A Cuneo, Piazza Galimberti diventa ritrovo per quattro pro-Pal con poche idee ma confuse.

Oggi, 27 settembre 2025, dalle 15:00, hanno iniziato ad ammassarsi in Piazza Galimberti, all’ombra della statua di Barbaroux, alcune decine di persone – per lo più maomettane – con bandiere dei territori palestinesi, vessilli arcobaleno riportanti la scritta “Pace” e le immancabili bandiere rosse di “Potere al Popolo”.
Diverse donne con il chador, simbolo della libertà della donna nella confessione islamica. Una delle tante, troppe, manifestazioni contro lo Stato di Israele che si stanno tenendo, da mesi, nel capoluogo della Granda.
Una brutta immagine per quei cuneesi che, frequentando il “salotto buono” della città, devono assistere a simil agglomerato di ideologie vetuste, fuori contesto storico e dichiaratamente antisemite.
Le facce sono sempre le stesse: “Non Una di Meno“, “Unione Sindacale di Base – USB“, “Potere al Popolo“, “Rifondazione Comunista“, e sinistrume vario.
In Via Roma, spartiacque pedonale del Centro Storico, tanti gazebo con artigiani che espongono e vendono i loro prodotti di pregio, dehors dei bar gremiti di persone in cerca di sano relax, a San Rocco Castagnaretta la manifestazione “Oktoberfest Cuneo”, sotto i portici gran passeggio e chiacchiericcio.
I cuneesi dimostrano che – quando non c’è da saltare scuola o da perdere una giornata di lavoro – della Striscia di Gaza non hanno interesse.
Ciò che accade in Medio Oriente può dispiacere, per carità, ma non può essere oggetto di monopolio dell’informazione o dell’azione amministrativa di questo o quel comune.
La gente ha bisogno di relax, ristoro, spensieratezza, due chiacchiere in allegria, una sana risata.
Chissà perché ci si deve preoccupare di ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, al di là del mare, in un luogo dove la maggioranza degli abitanti è islamica e dove si vedono l’Occidente, il Cristianesimo, l’Europa, come terra di conquista.
Inutile essere ipocriti: per i musulmani chi non professa ciò che è scritto nel Corano è infedele e, come tale, va convertito. Non esiste, specie per i cultori della Sunna, la possibilità di esistere se non si è maomettani.
Il collega Mario Giordano, eccellente direttore di “Fuori dal Coro“, trasmissione di Rete4, sta raccontando da tempo la piaga dei Tabligh, una porzione non trascurabile di islamici, che hanno idea e desiderio di creare il “califfato di Roma”, eliminando il Vaticano e i Cristiani.
“Non violenza“, “condivisione” e “apertura” sono le parole premesse da Samuele, un giovane pacato che ha introdotto l'”assemblea pubblica“.
Si è poi parlato di partecipazione alle iniziative e del fatto che “chi infrange le regole dell’Assemblea non farà più parte dell’equipaggio“.
Linguaggio retorico che richiama la bizzarra iniziativa della “Global Sumud Flotilla“.
Iniziativa che molto è piaciuta al Segretario della Federazione di “Rifondazione Comunista” Cuneo, Lorenza Ameglio, che ha chiesto di ritrovarsi in modo permanente in Piazza Europa, dove si lotta contro l’abbattimento dei cedri.
Dal Segretario Ameglio una proposta che sa tanto di presa in giro: trasformare Piazza Europa in “piazza Palestina”. Si è davvero giunti al grottesco.
L’Italia è ricettacolo di manigoldi, meta di immigrazione criminale, Cuneo è una città ove accadono reati di ogni specie e di ogni tipo ma per la Sinistra della provincia Granda la preoccupazione maggiore è la retorica pro-Pal.
Tanti cuneesi si domandano quanto ancora bisognerà tollerare tutto questo. Non si può tenere in ostaggio di quattro gatti (e le immagini lo testimoniano) una città che nulla ha a che spartire con Hamas ed antisemiti vari.
Qui il video con le immagini dell'”assemblea dei pro-Pal”.
