Garlasco è la cittadina in cui è stata uccisa Chiara Poggi. Da anni è diventata location per una macabra telenovela.

Con grande tristezza bisogna dire che attorno al “Delitto di Garlasco” si sta creando un clima da stadio, condito da una tifoseria imbarazzante.
Qualche sera fa, nella trasmissione “Lo Stato delle Cose”, condotta su Rai3 da Massimo Giletti, è andato in scena un teatrino indecente tra il conduttore e il biologo, genetista, già Vicecomandante del RIS Carabinieri, Maggiore Marzio Capra.
Si è atteso qualche giorno per dire qualcosa in merito perché sarebbero state opportune delle scuse ai telespettatori da parte della RAI visto che, comunque, è mantenuta con i soldi dei pubblici contribuenti.

Giletti, durante il blocco della trasmissione nel quale si parlava dei pedali della bicicletta di Alberto Stasi, ha fatto vedere un manoscritto che risalirebbe al settembre del 2007.
Giletti e “Lo Stato delle Cose” mettono in dubbio “le analisi svolte dagli uomini del Ris nel 2007” e, per la verità, non sono i soli. Durante la puntata, infatti, è saltato fuori un appunto redatto dall’allora Capitano Alberto Marino.
In detto documento si parla di “un test sul sangue sui pedali della biciletta di Stasi, risultato negativo, ma mai comunicato all’allora Pubblico Ministero Rosa Muscio”.

Giletti lo ha mostrato, commentato, e poi ha provocato il genetista della Famiglia Poggi, Maggiore Marzio Capra, da sempre assertore della colpevolezza di Alberto Stasi, domandando: “Sono deficiente io a non capire che questo è negativo? O no? Me lo dica guardandomi in faccia”.
Marzio Capra non se lo è fatto domandare due volte e ha risposto: “Sì, è deficiente lei, anche tanto”. Parole che fossero state pronunziate in un altro contesto avrebbero anche potuto suscitare ilarità ma qui non c’è nulla da ridere.
Diciannove anni fa è stata brutalmente e barbaramente uccisa una ragazza, Chiara Poggi, e oggi ci sono un condannato che si è sempre dichiarato innocente, un indagato che dice di non aver mai avuto rapporti con l’assassinata, una marea di errori nelle indagini e una pletora di personaggi in cerca d’autore.

Che la RAI – Radiotelevisione Italiana metta in prima serata simili teatrini è indecente.
La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Commissione di Vigilanza RAI) prenda in mano la situazione e smetta di permettere queste oscene iniziative sulla TV di Stato.
Gli italiani meritano la verità. L’informazione deve essere corretta e verificata. La povera Chiara Poggi merita di riposare in pace e di essere onorata con la reclusione del suo assassino.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
