Garlasco è divenuta una triste e macabra telenovela.
Garlasco, da piccola cittadina della provincia pavese, si è trasformata nel “set cinematografico noir” più seguito d’Italia.
In queste ore si sta facendo un gran parlare degli sviluppi che stanno emergendo sulla nuova inchiesta (o inchiesta bis) riguardante il “Delitto di Garlasco” e l’assassinio di Chiara Poggi.
Rimbalza su tutti i canali televisivi e social il nome di Andrea Sempio, unico indagato dalla Procura della Repubblica di Pavia, nonostante sia stato condannato con sentenza definitiva, per il medesimo omicidio, l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
E’ triste dirlo ma il “Delitto di Garlasco” è quasi più avvincente de “La Promessa”, nota telenovela ispanica in onda ogni sera, da anni, su Rete4. Non si parla d’altro e, ogni giorno, esce un colpo di scena degno dei gialli più letti.

Nella mattinata odierna, in uno dei tanti programmi RAI che trattano le vicende di Garlasco si è detto, per la centomillesima volta, che sarebbero stati mal distrutti e mal smaltiti “reperti fondamentali per l’inchiesta contenuti nei faldoni del RIS” Carabinieri di Parma.
Ancora una volta si attribuisce responsabilità al Reparto Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri allora comandato dal Generale Luciano Garofano. I colleghi di “TGCOM24” scrivono che “il RIS si è difeso sostenendo di aver seguito i protocolli standard”.
Chi ha ragione? Chi ha torto?
Secondo quanto emerso nella trasmissione di Rai1, “Storie Italiane”, condotta da Eleonora Daniele, “dalle carte spunterebbe un nuovo esame finora non noto. Si parla inoltre di incongruenze legate a una “perizia fantasma”, all’ipotesi di uno scambio di provette e di una relazione inerente ad Alberto Stasi che starebbe stata ‘dimenticata’ o non considerata all’epoca” delle indagini e del successivo dibattimento processuale.
Il “Delitto di Garlasco”, col passare degli anni (sono già 19), si rivela un gran pasticcio ed è imbarazzante andare a scavare nei meandri delle indagini effettuate perché più si scava e più melma emerge.
Speriamo di sentire presto la parola FINE e di poter finalmente voltare pagina.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.

Quindi non si è sicuri di niente, neanche della correttezza delle prime indagini, le prove sono state manomesse e Stasi è tornato in carcere; ma se non si è sicuri di nulla, il povero stasi doveva essere lasciato libero per insufficienza di prove!!!