Violenza nelle strade, incendi di case dove sono ospitati stranieri, rabbia e proteste contro la polizia con lancio di oggetti, l’Irlanda del Nord sembra essere ripiombata di colpo indietro negli anni quando gli scontri tra le organizzazioni paramilitari cattoliche e protestanti mettevano a ferro e fuoco le città. Allora come oggi le strade sono in fiamme e la gente è terrorizzata, oggi a Belfast è caccia allo straniero.
La polizia ha incriminato un uomo sudanese di 30 anni per tentato omicidio dopo un violento accoltellamento che ha lasciato la vittima in gravi condizioni con ferite profonde alla testa, al collo e agli occhi. Le immagini dell’aggressione si sono diffuse rapidamente sui social media, suscitando forte indignazione pubblica.
Nella serata successiva sono scoppiate proteste che in diversi quartieri sono degenerate in violenze. Secondo le autorità e i media internazionali:
- gruppi di manifestanti mascherati hanno incendiato auto, autobus e cassonetti;
- alcune abitazioni ritenute occupate da immigrati sono state attaccate e date alle fiamme;
- la polizia è stata bersaglio di lanci di oggetti;
- diverse famiglie hanno dovuto essere evacuate per motivi di sicurezza.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito le scene di violenza “scioccanti e completamente inaccettabili”, promettendo che i responsabili saranno perseguiti. Anche la First Minister dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, ha condannato gli attacchi contro le famiglie e le proprietà prese di mira.
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