Garlasco continua a far discutere per il lavoro discutibile di chi ha indagato.
Garlasco sta dando tantissimo materiale alle trasmissioni televisive che si occupano di “true crime” e di gossip. Ogni giorno esce qualche novità che mette in imbarazzo chi ha svolto le indagini nel lontano 2007, quando è iniziata l’epopea del “Delitto di Garlasco”.
In questi ultimi giorni, ad esempio, si è resa nota una scoperta che da anni era nel legittimo dubbio di milioni di italiani. Parrebbe esser spuntato fuori “un appunto inedito del RIS di Parma (settembre 2007) che attestava l’assenza di sangue sui pedali della bici di Alberto Stasi”.

Gli avvocati difensori di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, per dovere di cronaca, erano anni che dicevano che su quei pedali vi erano più incongruenze e congetture prive di fondamento. Come mai si è atteso tanto per chiarire la questione?
Il “pizzino” del RIS Carabinieri gioca “a favore della difesa” visto che “non fu inserito nella relazione ufficiale”. Il dato rilevante è che “l’inchiesta della Procura della Repubblica di Pavia rimette in discussione un pilastro della colpevolezza di Stasi”, come sottolineano i colleghi di “Ore 14 Sera”.
Al momento si può dire che “sono emersi test di laboratorio con esito negativo eseguiti il giorno dopo il primo riscontro positivo, assenti negli atti processuali”. Cosa non trascurabile che mette in risalto come le cose siano state fatte in modo approssimato e dilettantistico.
Nell’“appunto inedito” del 2007 si attesterebbe “il ritrovamento di un profilo di DNA maschile sulla bicicletta, anch’esso mai comunicato all’epoca”. Come mai? Sarebbe opportuno che i componenti il RIS Carabinieri di Parma dell’epoca, dessero chiarezza e contezza di quanto accaduto e perché.

Visto lo scontro sui dati del DNA sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, la Procura della Repubblica di Pavia, retta dal Procuratore Fabio Napoleone, ha deciso di effettuare dei necessari accertamenti e di indagare su “possibili errori o occultamento di atti” convocando addirittura il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Vigevano, Rosa Muscio, che fu titolare dell’inchiesta sul “Delitto di Garlasco” nel 2007.
La macabra vicenda legata alla piccola cittadina pavese continua.
Speriamo arrivi presto una conclusione e che Chiara Poggi possa riposare finalmente in pace.
