La Polizia di Stato, in forza presso la Questura di Genova, arresta un senegalese di 24 anni per possesso di droga ai fini di spaccio.

Dai banchi di sinistra dell’emiciclo parlamentare si dice sempre, con troppa convinzione, che non c’è relazione tra immigrazione e criminalità. Eppure la cronaca smentisce questa narrazione che non tiene conto di quel che accade realmente nelle nostre città.
Abbiamo realizzato decine di articoli relativi al fenomeno tristemente noto come “immigrazione criminale” perché riteniamo necessario – in qualità di cronisti – dare manforte alle Forze dell’Ordine che tanto fanno per garantire ordine, sicurezza, disciplina.
Un caso che chiarisce perfettamente quanto siamo a dire è quello accaduto in Via San Luca, a Genova, alle ore 00:10 del 24 marzo 2026.
I fatti li ha spiegati la Questura di Genova così: “la Polizia di Stato di Genova ha arrestato un 24enne senegalese per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”.
In Italia, purtroppo, lo spaccio di sostanze stupefacenti è sempre più presente. Sono tante, troppe, le persone che si approvvigionano da vivere vendendo droga, vendendo morte. Molte di queste persone, la maggior parte, provengono da Paesi al di fuori dell’Unione Europea.
E’ sempre la Questura di Genova a specificare come, nella notte, una pattuglia interforze, composta da Polizia di Stato ed Esercito Italiano, “durante la consueta attività di monitoraggio del centro storico, ha proceduto al controllo del giovane, già noto per reati inerenti gli stupefacenti”.
Da questo enunciato si evince che le Forze dell’Ordine compiono una normale e pianificata “attività di monitoraggio del centro storico” e si apprende anche che l’immigrato senegalese era “già noto per reati inerenti gli stupefacenti”.
La domanda che molti cittadini si fanno è: se il senegalese era già noto per essere uno spacciatore, come mai non è stato preso e rimandato a casa sua? La domanda è sempre la stessa, la risposta anche: bisogna chiedere delucidazioni alla Magistratura.
Per dovere di cronaca e di informazione dobbiamo dire che, nell’Ordinamento Giuridico italiano, sono i giudici che devono “convalidare i decreti di espulsione e gli ordini di trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)”.
Sono sempre i giudici a dover “controllare che l’espulsione rispetti la Costituzione italiana e le leggi internazionali”.
C’è da chiedersi cosa vieti di convalidare un decreto di espulsione emanato dal Ministero dell’Interno o dalle Prefetture nei confronti di chi vive di espedienti, reati predatori, reati sessuali, radicalismo islamico, ecc…
Tornando al caso di specie possiamo dire che “il soggetto, mentre mostrava i documenti agli Agenti, ha tentato di occultare qualcosa dentro ad un guanto, rivelatosi poi essere una bustina contenente tre pezzi di hashish”.
Evidentemente il fenomeno dell’immigrazione criminale non è un’invenzione di pericolosi “fascisti”, “razzisti”, “odiatori seriali”, ma è constatazione di una realtà che solo una Sinistra ideologica ed ideologizzata può e vuole negare.
I fatti, non a caso, ci narrano che l’immigrato senegalese, capendo che gli Agenti lo stavano per perquisire, “ha cominciato a tirare loro calci e pugni, colpendoli anche con diverse gomitate”.
In un Paese normale, che tiene al proprio Comparto di Difesa e Sicurezza, si permetterebbe al personale della Polizia di poter reagire ma, in Italia, se un Agente si difende, poi, finisce alla sbarra con l’amena accusa di “eccesso di adempimento del dovere” come è accaduto in quel del Corvetto, a Milano.
Grazie alla professionalità del personale accorso in Via San Luca, l’immigrato è stato riportato alla calma ed è – com’è previsto dalle procedure – “stato condotto in Questura dove è stato trovato in possesso anche di 12 pastiglie di ecstasy e quasi 600 euro in contanti”.
Ovviamente la Polizia di Stato ha debitamente sequestrato il tutto che è risultato essere “corpo di reato” utile per il successivo processo dibattimentale.
L’immigrato senegalese è stato difeso da un avvocato ed è stato sottoposto a rito direttissimo nella mattinata successiva.
In un momento nel quale, ogni giorno, da Nord a Sud del Paese, si parla di crimini compiuti da immigrati, la domanda che sorge spontanea è: perché non attuare il piano pensato da “Alternative für Deutschland – AfD” che ipotizza “un piano per espellere milioni di persone, inclusi migranti irregolari, richiedenti asilo e persino cittadini tedeschi con background migratorio ritenuti “non assimilati”?

Il Generale di Divisione Roberto Vannacci, fondatore e presidente di “Futuro Nazionale”, propone questa opzione anche in Italia.
In fondo molti “immigrati di seconda generazione”, pur essendo cresciuti nel nostro Paese, avendo studiato nelle nostre scuole, avendo beneficiato del nostro welfare ed ottenuto la Cittadinanza Italiana, non hanno rispetto alcuno per gli autoctoni italiani, per la loro storia e per la Tradizione del Paese che li ha ospitati.
Le Elezioni Politiche del 2027 segneranno un punto di svolta non indifferente nel percorso di trattazione del tema migratorio nella dialettica politica italiana.
Il tempo dirà come andranno le cose. Per il momento non resta che aspettare che gli eventi accadano.
