In Venezuela è detenuto un italiano, dal 15 novembre 2024, e non si sta alzando il polverone che si è alzato quando Ilaria Salis era detenuta in Ungheria.
In Italia ci si è dati un gran da fare per liberare Ilaria Salis dalla detenzione in Ungheria.
Lo stesso non si è fatto – e non si sta facendo – per liberare Alberto Trentini, cittadino italiano e operatore umanitario che il 15 novembre 2024 “è stato fermato a un posto di blocco in Venezuela mentre lavorava per una ONG internazionale”.
A differenza di Ilaria Salis che – anche grazie ad un padre che compariva in tutte le trasmissioni del palinsesto televisivo – è stata liberata in tempi celeri e che oggi è Deputato al Parlamento Europeo con “Alleanza Verdi Sinistra”, Alberto Trentini “da allora non ha potuto avere alcun contatto con la sua famiglia, i suoi avvocati e i rappresentanti consolari”.
Secondo “Medicus Mundi Italia” che sta seguendo la vicenda, “Alberto è privato di ogni libertà e diritto, da mesi è completamente isolato dal mondo esterno”.

Su “change.org”, nota piattaforma di petizioni, è partita una raccolta firme dal titolo “Per il ritorno a casa di Alberto Trentini” nella quale gli attivisti scrivono: “Chiediamo alle istituzioni italiane, europee e alle Nazioni Unite il massimo impegno e di agire con urgenza per ottenere il suo rilascio immediato e la piena tutela dei suoi diritti fondamentali; assicurare regolare assistenza consolare, legale e medica; permettere contatti regolari con i familiari, avvocati e rappresentanza consolare”.
Richieste di assoluto buon senso che trovano l’appoggio di molte persone. Non si capisce – senza voler polemizzare – per quale motivo il Governo e il Parlamento Italiano non parlino mai di questo caso.
Alberto Trentini, un nostro connazionale, “si trovava in Venezuela per svolgere il suo lavoro come operatore umanitario sul campo, una missione che negli ultimi vent’anni lo ha visto impegnato con professionalità e dedizione”.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, metta in moto la diplomazia di cui è capace, senta il suo omologo venezuelano e faccia di tutto perché il nostro connazionale possa tornare in Patria.
Allo stesso modo, il mondo dell’informazione, l’Ordine dei Giornalisti, il mondo dell’editoria, anziché correre dietro al gossip, al chiacchiericcio, alle voci di corridoio, si occupino delle cose che attengono alla vita dei cittadini, al rispetto degli italiani, alla sovranità di un Paese.
La pronazione che l’informazione italiana ha verso il governo dittatoriale, autoritario, di Nicolas Maduro è vergognosa ed imbarazzante.

L’ennesima figura di un’Italia “Repubblica delle banane”, di
con tanti pesi e tante misure quanti siamo gli Italiani. Poveri noi!
Carissimo Claudio, hai perfettamente ragione. Nel mondo l’Italia è diventata come Masaniello