Il Professor Pier Franco Quaglieni presenta il programma di attività dell’anno.
Non ha atteso l’inizio d’anno, il Professor Pier Franco Quaglieni, Presidente del Centro Pannunzio per prospettare le attività qualificanti che caratterizzeranno il 2026, ad iniziare dal ricordo di momenti e figure significative, tra le quali spiccherà il centoventesimo anniversario della nascita di Mario Soldati, scrittore, regista e mitico presidente del Pannunzio in anni ormai lontani. Sempre in tema di memorie, saranno ricordati anche Oriana Fallaci e Enzo Tortora. Il 2 giugno prossimo cadrà l’ottantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana, ricorrenza ancora divisoria, ma che merita discussioni e approfondimenti, previsti nei prossimi mesi.
Focalizzare il prossimo referendum sulla riforma della Giustizia rientra nell’ambito dell’impegno civile del Centro. Aperti al confronto, i Pannunziani potranno ascoltare le diverse voci e interpretazioni, al riparo dal pensiero unico calato dall’alto.
Nel leggere il programma e l’invito al dialogo e al confronto, la memoria ci riporta alla fine del 1967, quando l’allora giovane studente universitario Pier Franco Quaglieni, già impegnato nel far nascere a Torino, un’iniziativa degna del suo ispiratore, viene inserito tra i fondatori del Centro Pannunzio, accanto a Arrigo Olivetti e Mario Soldati. Da lì si snodò un impegno costante e un sicuro riferimento per coloro che, in continuità con l’esempio di Mario Pannunzio, amavano la libertà.
Cosa rappresentò per Torino la sede di un Centro che si ispirasse all’eredità de Il Mondo e ricalcasse l’impegno e l’esempio di Mario Pannunzio?
Rompere la ghettizzazione del pensiero libero, apartitico e laico, in un contesto ove l’obbedienza comunista e il settarismo dei giellisti caratterizzavano le uniche voci cultuali di rilievo.
Intanto il messaggio dirompente del maggio francese stava dilagando all’università e in molti altri ambiti, sovvertendo le regole di rispetto dei valori e l’impostazione culturale che aveva caratterizzato sino ad allora i percorsi accademici e la portata della democrazia rappresentativa.
Gli alfieri dell’indipendenza della cultura e della democrazia facenti parte del corpo accademico della nostra Università, da Alessandro Passerin d’Entrèves, a Giovanni Getto, Franco Venturi e altri, videro con entusiasmo l’affermarsi a Torino, di una voce libera. Ben presto, al neonato Centro Pannunzio, si svolsero dibattiti che focalizzarono le problematiche aperte della società, senza settarismi. Una presenza rilevante ebbero anche le serate culturali, con la partecipazione di figure eminenti della cultura italiana e internazionale. Questo era ed è il Centro Pannunzio. Affermazione dei valori, pur seguendo l’evolversi del tempo.
Tra i primi appuntamenti di rilievo dell’anno è prevista la partecipazione di Giordano Bruno GUERRI, presidente del Comitato scientifico del Centro “Pannunzio”.
Su iniziativa del Centro, sarà a Torino giovedì 15 gennaio alle ore 17,30 al 14° piano del grattacielo del Palazzo della Città Metropolitana di Torino (Corso Inghilterra, 7), per presentare in anteprima il suo nuovo libro sui Futurismi, edito da Rizzoli, dal titolo:
“AUDACIA RIBELLIONE VELOCITÀ. VITE STRABILIANTI DEI FUTURISTI ITALIANI”.
In dialogo con l’autore interverrà Pier Franco QUAGLIENI. Seguirà il firmacopie.
Prenotazione obbligatoria al 3488134847 tramite Whatsapp.
Giordano Bruno Guerri nel testo, ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo.
Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità.
Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).
Non ci resta che partecipare e scoprire in anticipo le ulteriori ambite occasioni di incontro. Il programma di attività del Centro di Studi e ricerche Mario Pannunzio, com’è noto spazia dalla Storia, all’Arte, alla letteratura, alla scienza sino alla cucina Italiana, Patrimonio dell’Umanità.
Il Professor Quaglieni nel presentare il programma del 2026 chiede altresì la collaborazione dei soci per arricchire le trattazioni e il programma dell’anno.
