facezie, che però non fanno ridere, come appunto afferma l’autore dell’articolo, anzi pesano come macigni.
E, sempre nel frattempo, l’altro aspirante padrone del mondo, crudelik, sordo ad ogni proposta non solo di pace ma anche di tregua, continua ad uccidere ,anche civili, anche bambini, anche poveri minatori che tornano dal loro miserevole lavoro.
Anche nella striscia dell’odio la strage prosegue. Altri dittatorini,forse di minor portata geografica ma non meno pericolosi e pazzi, continuano la loro opera di distruzione, di genocidio.
Già, poi c’è l’Iran, in fiamme, dove i i bravi religiosissimi capi di stato cercano di spegnere l’incendio buttandoci dentro altro petrolio…
E poi nel mondo tutti gli altri…di cui spesso non sappiamo neppure.
Meritiamo l’estinzione.
Forse dopo, quando finalmente non ci sarà più la creatura più mostruosa, distruttiva e autodistruttiva mai apparsa sulla terra, forse allora tutti gli altri suoi abitanti respireranno!
Mi scuso per l’esagerato ottimismo, ma la penso così.