Albanese fermato dalla Squadra Volanti della Questura di Venezia ed arrestato.

Il 2 settembre 2026 – come ben riferisce la collega Antonella Gasparini su “Venezia Today” – è stato fermato un cittadino albanese con l’auto piena di involucri di cocaina.
I fatti ci dicono che il personale della Squadra Volanti della Questura di Venezia “ha bloccato un cittadino albanese, il 2 settembre nel pomeriggio, che era al posto guida di un’auto ferma al parcheggio dell’Ipermercato di Via Torino”.
Il personale della Polizia di Stato memore del fatto che questi soggetti spesso vengono trovati con “materiale croccante” utile ad un fermo di polizia giudiziaria, ha “perquisito il conducente e anche l’abitacolo”.
A quanto riferito da “Venezia Today” si sa che “i poliziotti hanno trovato decine di involucri di cocaina, mezzo etto di sostanza, e lo hanno bloccato per condurlo a Santa Chiara e fare altri approfondimenti. Oltre 60 grammi impacchettati da smerciare in terraferma”.
Vista la profonda esperienza della Squadra Volanti si può dire che “se con un grammo si possono fare dai 2 ai 5 involucri, il cittadino albanese con quello che aveva a bordo avrebbe rifornito la città per tutta la serata. Invece ha trascorso la notte in cella a Santa Chiara, in attesa di giudizio”.
Per fortuna ci sono Questori che non minimizzano lo spaccio di sostanze stupefacenti e che lo contrastano con fermezza perché i cosiddetti “spacciatori” sono soggetti che – minorenni o maggiorenni – portano degrado urbano e turbano la serenità delle persone oneste e per bene.

La Questura di Venezia, magistralmente retta dal Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Antonio Sbordone, ha una soglia di tolleranza del crimine assai bassa – per fortuna – ed infatti sta portando avanti tante attività di ispezione amministrativa con controllo degli esercizi commerciali, dei negozi, delle sale slot e delle strutture ricettive.
A differenza che in altre province d’Italia, il Questore Sbordone parla di controllo del territorio ed azione repressiva.
Senza repressione non c’è sicurezza, senza coercizione non si ottiene repressione, senza sicurezza c’è una situazione sociale tesa ed ingestibile.
L’immigrazione criminale è un problema reale, concreto, ammorbante.
La popolazione albanese interessata da azioni penali, al 31 dicembre 2025, secondo i dati aggiornati dal Ministero della Giustizia, era di 1.964 soggetti. Di questi 535 erano in attesa di giudizio, ossia imputati, 1.427 erano condannati con sentenza definitiva e 2 erano internati.
Per buonisti e negazionisti va detto che gli albanesi “rappresentano circa il 9.8% del totale dei detenuti stranieri presenti in Italia”.
Quanto ancora gli italiani onesti dovranno tollerare? Come si può pensare di far entrare l’Albania nell’Unione Europea?
