Garlasco continua ad essere al centro del dibattito giornalistico italiano. Garofano sempre più contestato.

Sono giorni che si parla delle improvvide asserzioni dell’ex Comandante del RIS Carabinieri di Parma, Generale Luciano Garofano, che, secondo la Procura della Repubblica di Pavia, avrebbe invitato un suo sottoposto ad “adombrare una misura” di scarpa con tutte le cautele del caso.
Secondo quanto riportato dai colleghi di “Ignoto X”, seguitissima trasmissione di La7, “nei messaggi del 2008, emersi nelle ultime ore, l’allora comandante del RIS parlava della necessità di una trattazione che consentisse di “ridicolizzare” le tesi del consulente della difesa di Alberto Stasi, Francesco Maria Avato, e chiedeva al Capitano Aldo Mattei di spingersi sull’ipotesi della misura della scarpa”.

Se queste asserzioni fossero vere sarebbero gravissime. Il condizionale, per chi fa cronaca, è d’obbligo ma intanto sul tema stanno dissertando in tanti.
Il direttore di “Giallo”, Albina Perri, ha commentato queste asserzioni dicendo: “L’uso delle parole è inquietante, “adombrare” non è un termine scientifico”.
In effetti il direttore Perri non ha torto.
Secondo l’Enciclopedia Treccani “adombrare” significa “coprire d’ombra o oscurare”, proiettando un’ombra su qualcuno o qualcosa. E’ sempre la nostra splendida lingua italiana a dire che “adombrare” sta a significare “offuscare o velare”, diminuendo il valore o la chiarezza di qualcosa.

Da un alto Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri ci si aspetterebbe molta più prudenza e molto più rigore lessicale-scientifico perché, come dice il direttore Perri, “le mail confermerebbero inoltre che Garofano avesse un controllo diretto su quanto accadeva all’interno del laboratorio”.
Secondo quanto riportato da Alessandro Da Rold, “Quotidiano Nazionale”, “quegli scambi via mail mostrano quanto il comandante seguisse da vicino le risposte tecniche.
Il 27 agosto 2008, per esempio, Aldo Mattei, all’epoca capitano e comandante della Sezione impronte e fotografia del Ris, scrive che “non è possibile fornire un’indicazione univoca” sulla taglia delle impronte di scarpa. Garofano gli suggerisce di “spingersi un po’ sull’unicità del disegno” e di “adombrare una misura”, con tutte le cautele. Il giorno dopo Mattei precisa che le tracce sono compatibili con la taglia di Stasi “in ragione della loro incompletezza””.
La povera Chiara Poggi è stata barbaramente uccisa e questo è un fatto. Quando si saprà chi ha commesso l’efferato “Delitto di Garlasco”?
