A Cuneo, Piazza Europa viene occupata dai pro-Pal. Le Istituzioni cosa faranno?
Il 28 settembre 2025, a Cuneo, nel pieno centro della città, in Piazza Europa, i manifestanti pro-Pal hanno deciso di occupare una porzione di territorio pubblico con la scusa di un “Coordinamento Cuneo per Gaza”.
Sulla legittimità o meno dell’occupazione del suolo pubblico sarà necessario vedere come intenderanno agire il Comune di Cuneo e la Questura di Cuneo.
Riguardo la base ideologica su cui si fonda l’iniziativa, invece, si possono dire tante cose. Innanzitutto non si possono lasciar passare inosservate le frasi poco tolleranti dei manifestanti che scrivono “Se attaccate la flottilla blocchiamo tutto”, “Ti auguro quello che tu auguri alle palestinesi”, parole che fanno amaramente sorridere se si pensa che a pronunziarle sono coloro i quali dicono di essere a favore della pace.
A detta dei colleghi di “Cuneo24” pare che “l’iniziativa nasce come risposta alla crisi umanitaria nei Territori Palestinesi e intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione nella Striscia di Gaza”.
Intanto suona tutto molto retorico dal momento che sono due anni che – in tutti i telegiornali – non si parla d’altro. Sembra che tutto il mondo giri attorno alla Striscia di Gaza e, per di più, è vergognoso ed offensivo visto che questi impavidi manifestanti non hanno posto in essere gli stessi riguardi quando ad essere uccisi erano i bambini dell’Afghanistan.
L’Organizzazione Non Governativa, specializzata nella tutela dei minori, “Save the Children”, nell’agosto del 2021, scriveva: “Afghanistan: un bambino ogni cinque ore ucciso o mutilato negli ultimi 20 anni di guerra. Il bilancio è di quasi 33.000 minori, vittime dirette del conflitto”.
Numeri che fanno rabbrividire ma, con tutta evidenza, ai pro-Pal la cosa non interessa perché in quel conflitto non potevano accusare lo Stato di Israele e, nondimeno, non potevano esplicitare il loro chiaro atteggiamento antisemita.
Eppure “Save the Children” fu chiara: “il numero reale dei bambini che sono stati vittime dirette del conflitto è probabilmente molto più alto delle 32.945 stimate, cifra che non include i minori morti a causa di fame, povertà e malattie in quel periodo”.
Come mai tutto questo mondo attivistico, esperto di diritti umani, sodale con quanti soffrono, all’epoca dei fatti stette zitto?
Probabilmente perché a compiere quelle atrocità, quelle non commentabili barbarie erano i movimenti islamici più feroci, di stampo terroristico, animati da una violenza senza eguali.
Lo raccontava bene la grandissima ed indimenticata collega Maria Giovanna Maglie: “Ho viaggiato molto per il Medio Oriente e ho visto situazioni allucinanti in Iran, in Iraq, ma anche in Egitto: i Talebani sono il peggio, del peggio, del peggio”.
Eppure, va ribadito, non si è vista questa straordinaria mobilitazione di piazza quando in quei Paesi accadeva ciò che tutti sappiamo ma che gli attivisti della Sinistra extraparlamentare fanno finta di non conoscere.
Per non parlare, poi, della presenza ipocrita di “Non Una di Meno” che si straccia le vesti per i diritti delle donne palestinesi, piange per le donne palestinesi che sono nelle tende a causa dei bombardamenti ma non protesta egualmente per come i maomettani trattano le donne.

E’ sempre la compianta Maria Giovanna Maglie a ricordarci: “Le donne, in questi anni, l’Occidente è riuscito solo parzialmente ad aiutarle, ad emanciparle, ma parzialmente c’era riuscito. Uno dei risultati “meno peggio” se vogliamo dirla alla romana”.
Mentre le femministe nostrane fanno le “battaglie di cartapesta”, retoriche, fini a se stesse, l’Occidente, gli Eserciti, i Militari, hanno aiutato concretamente – e non a chiacchiere – le donne dei Paesi martoriati dall’ideologia – spesso teocrazia – islamica.
Oggi è assai singolare – per non dire ridicolo – vedere “Non Una di Meno” marciare a fianco degli esponenti delle Comunità Islamiche in favore dei diritti di donne e bambini della Striscia di Gaza.
Suona di presa in giro e, grazie al cielo, tante persone hanno capito che da quei cortei è bene stare alla larga perché sono appannaggio delle coscienze, obnubilazione del libero pensiero, irretimento delle masse, per deviare il ragionamento da ciò che è realmente alla base di questi assembramenti di piazza: l’odio verso lo Stato di Israele e verso la Comunità Ebraica internazionale.
“Io ritengo che bisognerebbe impedire che i Talebani prendano completamente il potere e non accettare mai quel Governo”, diceva Maria Giovanna Maglie.

Le stesse parole che oggi dicono il democraticamente eletto Benjamin Netanyahu, il democraticamente eletto Donald Trump, la democraticamente eletta Giorgia Meloni, parlando di chi governa la Striscia di Gaza, ossia “Hamas”.
Quanti gridano nelle piazze, coi passamontagna, il volto coperto, “Free, free, Palestine” sono, de facto, sostenitori di chi ha creato questa situazione incresciosa ed indecente: l’Organizzazione Terroristica “Hamas”, finanziata dagli esuli palestinesi (per lo più in Europa e in Occidente), dall’Iran, dall’Arabia Saudita e da altri “esempi di democrazia” del mondo arabo.
Negare questo significa avere chili di prosciutto sugli occhi e voler negare la realtà. Soprattutto significa credere di cambiare il mondo con un gazebo fatiscente, e contrario al decoro urbano, “abitato” da chi “esprime sostegno alla missione internazionale “Global Sumud Flotilla”, che ha l’obiettivo di rompere l’assedio su Gaza e facilitare l’arrivo di aiuti umanitari”.

La “Global Sumud Flotilla”, ad oggi, sta mettendo in difficoltà tutto l’Occidente perché nessun Paese potrà militarmente difendere gli attivisti in caso di attacco da parte dello Stato di Israele e, oltretutto, è ignorante sulla storia d’Italia visto che, il 17 dicembre 1973, all’aeroporto di Roma-Fiumicino, un gruppo di cinque terroristi palestinesi, compì un attentato che causò 34 morti e oltre 15 feriti.
E come dimenticare quando “un commando di terroristi di origine palestinese compie un sanguinoso attentato alla Sinagoga di Roma in un giorno di festa per la comunità ebraica”? Era il 9 ottobre 1982.

Ai pro-Pal del terzo millennio, indottrinati da una Sinistra nota per il revisionismo storico, va rammentato che “nell’attentato viene ucciso un bambino di due anni, Stefano Gaj Taché”. Come mai non si struggono per la morte di questo piccolo angelo ucciso dalla furia omicida dell’odio palestinese?
La storia serve per farne memoria e tesoro, non per usarla a mo’ di grimaldello, com’è in uso a sinistra, per avvalorare questa o quella causa ideologica…
Piazza Europa occupata sa tanto di qualcosa che non avremmo mai voluto vedere. Alle Istituzioni l’arduo compito decisionale.
