Cuneo ha visto riunirsi il Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica in Prefettura. Il Consigliere Mallone è intervenuto in Consiglio.

Il 26 maggio 2026, presso il Palazzo della Prefettura, sito in Via Roma, si è tenuto il periodico “Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica – COSP”, convocato dal Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano.
Erano presenti, fra gli altri, il Questore di Cuneo, Rosanna Minucci, il Comandante del Reparto Operativo Carabinieri, Tenente Colonnello Daniele Riva, il Sindaco del Comune di Cuneo, Patrizia Manassero, “Partito Democratico”.
A detta dell’Ufficio Comunicazione del Comune di Cuneo, “al netto del dato numerico complessivo sui reati, occorre continuare a lavorare affinché ci sia la percezione di poter liberamente e pienamente godere degli spazi pubblici”.

Torna l’odioso e strumentale termine “percezione” che serve a sventolare un’opinabile visione di sicurezza da parte della cittadinanza. In pratica: non è vero che la città è insicura, sono i cittadini che la percepiscono così.
Poco dopo, infatti, dal Comune di Cuneo si trovano a dover ammettere: “continuano ad essere oggetto di attenzione particolare, per esempio, la zona del Quadrilatero dove la Polizia Locale negli ultimi mesi ha emesso 97 ordini di allontanamento”.
Questo è un dato assai interessante perché denota come il Quartiere Cuneo Centro sia ammorbato da manigoldi – per lo più immigrati – che rendono la zona degradata, pericolosa ed insicura.

Neppure a dirlo, ancora una volta, proprio nella Seduta del Consiglio Comunale del 26 maggio 2026, il Consigliere di Minoranza Noemi Mallone, “Fratelli d’Italia”, ha portato la questione nell’Aula della democrazia cittadina, sollevando la stizza del Consigliere di Maggioranza, Stefania Maria D’Ulisse, “Cuneo Solidale Democratica”.
Il Consigliere Mallone, che ha esperienza nella materia in quanto avvocato penalista, ha fatto presente al Consiglio Comunale e alla Giunta che “nonostante il lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine permane, tuttavia nei residenti, una diffusa percezione di insicurezza, che merita ascolto e attenzione da parte delle istituzioni, poiché la sicurezza non riguarda soltanto gli interventi effettuati, ma anche la serenità con cui i cittadini vivono quotidianamente il proprio quartiere”.

Anche in questo caso è tornata l’orrida parola “percezione” corredata, però, dal fatto che essa “merita ascolto ed attenzione da parte delle Istituzioni”.
Quest’ultimo tassello, sinceramente, non sempre è rispettato in quanto c’è – specialmente nella Giunta Manassero – la tendenza a dare la colpa al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e a minimizzare le vicende che accadono.
Prova ne è che molti cittadini evitano di transitare in Corso Giovanni Giolitti, Via Silvio Pellico, Piazzale della Libertà, Via Antonio Meucci, perché impauriti dai soggetti che vi bivaccano di giorno ma, soprattutto, di sera.
Bene ha detto il Consigliere Mallone quando, interpellando l’Assessore alla Polizia Locale, Cristina Clerico, e il Signor Sindaco, Patrizia Manassero, ha sottolineato che “risulta importante mantenere un confronto costante con residenti, commercianti e Comitato di Quartiere, affinché le criticità segnalate possano essere monitorate e affrontate con strumenti adeguati e condivisi”.
Al netto della retorica stucchevole e della risposta “politicante” dell’Assessore Clerico, i cittadini vogliono sapere “quali ulteriori iniziative l’Amministrazione comunale intende adottare, in collaborazione con le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, per migliorare la sicurezza, la vivibilità dell’area di Corso Giolitti e delle zone limitrofe”.

Il Consigliere Mallone ha fatto delle richieste precise, puntuali, specifiche, che meritano una risposta fattuale altrettanto precisa, puntuale e specifica.
Il qualunquismo e il dilettantismo amministrativo dimostrato dalla Giunta Manassero sono divenuti un problema annoso e visibile a chiunque per studio, lavoro, svago, si trova a dover transitare nelle aree della Stazione Ferroviaria e del Centro della Città.
Fa quasi ridere – non ci fosse da piangere – leggere che per il Sindaco Manassero ha richiamato il fatto che “gli stupefacenti circolano perché c’è domanda di queste sostanze”.
C’è anche il problema di una serie di attività commerciali, insistenti sul Quartiere Gramsci, dove è frequentemente violato l’articolo 100 del T.U.L.P.S. e vi è un florilegio di soggetti già pregiudicati e poco raccomandabili.
La cosa è stata resa nota in un Incontro Pubblico organizzato dai Comitati di Quartiere Donatello e Gramsci, nel dicembre 2025, al quale hanno preso parte il Comandante della Stazione Carabinieri di Cuneo, Maresciallo Maggiore Stefano Imperatori, e il Maresciallo Ordinario Nicole Saiu.
I residenti del Quartiere Gramsci presenti in sala hanno sottolineato che in Via Ascanio Sobrero, Via Beppino Nasetta, Via Giovanni Battista Bongioanni, si spaccia con continuità di giorno e di sera. Non è una percezione ma, come direbbe Roberto Carlino, “una solida realtà”.

Fa molto piacere che il Prefetto Savastano dica che “i risultati migliorano e il rapporto di fiducia con i cittadini si rafforza” ma alle parole istituzionali debbono seguire i fatti. Dice bene il Signor Prefetto quando asserisce che “occorre continuare nel senso della collaborazione coordinata tra Stato, Forze dell’Ordine, Amministrazione, cittadini, commercianti per generare più sicurezza”.
La sicurezza urbana non può essere sottovalutata e lo spaccio di sostanze stupefacenti non può essere derubricato a “fenomeno che esiste ovunque” come, invece, dicono spesso i politici del Capoluogo della Granda.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
