Guido Crosetto, Ministro della Difesa, scrive alle Famiglie dei Caduti in Afghanistan dopo le vergognose parole del Presidente USA, Donald J. Trump.

In questi giorni il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, “Fratelli d’Italia”, facendo seguito a quanto fatto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, ha scritto alle Famiglie dei nostri soldati Caduti in Afghanistan.
Crosetto e Portolano lo hanno fatto dopo che il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump, aveva offeso la memoria dei nostri Caduti in terra Afghana.
Con data 2 febbraio 2026, la missiva del Ministero della Difesa riporta: “Scrivo a voi con il rispetto che si deve a chi ha pagato il presso più alto che la Nazione possa chiedere. Scrivo sapendo che nessuna parola potrà mai colmare l’assenza che vi accompagna ogni giorno, e che nessuno può attenuare il dolore di una perdita che si può forse lenire, ma che non potrà mai essere sopita né dimenticata”.
Il Ministro Crosetto ha capito perfettamente che le Famiglie delle Vittime dell’Afghanistan hanno provato un grave dolore dopo le parole del Presidente Trump.

Per questo motivo prosegue: “Il sacrificio, il valore, l’umanità dei vostri cari non saranno mai affidati alla voce o alla volontà di un singolo Ministro. Non saranno difesi da Guido Crosetto. Saranno difesi, oggi e sempre, dalla Difesa italiana e dall’Italia intera. Perché appartengono alla nostra storia comune, alla nostra identità nazionale, a ciò che di più serio ed impegnativo significa essere una Repubblica”.
Parole toccanti e veramente pregne di significato. Un Ministro della Difesa che parla così degli uomini e delle donne in uniforme merita davvero spazio e considerazione.
Crosetto continua con un ricordo personale: “Come ebbi a dire durante una cerimonia funebre, i nomi dei nostri Caduti sono scolpiti nella roccia della memoria della Difesa e del Paese. Non sono nomi affidati al ricordo occasionale o alla retorica delle ricorrenze. Sono nomi che restano, che obbligano, che ci vincolano moralmente. Mai saranno dimenticati. Proprio per questo abbiamo il dovere, e io sento il dovere personale, di difendere la loro memoria e il loro onore, senza ambiguità e senza compromessi”.
Il Presidente Trump, con le sue dichiarazioni assolutamente irriverenti nei confronti dei Soldati italiani che hanno servito in Missione di Pace in Afghanistan, per un lungo ventennio, ha offeso la memoria dei più bei Figli dell’Italia post-bellica.
Bene ha fatto – concludendo la sua missiva – il Ministro Crosetto a sottolineare: “Ho partecipato ai funerali dei nostri Caduti in Afghanistan. Ho visto i volti delle famiglie, affrante nel dolore ma dignitose in modo impressionante. Ho visto madri, padri, mogli, figli, fratelli, sorelle sapere che non avrebbero mai più potuto riabbracciare chi amavano, né rivederne il sorriso. Eppure in quel dolore insopportabile, ho visto una forza composta, silenziosa, che nasceva dall’orgoglio”.

Alla tracotanza del Presidente degli Stati Uniti d’America vanno ribadite queste considerazioni e queste analisi.
Nessuno, neppure il Presidente della Nazione più potente del mondo, può permettersi di offendere la Memoria di chi ha perso la vita nel servizio alla Patria, alla Bandiera, alla millenaria Civiltà Cristiana.
Il giornalista ha il dovere deontologico – oltreché morale – di stringersi attorno alle Famiglie di chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere e di narrare le gesta di chi non c’è più, cosicché nessuno possa dire: “Non lo sapevo, ho dimenticato”.
