I Carabinieri della Compagnia di Bra arrestano l’ennesimo nordafricano che ha scelto la strada comoda dell’immigrazione criminale.
Il Comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Tenente Colonnello Daniele Riva, comunica che “nelle prime ore del mattino dell’8 aprile 2026, i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bra, con l’ausilio di quelli della Stazione Carabinieri di Sommariva del Bosco, hanno arrestato un cittadino marocchino 40enne”.
Sembra pleonastico ribadire che la provincia di Cuneo – e in special modo le città di Alba e Bra – sono sempre più ostaggio dell’odioso fenomeno denominato immigrazione criminale.
Dalla Caserma Gonzaga, storica sede del Comando Provinciale della Benemerita, insistono col dire che il marocchino era già censurato “e già sottoposto dal Tribunale di Asti alle misure cautelati dell’obbligo di dimora nel comune di Bra ed alla presentazione alla Polizia Giudiziaria”.
La narrazione è sempre la medesima.
Assurdo dover constatare che si persevera, in modo del tutto fallimentare, con la misura cautelare dell’obbligo di dimora che non crea alcun tipo di effetto sulla pubblica sicurezza ed è un autentico “pannicello caldo” per chi ne è destinatario.
I fatti di cui siamo a dare notizia specificano che “alle ore 3:40 circa, nella Piazza Roma, l’uomo, dopo una lite tra stranieri, le cui cause sono ancora in fase di completo accertamento, ha colpito un cittadino marocchino 29enne alla coscia sinistra con tre fendenti sferrati con un coltello; quest’ultimo, trasportato poi dal personale del 118 all’Ospedale di Verduno, dopo le cure del caso, è stato dimesso con 30 giorni di prognosi”.
Intanto bisogna capire per quale motivo un gruppo di extracomunitari si trovava, nel cuore della notte, in Piazza Roma, per di più in possesso di armi da taglio. Perché – come si evince anche da trasmissioni come “Dritto e Rovescio” – gli immigrati girano con il coltello?
Perché in Italia c’è tanto lassismo legislativo nei confronti di quelle boldriniane “risorse” che vengono nel nostro Paese con il solo obiettivo di vivere di mezzucci ed espedienti.
I Carabinieri tengono a precisare che l’immigrato marocchino – “con non poca fatica da parte dei Militari, stante il suo forte stato di agitazione psicofisica” – “è stato arrestato per lesione personale aggravata e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, associato alla Casa Circondariale di Asti, in attesa dell’eventuale convalida del GIP del Tribunale di Asti”.
Abbiamo, com’è nel nostro stile, sentito alcuni cittadini braidesi per capire cosa pensino di questa situazione che sembra non conoscere affievolimento.

La risposta ottenuta è stata pressoché unanime: “vanno applicate le espulsioni”, “non si deve aspettare che compiano un secondo reato”, “al primo errore vanno rimandati a casa loro”, “Bra non può essere ostaggio di questa gente”, …
Il 2027 vedrà gli italiani protagonisti delle Elezioni Politiche e, in non poche città, delle Elezioni Amministrative. Il tema della REMIGRAZIONE sta diventando sempre più cocente e concreto. La politica dovrà affrontarlo e decidere come comportarsi in merito.
Il tempo saprà dire come andranno le cose.
Per il momento è doveroso sottolineare come il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, sta dando un forte impulso al suo personale sottoposto affinché, in ogni azione, sia messo sempre al primo posto il cittadino onesto e per bene.

Complimenti ai carabinieri per l’ottimo lavoro; ma la fatica rischia sempre di essere inutile grazie alla “magnanimità “ dei giudici e magistrati che, per sistema, rimandano in libertà i criminali. Un sentito ringraziamento a tutti gli italiani che hanno votato NO
Carissima Margherita, il NO al Referendum Giustizia è stato veramente difficile da digerire. Il Parlamento deve assolutamente metter mano al Codice Penale e togliere amenità come “attenuanti generiche”, “obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria”, “arresti domiciliari”. Chi sbaglia deve stare in carcere.