Carabinieri arrestano albanese per tentato omicidio compiuto a Bra. L’immigrazione criminale non conosce battute d’arresto.
Nella giornata odierna il Comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Tenente Colonnello Daniele Riva, ha informato gli Organi di Stampa del fatto che “l’11 dicembre 2025, alle ore 1:30 circa, a Sommariva Perno (Cn), in località “Maonera”, personale della Compagnia Carabinieri di Bra è intervenuto presso il parcheggio del Centro Sportivo “Roero” dove, poco prima, un 32enne di origine campana, ma residente nel cuneese, era stato ferito all’emitorace sinistro da un colpo di arma da fuoco di piccolo calibro, esploso da un uomo al termine di una lite”.
La tragica notizia conferma quanto si sostiene da molto tempo: la provincia di Cuneo non è la terra fatata ed incantata che qualcuno tiene a descrivere.
Il Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano, nell’ottobre 2025, diceva che si deve “continuare nel senso della collaborazione coordinata tra Stato, Forze dell’Ordine, Amministrazione, cittadini, commercianti” perché essa “potrà generare più sicurezza”.

Queste parole furono pronunciate presso il Palazzo della Prefettura di Cuneo, durante una lunga riunione del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica (COSP), dunque vanno tenute in debita considerazione. La Granda deve percorrere un cammino che conduca a “generare più sicurezza”: quella che c’è non basta.
Per tornare al fatto di specie possiamo dire che “il ferito, soccorso da personale del 118 è stato prima trasportato presso l’Ospedale di Verduno e successivamente trasferito all’Ospedale di Cuneo dove, arrivato in codice rosso ed in prognosi riservata, dopo un periodo di cure intense è stato poi proclamato fuori pericolo”.
Intanto bisogna sottolineare che entrambi i nosocomi citati appartengono all’efficiente rete della sanità pubblica cuneese e che, ancora una volta, il ruolo dei sanitari ha rappresentato un importante tassello nella vicenda.
Detto ciò, è bene specificare che “le serrate ed incessanti indagini condotte dai Carabinieri della locale Compagnia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, hanno consentito di concentrare le attenzioni investigative su un 35enne albanese, dimorante nel braidese, ma di fatto senza fissa dimora, censurato per reati contro la persona ed in materia di stupefacenti”.
Chi segue la cronaca di Bra, Alba, della Langa e del Roero, sa che c’è una fortissima concentrazione di immigrazione criminale e che, spesso, questa ha come nazionalità prevalente quella albanese.
I Militari della Compagnia Carabinieri di Bra, con piena condivisione della Procura di Asti, hanno ottenuto la misura cautelare in carcere per l’albanese che, allo stato attuale è il presunto autore del tentato omicidio dei fatti in oggetto.
L’ottima analisi investigativa dei Carabinieri di Bra ha consentito il recupero dell’arma utilizzata che è risultata essere una “pistola Beretta modello 76S, calibro 22”. Secondo le attività di indagine sarebbe di “provenienza furtiva” ed è stata rinvenuta “in un’area boschiva di Monticello d’Alba, attigua al fiume Tanaro”.

Il censurato albanese è stato “tradotto presso la Casa Circondariale di Asti” dove l’Autorità Giudiziaria lo ha a disposizione per il prosieguo delle indagini.
Questa ennesima attività d’indagine, svolta in modo magistrale dai Militari dell’Arma, conferma il forte impegno profuso da tutte le otto compagnie Carabinieri presenti nel territorio cuneese che, sotto l’impulso del Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, sono sempre prodighe nell’aiutare chi è nel bisogno.

A causa dell’esito del referendum, i magistrati potranno ancora infierire sui danneggiati anziché sui criminali!! Le forze dell’ordine potranno assolvere perfettamente al loro compito, e ne sono consapevole, ma se il difetto continuerà ad essere nel manico, allora potranno aumentare carabinieri, vigili ecc. non cambierà mai niente perché per i magistrati i criminali faranno il lavoro sporco per la sinistra E contribuiranno alla distruzione della nostra civiltà e cultura, perché è quello che le toghe rosse vogliono
Cara Margherita, la tua preoccupazione è quella di tutti quelli che hanno votato SI. Purtroppo è assai triste la vicenda e non è ancora conclusa.
Ma per piacere, i magistrati adoperano le leggi che ci sono, digli agli amici tuoi al governo di promulgarne qualcuna invece di stare sempre in campagna elettorale
I Magistrati interpretano le Leggi. Il “modello Albania” in Italia è stato vituperato ed ostacolato in ogni modo dalla Magistratura. Ieri il Parlamento Europeo lo ha approvato ed applaudito.
Ma veramente hai creduto a queste barzellette??
I magistrati applicano le leggi che fanno i politici .
Loro non decidono , applicano ..
inoltre , se non l’hai capito , la loro carriera è con i PM che sono quelli che accusano … i danneggiati . Quindi se ci sarebbe uno squilibrio sarebbe al contrario ..
Evidentemente lei non ha chiaro che i Magistrati interpretano la legge. Ieri sera, in una trasmissione di approfondimento giornalistico, l’on. Laura Ravetto, avvocato di professione, ha detto che il trapper “Baby Gang” doveva stare in carcere e non ai domiciliari perché la legge è chiara. Purtroppo un Magistrato ha disposto diversamente e l’epilogo lo abbiamo visto qualche giorno fa.
Il problema, in Italia, è l’interpretazione della Legge da parte dei togati.