Esplosione a Castel d’Azzano. La Procura di Verona medita se ipotizzare il reato di strage. Di certo c’è il fatto che si tratta di omicidio premeditato, volontario e plurimo.
In un’Italia che se la prende sempre con le Forze dell’Ordine e che spalleggia chi fa occupazioni abusive, portandolo addirittura al Parlamento Europeo, ci sono soggetti che, per non essere sgomberati, uccidono i tutori dell’ordine.
In queste ore, a Castel d’Azzano, Verona, c’è stata l’esplosione di un casolare per impedire lo sgombero. Sono deceduti tre militari dell’Arma dei Carabinieri e, al momento in cui esce il presente articolo, 15 feriti.
Attorno alle 3:15 di questa notte, 14 ottobre 2025, nella prima cintura veronese, a Castel d’Azzano, i militari dell’Arma dei Carabinieri si sono recati dinanzi al casolare che era stato loro segnalato per la presenza di diversi ordigni esplosivi che i tre fratelli occupanti – da tantissimo tempo – dicevano di detenere.
Da quello che sappiamo, “l’edificio è crollato travolgendo militari e agenti”. Possiamo dire che si tratta di “un gesto volontario per gli inquirenti”. Grazie all’abilità delle Forze dell’Ordine i tre fratelli sono stati fermati, uno dopo una breve fuga.
Sul caso, vista la gravità, è intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha detto: “Sconcerto e dolore”. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime “profondo cordoglio”. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, per ora, si è limitato a dichiarare “onore ai Carabinieri morti”.
Da quel che possono dire i giornalisti giunti nelle vicinanze del casolare si sa che “le fiamme erano altissime”, lo scenario era “un cumulo di macerie, muri sbriciolati” e una marea di soccorsi e soccorritori.
Il Procuratore Capo di Verona, Raffaele Tito, ha lasciato trapelare poche ma chiare parole: “Stiamo valutando se effettivamente c’è strage, valuteranno i Carabinieri, sicuramente è un omicidio premeditato e volontario. Secondo noi, secondo i Carabinieri, non c’è dubbio”.
Qualche evidenza investigativa pare esserci dal momento che i Carabinieri impegnati nell’operazione notturna indossavano le “bodycam” e da lì probabilmente emergerà qualche frame interessante. Dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona emerge che “gli operatori hanno sentito un fischio, probabilmente delle bombole che venivano aperte”.
Immediatamente interpellato, il Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ha dichiarato: “Arretate tre persone che si sono rese colpevoli della tragedia”.
A differenza di altri inquirenti che si trincerano dietro il silenzio, il Procuratore Raffaele Tito, ha aggiunto: “Era una casa disastrata, fatiscente e non c’è nemmeno l’allaccio della corrente elettrica. Carabinieri, Prefettura e Comune si erano dati da fare, c’era già anche un alloggio alternativo, ma era una situazione molto difficile che andava avanti da tempo”.
Dei tre Carabinieri morti possiamo – al momento – solo dire che si tratta del Carabiniere Scelto Davide Bernardello, del Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio Daprà, del Luogotenente Marco Piffari.
Tre Servitori della Patria, tre Militari eccellenti, tre Carabinieri che, oggi, non torneranno dalle loro famiglie, dai loro affetti, dai loro commilitoni. Tre italiani onesti e per bene che hanno effuso il sangue per il Tricolore, la legalità e la sicurezza della collettività.
In un’Italia che spesso, troppo spesso, se la prende con i Carabinieri – vedasi l’assurda vicenda di Milano Corvetto – queste notizie rischiano di passare sottotraccia e finire velocemente nell’oblio.
Al di là di quanto uno può pensare su quanto è accaduto, non si può in alcun modo giustificare l’insano gesto, il premeditato attentato, il vergognoso atto terroristico che ha portato alla morte di tre eccellenze della nostra Forza Armata.
“RaiNews”, redazione di punta della Televisione di Stato, intervistando i vicini di casa dei fratelli Ramponi, ha raccolto queste dichiarazioni: “Erano problematici, da quello che so non volevano abbandonare la casa. Avevano già avuto degli sfratti, la situazione era conosciuta, purtroppo in negativo. E la cosa si è risolta non bene”.
Parole che ci riportano alla pregevole inchiesta che porta avanti, da anni, sui “ladri di case”, il direttore Mario Giordano che, con la sua “Fuori dal Coro”, opera con competenza e clamore per far buttare fuori dagli alloggi coloro che vi stanno senza titolo.
Un altro vicino dei Ramponi ha fatto sapere: “Il cancello era sempre chiuso, portavano dentro le bestie e si chiudevano dentro. Stavano per i fatti loro”. Una signora che vive nelle vicinanze, poi, hanno esordito: “Non avevo rapporti con loro, li conoscevo solo di vista. Vivevano come gli zingari”.
Prima che il mainstream dei buonisti si spertichi nel cercare di giustificare i fratelli Ramponi con i soliti “erano in disagio umano”, “vivevano una situazione difficile e di degrado”, … è bene dire che qui le vittime sono solo i Carabinieri, le Forze dell’Ordine, che hanno perso la vita per far rispettare la legge e ripristinare lo stato della legalità.
Il resto sono becere considerazioni di chi – senza vergogna – se la prende sempre con chi indossa una divisa, un’uniforme, con chi ha scelto lo Stato, con chi non ha dubbi da quale parte stare.
Seguiranno, nei giorni, approfondimenti, considerazioni, analisi.
